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COS’E’ L’AMICIZIA IN FACEBOOK ?
domenica 20 settembre 2009 9.33
Questa domanda è stata postata dal pittore e scultore autodidatta fiorentino Giampiero Poggiali (nato nel 1936), intestatario di una costituenda (in loco toscano) “Fondazione” ad majorem sua gloriam… in vita.
Considero opportuno antologizzare le risposte webizzate, proponendole come lettura alternativa allo sterile cazzeggio self-buongiornante webizzato frequentemente e vicendevolmente.
MARILENA STREGAVIOLA
..per alcuni un numero…per altri un contatto…per altri ancora, un sentimento….come nella vita di tutti i giorni…
ALFONSO FONTANA
…è un modo come uno altro..
GEORGE RODART
Una comunità di artisti … per conoscere il lavoro di un amico …( il mio italiano tramite Google)
Giampiero Poggiali Berlinghieri
…ottima risposta :-)
ENZO ROSSI-ROISS
L’amicizia in FB non è: perchè i più postano i disagi personali, affetti da sigletudine connaturata o irreversibile.
CRISTIANE FIGUE’
Artisti che ti chiedono amicizia…visitati tuoi opere spariscono…per altri la curiosità visto che te sei amico di tanti dunque qualcuno…per alcuni passatempo : per me niente di questo e quando vedo che il filo non regge ,sono io gentilmente a dire che non "serve più ", perche mai e mai ne voglio fare questione di numeri! Al contrario pochi ma bene!
RANJITA SAMPAOLESI
L’amicizia come nella vita, vive di colpi di fulmine, colpi di scena…delusioni…di amicizie che crescono, e di amicizie che muoiono…insomma,una scuola di vita…
CARLA LUCHI
A volte curiosità, ma spesso si ritrovano persone che per varie cause si erano perse di vista. Personalmente quando vedo che una persona non m’interessa la cancello. Poi vuoi mettere vedere le novità in tempo reale di "qualche" artista? Oppure leggere pillole di saggezza facendosi largo fra le banalità quotidiane?
GIAMPIERO POGGIALI BERLINGHERI
Bella definizione…mi piace.
ANGELA SEPE NOVARA
L’Amicizia VERA è un diamante, anche su FB
FRANCA GREY
Amicizia…sentimento troppo importante … per poter dire "amicizia su FB"…in questo sito si "conoscono" persone con le quali hai… più o meno… affinità! Poi ci sono gli amici… quelli che frequenti spesso od ogni tanto… e che hai ritrovato quì… e con i quali hai degli scambi di idee , a volte serie ed altre scherzose ! Comunque FB è un mezzo per… conoscere… e conoscere è sempre costruttivo! Un abbraccio
GIAMPIERO POGGIALI BERLINGHERI
Giusto… :-)
GIORGIO BASSI
Questa e’ una bella domanda? Spero che tutti siano ancora in grado di riconoscere una vera amicizia. Penso che nessuno possa sentirsi veramente vicino ad un amico tramite l’esperienza facebook. Sicuramente sarebbe più adatto a scambiarsi interessi comuni al fine di migliorare. Ma dato che rispecchia un po’ il mondo comune non sempre è così. Comunque questa si che è una domanda interessante.
ANGELA SEPE NOVARO
….è un diamante anche su FB, perchè puoi trovare persone, che mai avresti incontrato altrimenti….magari a due passi da te…..o geograficamente lontane…..e allora l’amicizia diventa esattamente come quella che apprezzi fuori dalla "realtà" virtuale….da seguire e approfondire…
ENZO ROSSI-ROISS
L’amicizia in FB di un pittore e scultore, sprovvisto di sponsor e promoter noti e influenti oltre i confini territoriali in cui abita e crea, è mirata a dare visibilità alle proprie opere e una location espositiva virtuale, difettando di location reali, in attesa della costituzione di una Fondazione personale.
GABRIELLA FERLITO
Autopromozione… Poco fa ho ricevuto una critica piuttosto offensiva sull’autopromozione della mia pagina fan… che secondo me non va interpretata come divismo, ma come ricerca della condivisione di uno stesso pensiero… Allora mi chiedo, quando normalmente un artista richiede l’amicizia ad una galleria d’arte… non si chiama forse autopromozione????..e sconvolge così tanto il termine "fan"? …quando si richiede l’amicizia ad una persona sconosciuta, non è forse "autopromozione" della nostra persona???. La pittura non merita forse una pagina a parte per la sua grande forza, per la sua capacità di guardare meglio alla vita? …l’amicizia nel suo vero significato è tutta un’altra storia, che certo non si trova su FB!!!
