recreating children’s drawing by yeondoo jung

17 07 2008

 


‘the magician turned the wale into a flower’, 2004
the artwork of children is fascinating on many levels. however their uninhibited imagination is
not always very true to reality. so when korean artist yeondoo jung set out to turn the drawing’s
of 5-7 year old children into reality, some interesting environments were sure to arise. after he
collected over 1,000 drawings, a select few were selected and turned into reality through a
series of photo shoots titled ‘wonderland’. the results are just as fascinating as the original
drawings.
http://www.yeondoojung.com

‘he didn’t sleep for three days’, 2004


‘little red riding hood’, 2004

’sleeping beauty’, 2004

‘the rich & poor’, 2004
‘princes twins’, 2004

‘afternoon nap’, 2004
via design*sponge

nate db 07.16.08

recreating children’s drawing by yeondoo jung





E’ nata RAI 4. | tommaso.tessarolo

15 07 2008

 

La bastiglia è caduta, è nata ieri 14 luglio la prima rete RAI che qualcuno definisce la prima veramente al di fuori delle logiche politiche.
rai4

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Galateo blog: Il sondaggio OH! MA CHE CAVOLO DI POST VOLETE? - il miserabile scrittore giuseppe genna - blog LA7.it

14 07 2008

 

Richard ClaydermanRendere il più possibile comunitario il blog: dieci proposte di post, piena libertà di scelta limitata, esecuzione da parte del sottoscritto dei vostri desiderata a patto che coincidano coi suoi, commenti ed eventuali denigrazioni alla trattazione con tanto di censura. Più di così…

Devo ammettere: a me questo blog piace. Non per gli argomenti trattati, non per la qualità di scrittura. Sono le discussioni che si sviluppano, che deviano dall’argomento del pezzo pubblicato, che contestano creativamente la centralità della Fonte Unica - ecco le ragioni per cui questo blog mi piace e mi sta facendo attraversare una felice esperienza.

Nel tentativo di accelerare in direzione di una gestione il più possibile comunitaria, ma comunque legata a un interesse o a un disinteresse che appaiono creativi e non sterilmente provocatori, ho deciso di chiedere a chi passa e legge e/o commenta il blog (un lettore su venti non lascia tracce) quale post devo scrivere. Propongo dieci argomenti. Il più votato sarà sviluppato nel post che penso di pubblicare giovedì o venerdì (quanto a me, un suggerimento su ciò che vorrei sta nell’immagine a sinistra). Potete votare qua sulla destra, all’interno della colonna nera, sotto la voce SONDAGGIO. L’applicazione permette di votare una sola volta, ma, se proprio ci tenete a un argomento e avete tempo da perdere, potete andare qui e visitare il questo blog anonimamente: dovrebbe riapparire il pulsante di invio del voto, aggirando la protezione e permettendo di alterare irregolarmente gli esiti del sondaggio. La cui valenza statistica è da commisurare ai giudizi dei commentatori, per cui non si tratterà di un’operazione matematica. L’argomento vincitore nel sondaggio potrebbe non essere quello gradito dai commentatori, che hanno un peso. Valuterò tenendo in considerazione entrambe le zone: sondaggio e commenti.
In questa sede specifico un minimo (ma davvero il minimo necessario, per mantenere un certo mistero) la natura degli argomenti.

Gianfranco Funari- Anticoccodrillo di Gianfranco Funari: il trionfo del trauma catodico: mentre si celebra ambiguamente il re della “televisione della gente”, si propone un omaggio assai critico, ma anche patafisico, di colui che fu il pieno realizzatore (insieme ad Antonio Ricci) dell’imposizione della falsa democrazia catodica, il perno mediatico di Tangentopoli, colui che con A bocca aperta tolse il bavaglio alla massa per metterglielo altrove.

