Il Trust Nel Nome della Donna presenta
il Festival Itinerante 2008
abbinato al Concorso Internazionale di Cinema Indipendente delle Donne con a tema le
ESPERIENZE DI LIBERTA’ FEMMINILE
E’ la prima volta che una giuria popolare di sole donne premia il cinema delle donne, coinvolgendosi con una mobilitazione di energie, passione, tempo, denaro.
A questo importante esito politico si arriverà dopo proiezioni e valutazioni in quindici città, fra aprile ed agosto 2008; le spettatrici saranno una grande, variegata giuria al cui verdetto è affidata la premiazione dei lavori in Concorso. La manifestazione conclusiva si terrà alla Masseria Le Sciare, in Salento, alla fine di agosto.
IN 15 LUOGHI DI DONNE IN TUTT’ITALIA VERRANNO PROIETTATI:
Ventuno documentari, sette video d’arte, tredici corti, di autrici italiane, francesi, tedesche, cilene, nordamericane, islandesi, inglesi, e due importanti film Fuori Concorso per una grande Festa del Cinema delle donne e della loro esperienza di libertà.
SECONDA SETTIMANA DI PROGRAMMAZIONE PRESSO
LA LIBRERIA DELLE DONNE DI BOLOGNA
via San Felice n. 16/a
Tel/Fax 051/271754
Giovedì 15 maggio ore 19.00
Nella Casa di Borgo San Nicola, di Caterina Gerardi 62’
Girato nel carcere femminile di Lecce, questo lavoro - senza prevenzioni e senza indulgenze, attraverso interviste ed incontri - indaga la vita, le considerazioni, le aspettative e le nostalgie di un gruppo di donne detenute per il reato di associazione di stampo mafioso in regime di alta sicurezza. Caterina Gerardi sostiene che: “Il carcere non è per le donne.”
Il pelo nell’occhio, di Consuelo Pascali 10’
Alina vive serenamente la propria diversità, ma viene derisa da un gruppo di coetanei per le sue stranezze. Attenzione però, nessuno è perfetto…
Il film, che ha ottenuto il premio Ferrarelle per la miglior sceneggiatura al Capri Film Festival, è stato selezionato anche al Portello River Festival e al Dams Film Festival.
Roska, di Asthildur Kjartansdóttir 78’
Il documentario è dedicato a Róska Óskarsdóttir, conosciuta come Roska (1940-1996), eclettico personaggio tra i più noti dell’arte islandese contemporanea. La regista si è data il non facile compito di convogliare nelle immagini la storia di un’artista, pittrice, fotografa, regista indipendente, femminista, anarchica, surrealista - che ha vissuto 30 anni a Roma. Una “sacerdotessa della libertà”.
Una mela al giorno, di Emanuela Cau 15’
Un gruppo di ragazze e ragazzi irrompono furtivi nella case… prima di fuggire lasciano una mela. Soltanto alla fine si scoprirò la ragione delle insolite visite.
Rappresentazioni, di Maria F. de Pasquale 13’
Collage di momenti significativi del percorso formativo - alla ricerca del senso da dare alla propria vita – compiuto da Maria Francesca, ragazza down, con l’aiuto della famiglia, di amici e amiche sensibili, e dell’Università di Lecce.
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