COSA PENSARE PER CONTINUARE A FACEBOOKAMICIZIARE ……???
sabato 19 settembre 2009 19.40
COSA PENSARE PER CONTINUARE A FACEBOOKAMICIZIARE AUSPICANDO LA SVIRTUALIZZAZIONE DI OGNI RAPPORTO FORIERO DI FERTILITA’ E IL NASCONDIMENTO DI OGNI RAPPORTO PORTATORE SANO DI STERILITA’ ?
Cosa pensare degli over 30 d’ambo i sessi, variamente alfabetizzati, che si autoanalizzano, per quanto riguarda il presente, e si autopredicono il futuro, contrassegnando l’itinerario mentis personale in Facebook aprendo e consultando Biscotti della Fortuna, leggendo i cartigli dei Baci Perugina e consultando la strega disegnata Mystic Meg’s dotata di sfera di cristallo ?
Cosa pensare degli stessi over 30 d’ambo i sessi che privileggiano la poeticità di parole scritte da parolieri per essere canzonettate: karaokizzando Neruda nei momenti in cui vagheggiano innamoramenti adeguati a soddisfare le esigenze del proprio immaginario erotico/sentimentale?
Cosa pensare di chi delinea in Facebook l’identikit personale con ogni artificio postato o quizzato, per caratterializzare ciò che lo/a può rappresentare…di più?
Cosa pensare di tutto ciò, predisponendosi a tradurlo in parole terapeutiche per chi le leggerà condividendole?
CHI XELO ?
venerdì 18 settembre 2009 9.16
In un sonetto del veneziano Angelo Maria Labia (1709-1775), intitolato „Chi xelo?“, è possibile cogliere delineato l’indekit semantico di un antesignano settecentesco di Silvio Berlusconi. Sia condiviso e diffuso.
Un che no ga nessuna Religion:
Che ‘l publico no stima, nè ‘l privato?
Un che no ga altra Massima de Stato
Che ‘l so proprio interesse e l’ambizion;
Un che la so’ propria condizion
Nol ghe la cederia a un Potentato,
Un che ghe vol imponer al Senato
Come sel fusse lu solo el Paron.
Nol nomino; ma mi no so veder
Che a un omo de sta sorte ghe sia dà
In Republica ancuo sto gran poder.
Forse per manco in la latina età,
Mi credo che za ognun possa saver
Quel che a Cesare un dì la gh’à costà.
THEAT BEAT OF SEX della lettone Signe Baumane, omaggiata dagli organizzatori di Venice Days 2009 a Venezia
sabato 12 settembre 2009 13.21
15 shorts sull’amore e il sesso della lettone Signe Baumane, sono stati proiettati singolarmente, prima di ogni proiezione, nella Sala Perla al Lido di Venezia durante i giorni della 66 Mostra Internazionale del Cinema (2-12 settembre 2009) e tutti di seguito (durata 40 minuti) dagli organizzatori della 6a edizione dei Venice Days, sullo schermo all’aperto della Villa degli Autori a conclusione delle Giornate degli Autori, presente l’artista autrice.
Il sesso e le donne scritto, disegnato,animato e commentato (vocizzato) sensa se e senza ma da una over 40, memore del proprio vissuto sessuale a Riga e altrove in età over 20 e over 30, diplomata in filosofia all’Università di Mosca nel 1989, cittadina della Repubblica di Lettonia sovietizzata fino al 1991.
15 shorts per argomentare il punto G, la masturbazione, le misure del fallo, la verginità, l’orgasmo vaginale, il sesso anale e quello orale, le mestruazioni, anche le malattie, e molto altro. Protagonista Cynthia, portatrice sana di „guizzi erotici“ penalizzati da una disagiante singletudine malcelata, „ragazza della porta accanto“ fine dicitrice ironica delle sue fantasie sexuali, tema ricorrente dei suoi racconti disegnati con protagonisti d’ambo i sessi provvisti di organi sessuali popstilizzati.
Signe Baumane è nata ad Auce in Lettonia nel 1964, anno dell’ascesa al potere di Leonid Breznev. Vive a New York dal 1995. Il suo cinema d’animazione (costituito prevalentemente da cortometraggi) gode buona fama tra gli intenditori ed è già stato premiato in più occasioni. Attualmente è impegnata nella realizzazione di un lungometraggio animato intitolato Golden Hors. Con alcuni colleghi e colleghe gestisce la produzione e la commercializzazione dei suoi DVD (www.signebaumane.com).
diario di Enzo Rossi Ròiss in: www.iantichi.org
CARNASCIAL ART ESCA 2010 (comunicato n.1)
martedì 8 settembre 2009 15.58
La Compagnia De Calza „I Antichi“ ha deciso di organizzare e realizzare a Venezia, per il prossimo Carnevale 2010 (febbraio), una expo con opere d’arte e installazioni artistiche ispirate soprattutto all’immaginario della Compagnia (www.iantichi.org).