Yanni- La colonna sonora parallela di una vita inutile (la mia): Clayderman, Yanni e l’insondabile Hevia: evenienze musicali della vita di uno sfigato, che ha saltato la cultura pop della propria generazione, ma è riuscito comunque ad attraversarla attraverso la colonna sonora segreta dei nostri anni - spettacoli roboanti o soft di un’inutilità condizionante, fenomeni di successo mondiale assolutamente inesplicabile…

Lady Golpe- Lady Golpe: chi si ricorda più di Donatella Di Rosa, detta Lady Golpe? Un’altra evenienza della Farsa Tragica italiana, che mischia servizi segreti, porno leggero, destini grotteschi, esiti esistenziali impensabili, mentre lo Stato che dovrebbe vacillare appare più stabile che mai. Dai vertici militari alla gestione di un ristorante, una parabola emblematica e amatriciana, passando per Playboy, il post più difficile da fare, perché in Rete non si trova niente… 

Mino Pecorelli- Uno scoop mai pubblicizzato di Mino Pecorelli su Giulio Andreotti - da O.P.: non ci fu soltanto lo scandalo degli assegni, che legò fatalmente il fragile e interessato destino di Mino Pecorelli a quello per nulla fragile e assai più interessato di Andreotti. Qualche numero prima dell’ultimo, O.P. pubblicò uno scoop sessuale sul Divo Giulio. Poiché dispongo di O.P., lo ricopio, a meno che nel frattempo non mi ammazzino. Nel qual caso, sapete chi è stato, anche se poi il processo cade in prescrizione.

Love Boat- “Love Boat” e la struttura del condizionamento: quando Shakespeare s’imbarcò in tv: esattamente come Saranno Famosi! era una rappresentazione del melting pot controllato, Love Boat fu una mimesi shakesperiana sulla natura del potere e del condizionamento secondo i think tank americani del tempo. Provate a pensare, per esempio, quando avete mai visto il sorridentissimo Capitano Stubing al timone della Pacific Princess…

Gustavo Rol- Vita, morte e miracoli di Gustavo Rol: contro il Cicap e Piero Angela: i misteri del più grande sensitivo della storia italiana (e non solo italiana), infangati da Piero Angela e attaccati dal Centro per il Controllo del Paranormale. Una personalità affascinante, che incantò chiunque, da Mussolini a Fellini, attraverso autentici e inesplicabili miracoli. Il visionario per eccellenza, l’erede in guanti bianchi di Peter Kolosimo, contro lo scientismo positivista che ha per nemico l’immaginario…

Il Ritalin- Ritalin di giornale: lo tsunami psicofarmacologico che si annuncia: l’ideologia psicofarmacologica, condotta ai suoi esiti estremi, ha per vittima i bambini. Arriva il Ritalin, psicofarmaco per infanti che non stanno attenti. Cioè: io avrei dovuto farmi dai quattro anni, ma poi, siccome non stare attento significava immaginare, non avrei scritto o pubblicato nulla (e magari sarebbe stato meglio). Denunce da tutto il mondo contro l’onda anomala di triciclici che arriva dagli USA.

Il Miserabile im Berlin- Il secondo post più triste del Web: Berlin MiserabilPlatz (anticipazione dal prossimo libro, in uscita da minimum fax): dopo il primo post più triste del Web, il secondo riguarda non l’infanzia del Miserabile sottoscritto, bensì il suo presente: quando l’altr’anno andai a Berlino e vissi l’estate più sfigata della mia vita. No, nemmeno: quasi tutte le estati della mia vita sono state sfigate. Comunque, anche quella lo fu. Si tratta di un’anticipazione del libro in uscita ad autunno per i tipi minimum fax.