Sarà intitolata: CARNASCIAL ART ESCA 2010.
Nelle intenzioni dei Compagni De Calza che l’hanno concepita, tale expo coinvolgerà più luoghi espositivi veneziani, sul percorso- sia pedonale che acquatico – che collega la Stazione Ferroviaria a Piazza San Marco, transitando inevitabilmente a piedi per Campo San Maurizio: storico spazio all’aperto per la espressione delle opinioni e il compimento delle gesta carnascialesche griffate „I Antichi“ a cominciare dal 1981.
Alcuni degli „oggetti materiali“ dotati di pertinenze estetiche per tale expo saranno commissionati a menti creative in rapporto con la Compagnia De Calza „I Antichi“, altri saranno selezionati tra quelli che saranno proposti in tempo utile da operatori culturali o singoli artisti, illustrati con descrizioni e immagini inviate via e-mail al curatore artistico Enzo Rossi-Ròiss (rossiroiss@libero.it - cell. 339. 6918363 ), al quale è stata affidata anche l’organizzazione e la scelta delle location espositive, con l’autorizzazione a interlocuire con chiunque a nome e per conto de „I Antichi“.
Campo San Maurizio sarà la location col punto-info nella sede del Circolo Culturale „I Antichi“, una installazione nello spazio all’aperto e una esposizione nella sacrestia della Chiesa San Maurizio rispettosa del luogo.
La sala espositiva del Palazzo Priuli Bon in Campo San Stae, con la sua porta d’acqua e quattro finestre affacciate sul Canal Grande ospiterà una esposizione interna con installazioni esterne.
Per l’autorizzazione a utilizzare altre location (il Teatro la Fenice… addirittuira!) sono state avviate trattative e programmati i contatti necessari.
Tutte le opere eposte o installate risulteranno illustrate e commentate in apposita pubblicazione progettata e realizzata da Luca Colferai per IAntichi Editori Venezia (www.iantichieditori.it), con la presentazione di Roberto Bianchin, una introduzione del curatore Enzo Rossi-Roiss e testi di Autori Vari.
DELLA SCONVENIENZA DI UNA ESPOSIZIONE NOMATA "OPEN“ AL LIDO DI VENEZIA IN CONCOMITANZA CON LA MOSTRA DEL CINEMA
domenica 30 agosto 2009 22.34
In concomitanza con la Mostra del Cinema al Lido di Venezia, tra gli alberi sul lato destro del viale che conduce dall’Hotel des Bains al Palazzo del Cinema, risultano esposte ogni anno (da 12 anni) alcune sculture di Autori diversi: arredo urbano effimero e stagionale intitolato „Open“, costituito da opere plastiche polimateriche, iconiche e aniconiche frammiste, insiemizzate da Paolo De Grandis dell’agenzia Arte Communications: in duo con la moglie finlandese Paivi Tirkkonen.
Il popolo festivaliero le guarda frettolosamente, strada facendo recandosi a piedi, oppure in autobus, là dove hanno sede le sale di proiezione dei film in e fuori concorso.
Le star non le vedono perchè presenziano la promozione e la proiezione dei film da loro interpretati, raggiungendo poco prima e abbandonando subito dopo il Lido a bordo di taxi acquatici. Gli addetti ai lavori della critica d’arte le ignorano, considerandola iniziativa astuta di puro servizio espositivo collaterale e surrettizio, monetizzato da persone che si rapportano all’arte e agli artisti spregiudicatamente per l’utile più immediato che possono trarre pro domo propria. Qualche cronista locale le notizia riassumendo il comunicato stampa degli organizzatori. Gli artisti meno ingenui continuano a giudicarla expo collettiva alla quale partecipare, eventualmente, soltanto una-tantum e il più a buon mercato possibile, possibilmente a costo zero, perchè portatrice di un plus-valore minimo per il CV e seme sterile per quanto riguarda la germinazione di esercizi esegetici virtuosi. Penalizzata dai rifiuti di alcuni Artisti Noti che hanno declinato l’invito ad esporre loro opere in alcune edizioni, considerandola, iniziativa di puro servizio mercenario fieristico.