Marshall Applewhite, guru di Heaven's Gate- La setta suicida che voleva andare su Orione: “Cocoon” al contrario: ricorre il decennale del suicidio di massa degli appartenenti a Heaven’s Gate, la setta guidata dall’allucinatorio guru à la Star Trek, Marshall Applewhite. Praticamente: lo scatenamento estremo dell’immaginario legato all’esodo spaziale. Al di là del bene e del male, privo di giudizio, uno sguardo morboso su quell’immaginario fisicamente fatale e spiritualmente deviante…

L'esplosione a Bikini- Da “Assalto a un tempo devastato e vile”: La morte americana: poiché è attualmente impubblicato, in quanto messo fuori catalogo da Mondadori, mi pare giusto divulgare un racconto/saggio dal mio primo libro - anzi, due. La morte secondo gli americani, dall’eccidio sperimentale di militari mandati ad assistere in prima fila all’esplosione atomica presso l’atollo di Bikini, al documentario sull’esecuzione della pena di morte comminata a Leo Jenkins e trasmessa in Italia da Minoli con accanto il futuro premio Strega (allora era solo autore di bestseller) Sandro Veronesi.

Galateo blog: Il sondaggio OH! MA CHE CAVOLO DI POST VOLETE? - il miserabile scrittore giuseppe genna - blog LA7.it





Gianfranco Funari

13 07 2008

Ora Funari sa come va a finire - LASTAMPA.it

Adesso Gianfranco Funari, che sapeva scherzare con la morte, sa come va a finire. Ma non può più organizzare uno dei suoi studi per raccontarcelo. Il re della tv impositiva aveva compiuto 76 anni il 21 marzo, aveva cinque by-pass, e fumava. Era tornato alla Rai nell’aprile del 2007 in «Apocalypse Show» (titolo poi cambiato in corsa con «Vietato Funari»), programma sfortunato nonostante i suoi meriti, doppiato dalla «Corrida», schiacciato dalla lunghezza della prima serata e dalla sensazione che il conduttore andasse allo sbaraglio, seduto su una poltrona-trono, barba bianca da Zeus saggio, cappello e bastone, occhialini rossi, abito gessato, a profetizzare l’apocalisse. Sceglierà il pubblico se ricordarlo così, oppure con i suoi denti bene in vista, gli occhialoni, lo sguardo irridente fisso alla telecamera, «damme la tre», come lo prendeva in giro il suo grande imitatore Corrado Guzzanti. Immutabile la forza polemica, provocatoria, rumorosa, volgare, anche, dei suoi interventi. Innegabile un suo posto nella piccola storia della televisione italiana. Personaggio sempre discusso e inquieto, dalla biografia ricca di mestieri, e di programmi, intrapresi e interrotti, Funari aveva cominciato a lavorare come rappresentante di acque minerali, per diventare poi croupier: prima al casino di Saint Vincent, poi a Hong Kong, pensate un po’. Torna a Roma, si esibisce in un cabaret, lo nota Oreste Lionello, si trasferisce a Milano, nel ‘69 è al Derby, guadagna 30 mila lire a serata. Nel ‘70 debutta in tv con «La domenica è un’altra cosa», accanto a Raffaele Pisu, è eclettico, scrive pure un romanzo («Famiglia svendesi») e ha qualche ruolo nel cinema. Già il tipo di satira che faceva al cabaret era sociale, e di temi sociali continua a interessarsi: la Rai non gli accetta «Torti in faccia», che invece andrà in onda su Telemontecarlo. Ecco, Funari intende costruirsi un destino personale da paladino degli indifesi. Un paladino che peraltro si vanterà sempre di arricchirsi con le televendite. Che lui fa benissimo, con quell’aria proterva e insieme protettiva che fa trasparire da tutta la persona, dalle parole e dalla straripante, calcolata gestualità. Sempre per Tmc realizza «Aboccaperta», che passa su Raidue nel 1984 e vi resta fino al 1989, in piena era della tv impositiva: la Rai ha perso il monopolio, la concorrenza ha fatto irruzione sui piccoli schermi, bisogna gridare per farsi sentire, bisogna litigare perché gli spettatori non cambino canale. «Aboccaperta» è forse il suo programma-simbolo, lui che guida come un gladiatore gli scontri tra la «gente comune», che diventa intanto categoria, e fa spettacolo. Si sceglie un tema, i favorevoli e i contrari si siedono gli uni davanti agli altri, pronti a lottare, a imporsi. E’ la neotelevisione, quella che ammicca al pubblico, che entra con prepotenza nelle case, che ha bisogno di farsi sentire. Funari è bravissimo ad attirare l’attenzione: puntando sull’estrema fisicità, sull’atteggiamento istrionico, sull’attrazione per gli sponsor, sugli spogliarelli, sulle parolacce, sui ricordi personali. Dall’87 al ‘90 presenta «Mezzogiorno è» su Raidue e nel ‘91 «Mezzogiorno italiano» su Italia 1. Litiga con Berlusconi, compare in «Zona franca», su un circuito di 75 tv private. Nel ‘93 torna su Rete 4 con «Funari News», «Punto di svolta» e «L’originale». Poi viene fermato dalla malattia al cuore. Ma riprende. Questi Anni ‘90 sono per Funari tutto un andirivieni di reti e programmi, tra Rai, Fininvest, Odeon tv, Antenna 3, ospitate. Dirige per brevissimo tempo «L’indipendente», vuole candidarsi sindaco di Milano, poi pare sia stato Craxi in persona a dissuaderlo. Fa l’ultima apparizione alla Rai, seconda rete, nel ‘96, con un altro programma discusso e sospeso, «Napoli capitale», una sorta di sfogatoio per politici frustrati. Nel ‘99 torna su Canale 5 nell’amata fascia del mezzogiorno con «A tu per tu». Naturalmente non dura. Partecipando alla trasmissione di Frizzi «Per tutta la vita» parla della propria esperienza in ospedale e della malasanità, gli risponde in diretta l’allora ministro Rosy Bindi. Intanto, si sposa tre volte, l’ultima con Morena Zapparoli, molto più giovane, che lo ha adorato, ha lavorato con lui e lo ha assistito fino alla fine. Fino all’ultimo mezzogiorno.