Siccome ho scritto puntualmente di tale expo, a cominciare dal 1997, scrivo della sua dodicesima edizione per informare i miei lettori che la „Open 2009, impresa organizzativa del solo De Grandis, non più in duo con la Tirkkonen, è stata presa in considerazione da meno artisti, comparata ad alcune expo precedenti. Ridimensionata dalla sempre più inadeguata eco massamediatica suscitata e usurata dal passa parola denigratorio di chi l’ha sperimentata una-tantum senza capitalizzare alcun vantaggio.
Come è accaduto al siculo-americano Emanuele Viscuso domiciliato negli USA a Miami e alla veneziana Anny Carraro autrice del documentario „Viscuso Twin Towers“.
Come accadrà anche agli ultimi sperimentatori (esposti) che elenco qui di seguito:
León Ferrari, Lee Sun-Don, Zhao Guanghui,Andreas Savva, Hannu Palosuo, Kiba Lumberg, Bernard Pourrière, Eteri Chkadua, Gabriele Pöhlmann-Grundig, Bertamaria Reetz And Rainer Bonk, Venia Bechrakis, Aristotelis Deligiannidis, Under Construction, Nataraj Sharma, Cosimo Andrisano, B.Zarro, Enrico Benetta, Cristian Biasci, Stefano Bombardieri, Marilù Cattaneo, Andrea Ciampini, Girolamo Ciulla, Marco Cornini, Margherita Michelazzo, Ercole Pignatelli, Ugo Riva, Federica Silvi, Heinz Aeschlimann, Daniel Glaser/Magdalena Kunz, Christian Bolt, Jorge Misium, Fulvia Zambon.
(Già postata in: www.iantichi.org / il mio diario)
DI UN LETTONOFILO (LATVIAFAN) ROMANO INTRAPRENDENTE A PRESCINDERE…
giovedì 27 agosto 2009 9.27
Ho già scritto per indicare ai Consoli Onorari della Repubblica di Lettonia come raccogliere fondi con l’intenzione di sostenere economicamente la nazione baltica, nel momento in cui è notoriamente sull’orlo della bancarotta, grati per la nomina che blasona i loro CV.
Scrivo ora per redigere sommariamente la scheda di un lettonofilo di servizio assistito, intraprendente a prescindere dalle difficoltà economiche che preoccupano i governanti delle Repubbliche Baltiche. Scrivo di Giampiero Mele, un cittadino italiano faccendiere a Riga in Lettonia, dove è stato compagno di merende di Michele del Prete, altro faccendiere italiano lettonofilo del quale ho più volte scritto e altro scriverò.
Il Mele risulta iperwebizzato e affaccendato in Italia come Presidente di più Associazioni pro Lettonia, tutte generate e insediate a Roma, organizzate per accedere a finanziamenti pubblici istituzionali italiani ed europei. Ha cominciato a manifestare la sua lettonofilia nel 2003 generando e presiedendo l’Associazione Italia-Lettonia, prima di assumere il ruolo di delegato comprensoriale per i Castelli Romani dell’Unione degli Industriali di Roma. Poi ha continuato, nel ruolo di vicepresidente della Baltitalia presieduta e abortita da Michele del Prete, con la pittrice Lolita Timofeeva nel ruolo di testimonial, disponibile per l’assunzione di altre cariche vice in eventuali nuove Associazioni diversamente generate da italiani affaccendati in Lettonia. Recentemente ha generato l’Associazione Amici di Rothko (Mark), pittore aniconico lettone-americano (1903-1970), della quale è Presidente, insediandola presso l’Ass.Italia-Lettonia in Italia e in Daugavspils in Lettonia luogo di nascita dell’artista. Col proposito dissimulato di acquisire meriti per la disponibilità di risorse finanziarie pubbliche con benefit indotti collaterali privatizzabili. Disposto, eventualmente, a fondare e presiedere anche Associazioni di Amici degli artisti lettoni morti e sepolti in Italia: Elisabeth Kaehlbrandt-Zanelli (1880-1970), Niklavs Strunke (1894-1966), Edita Walterowna-Broglio (1886-1977), documentati e biografati nel mio libro „Mondo lettone made in Italy“.