Il 14 luglio nasce Rai 4

13 07 2008

vedi anche http://rema2007.wordpress.com/2008/07/15/e-nata-rai-4-tommasotessarolo/

MILANO (Reuters) - Saranno in onda dal 14 luglio le trasmissioni di Rai 4, il nuovo canale Rai per il digitale terrestre indirizzato ad un pubblico giovane e navigatore abituale di internet.

Lo riferisce una nota della Rai.

La nuova tv del digitale terrestre gratuito della Rai prenderà il via lunedì 14 luglio alle 21 con “Elephant”, il film di Gus Van Sant già Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2003.

Si tratta, spiega il presidente di Raisat Carlo Freccero, di “una rete per un pubblico giovane, che naviga su internet, sensibile alle suggestioni della moderna comunicazione”.

Rai4 ci, dice il presidente nella nota, si propone di “intercettare questo pubblico nuovo”, che ha come caratteristica principale l’utilizzo di internet, anche trasformando, in alcuni casi, “gli spettatori in autori, capaci di contribuire a creare alcuni dei programmi che andranno in onda con i materiali che propongono in Rete”.

Nella fase di partenza, Rai4 trasmetterà soprattutto serie americane cult, film e telefilm, cartoni animati, programmi musicali, oltre ai `fuoricampo’ di alcuni reality della generalista.

In seconda serata, il 14 luglio, “Day-Break”, seguito da “Alias” e da “Last Days”, sempre di Gus Van Sant, ispirato alla figura del leader dei Nirvana, Kurt Cobain.

Si prosegue poi con “21 grammi” di Alejandro Gonzalez Inarritu, “Million dollar baby” di Clint Eastwood, “Final destination” di James Wong, e “I diari della motocicletta” di Walter Salles.

Nasce Rai 4, versione “giovane” della Rai per digitale terrestre - Yahoo! Notizie





Morte Funari, i ricordi di Baudo, Freccero, Minoli ed altri

13 07 2008

 

Pippo Baudo ricorda Gianfranco Funari come «un personaggio carico di grande forza espressiva», anticipatore del reality e del confronto in tv fra la gente comune. «Il dibattito - dice Baudo - con la gente comune in tv è nato con lui. In Aboccaaperta prendeva due categorie di persone, come portieri contro condomini, e le faceva scontrare. Con lui è partito anche il reality». «Funari - sottolinea Pippo - era un personaggio eclettico. Era uno che segnava lo schermo. Ha cambiato lo stile televisivo. Recentemente il suo male fisico lo aveva fatto arrabbiare, non era più sereno come prima. Si vedeva che era molto sofferente. Mi dispiace moltissimo». Baudo ricorda anche come si sono conosciuti: «lo ho incontrato a Milano quando faceva il cabaret. A Roma abitavamo vicino, a via dei Giornalisti, e mi raccontava la sua vita stramba. Funari ha fatto il croupier, il venditore di cravatte. Poi c’è stato il salto tv con A bocca aperta».

CUGIA - «Abbiamo litigato con affetto»: sono le uniche parole che Diego Cugia riesce a dire nell’apprendere la notizia di Gianfranco Funari. Cugia, il creatore di Jack Folla, aveva collaborato con Funari per lo sfortunato Apocalypse Show, l’ultimo programma del ‘giornalaio’.
LA MOGLIE - «Gianfranco mi ha lasciata: era tanto più grande di me, ma mi ha dato l’energia che solo un ragazzo poteva darmi. L’ho amato tanto e mi ha insegnato tanto»: sono le parole che Morena Funari ha affidato a un giornalista di Diva&Donna «perchè ci siete sempre stati vicini e amici in questi anni e soprattutto in questi mesi terribili». «È da mesi che Morena dorme qui su una sedia, mi dispiace lasciarla, con lei ho conosciuto il grande amore, quello vero che dà tutto e non chiede niente», spiegava Funari prima di entrare in coma, aggiungendo di volere un figlio da Morena. Morena Zapparoli Funari, milanese di 41 anni, conviveva con Gianfranco dal 1999 e lo aveva poi sposato nell’agosto del 2004. 

MINOLI - «È stato un grande della televisione. Funari ne capiva come nessun altro»: Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, lo ricorda così Funari. Fu proprio Minoli a portarlo in Rai e lui rievoca quel primo incontro così importante per la futura carriera di Funari: «Era il 1983 e lo ‘comprai’ quasi come si fa con un calciatore. Raidue aveva perso Enzo Tortora e aveva bisogno di qualcosa di fortemente innovativo. Lo vidi a Telemontecarlo quando conduceva ‘I torti in faccia’. Mi incuriosì e mi interessò moltissimo. Così lo contattati, parlammo e nacque Aboccaperta». E, sottolinea Minoli, divenne il programma più copiato della storia televisiva: «Un successo incredibile che ha dato il via alla fortuna di Funari in tv».

LUCCI - «Gli volevo davvero bene»: così la jena Enrico Lucci parla del sentimento che lo legava a Gianfranco Funari. Tra i due, da dieci anni, si svolgeva una gag in cui Funari ‘giocava’ a fare il padre di Lucci (qui l’ultimo servizio realizzato per “Le iene” in cui parla della sua morte: video). «Mi aveva eletto a suo figlio - ricorda Lucci - e tutti e due eravamo entrati nella rispettiva parte. Poi mi sono accorto di volergli davvero bene e anche lui provava un affetto sincero per me e si comportava in modo paterno. Insomma, al di là di tutto, tra noi c’era un sentimento autentico» .