(già postata in: www.iantichi.org)
PENSANDO AL MIO PROSSIMO COMPLEANNO
giovedì 20 agosto 2009 22.01
Poichè la mia vita (il mio vissuto) ha fatto la differenza nella vita di altre persone, accingendomi a festeggiare il mio 72esimo compleano in splendida forma fisica e intellettuale, affermo che la mia vita ha avuto (e continua ad avere) significato, perchè altri hanno partecipato a ciò che ho vissuto e possono testimoniare ciò che mi è accaduto e continua ad accadermi, partecipando a ciò che ho vissuto e continuo a vivere, incuriositi e intrigati di volta in volta da ciò che mi è accaduto (e continua ad accadermi), timorosi e palpitanti talvolta che all’improssivo potessero (o possano) avere fine gli accadimenti in atto.
(Già postato in: www.iantichi.org – il mio diario)
FACEBOOK: l’illusione di avere mille amici online
mercoledì 12 agosto 2009 18.18
(Sic in „la Repubblica“, pag. 31, data odierna, firmato Riccardo Staglianò)
Su Facebook se ne trovano un tanto al chilo. „Mario Rossi ti ha aggiunto come amico“ ormai rivaleggia con le offerte di Viagra scontato nelle caselle di elettronica. In entrambi i casi la distanza dall’originale può essere notevole. Si tratta spesso di relazioni annacquate, con poco o punto principio attivo: simpatizzanti, aspiranti corteggiatori, semplici conoscenti. Non costa niente dire si. Anzi, nella peculiare inversione dell’onere della prova nella socializzazione online il contrario è faceslapping, prendere uno/a che vuole essere gentile con te a pesci in faccia. Cafonaggine digitale. Alla fine, però, in questa inflazione di facile cordialità e qualifiche abusive, gli amici veri restano tesori anche ai tempi dei saldi web. E’ la morfologia del nostro stesso cervello a impedirci di legare in profondità con troppe persone. E Fra le legioni di friend virtuali gli scambi veri si fanno veri si e no con un manipolo, i soliti quattro gatti.
(…………………………………………………………)
I totali gonfiati dei social network si spiegano con un buon numero di conoscenti ai quali ci limitiamo a trasmettere aggiornamenti sulle nostre vite. Altra cosa rispetto alle vere relazioni. Che restano poche come aveva capito, già ai tempi dell’agorà originaria, Omero. „Non è tanto difficile morire per un amico, ma trovare un a’amico per cui valga la pena farlo“. L’apparente moltiplicazione dei pani e dei pesci di Facebook non è, da questo punto di vista, ancora un miracolo.
DELL’ITINERARIO MENTIS DI OGNI FACEBOOKAMICIZIATO/A
lunedì 10 agosto 2009 21.08
Considerando impronta caratterializzante ogni Nota, ogni Commento, ogni Foto, ogni Video, ogni diarizzazione cazzeggiata o chattata autobiografante, ogni Quiz eseguito per sapere e capire di sè oggi e domani, ogni Video simulacro del proprio sentimentalismo, ogni Citazione letteraria portatrice di doppia significanza, mi riesce facile tracciare il percorso dell’’itinerario mentis di ogni facebookamiciziato/a, contrassegnandolo con ciò che (parole e immagini) ognuno/a „posta“ di volta in volta in Facebook.
Memorizzino ciò i facebookamiciziati e le facebookamiciziate che presuntuosamente hanno pensato di potermi annoverare tra i loro accompagnatori indulgenti e complici condiscendenti sul percorso dell’ itinerario mentis tracciato nel loro Profilo…a prescindere dalle caratteristiche e dai contenuti del mio Profilo.
Sapendo che le informazioni anagrafiche e professionali taciute in Facebook mi significano frustrazione e insicurezza; che le foto esibite in Facebook mi illustrano sovente e in ogni caso vanità, infantilismi e narcisismi; che i rapporti con la creatività documentata in Facebook da riproduzioni di opere autoaccreditate mi connotano velleità in sala d’attesa nell’ambulatorio del Dottor Successo; che l’enfatizzazione in Facebook del proprio status sentimentale, come il migliore degli status possibili, mi dissimula singletudine connaturata disagievole, nei casi in cui non blasona rapporti contingenti canditati a farsi eleggere abitudinari e doverosi.
Scrivo ciò dopo aver deciso di non incamminarmi sul percorso di altri itinerari mentis facebookpostati, con l’intenzione di esplorarli e sottoporli ad esame semiologico, come già fatto quando ho percorso gli itinerari mentis di alcune facebookamiciziate over 30 „facendo la differenza“ (come suol dirsi) nel loro Profilo (divenuto conseguentemente reticente) e nella loro amicalità facebookpostata (divenuta inequivocabilmente guardinga e sospettosa).
(Testo già postato in www.iantichi.org – il mio diario)