FRECCERO - Carlo Freccero, che nel ‘91 gli fece realizzare L’edicola, ultimo segmento di Mezzogiorno Italiano di Italia 1 e che è esperto e attento osservatore della tv, non ha dubbi: «Prima di lui il pubblico era solo scenografia, tappezzeria. Lui ha ibridato i generi e inventato il talk-reality facendo diventare la famosa “ggente” protagonista». Freccero spiega che «L’edicola portò i giornali nel mezzogiorno delle famiglie e lui si pose come mediatore culturale tra il pubblico, la politica e i media facendoli entrare nella pancia del paese. Funari inventò la prima versione del talk-reality dove il pubblico interagiva, si vendicava, poneva domande ed era parte essenziale del programma; in questo contesto, lui, Funari, era il dispositivo e il megafono di queste persone». Naturalmente, rileva Freccero, «in questo qualcuno ci pu vedere la nascita dell’antipolitica ma qualcuno, dal punto di vista dell’evoluzione della tv, ci vede l’atto di nascita della neo-tv. Funari è controverso, perché è ‘”sporco”, con lui l’informazione diventa show e il talk diventa spettacolo, mescola tutto. Televisivamente parlando - conclude Freccero - era romano nei colori negli odori e nei sapori ma americano nella rivoluzione sul piccolo schermo».

BOSSI - «Mi spiace, mi spiace molto che Funari sia morto, era un uomo bravo, fatto a modo suo ma di grande simpatia»: Umberto Bossi, raggiunto dall’Ansa in Lapponia, dove sta seguendo la nazionale padana di calcio impegnata in un torneo, commenta così la morte di Funari. «Ricordo che Funari ci diede spazio in televisione - ricorda Bossi - siamo cresciuti anche grazie a lui. In televisione ha portato tante novità. Mi spiace, mi spiace davvero della sua morte. Non sapevo che stesse così male altrimenti sarei andato a trovarlo».

Maurizio Costanzo, lo definisce “un talento naturale capace di provocazioni, improvvisazioni e slogan fulminanti“. Schietto il commento di Enzo Jannacci: “Era semplicemente una persona fantastica“.

GILETTI  - Gianfranco Funari è stato l’unico uomo che non ha mai avuto atteggiamenti da ‘cameriere’ nei confronti del potere“. Massimo Giletti, all’Adnkronos ricorda così il collega Gianfranco Funari. “Gli riconosco - continua Giletti - di aver detto che il mio programma, ‘L’Arena’, è la costola di ‘A bocca aperta’. Per me le sue parole, insieme alla telefonata di Celentano, sono stati un vero e proprio attesatato di stima, come avessi preso l’Oscar“. Giletti racconta poi un aneddoto su Gianfranco Funari che, spiega il conduttore, gli rimarraàper sempre nella mente: “Quando, Silvio Berlusconi scese in campo in politica, era il 1994 e lavoravo per ‘Mixer’, decisi di fare ‘un giro con Berlusconi’, un viaggio tra i poteri del Cavaliere“. “Lui - conclude Giletti - non si smentì neanche quella volta e come sempre andò controcorrente, criticando, a differenza della maggior parte delle persone, la mia scelta. Nella sua vita è stato sempre un uomo coerente e questo era il segreto della sua unicità

CHIAMBRETTI  -  “E’ una giornata molto triste per me e per tutti gli italiani che lo apprezzavano“: così il conduttore televisivo Piero Chiambretti commenta a SkyTg24 la morte del collega Gianfranco Funari, che si è spento oggi a Milano.Funari, ha detto Chiambretti, durante la sua assenza mancava al pubblico, ma “in televisione aveva meno amici di tanti altri, il che rappresenta un dato positivo per me. E’ stato l’ultimo grande eretico della televisione, oltre che un grande amico“.
Secondo Chiambretti è difficile trovare un erede di Funari, perchè “Come lui non ce ne sono in giro, nè oggi ne mai. Era un uomo d’altri tempi con una visione moderna proiettata su un futuro di linguaggi provocatori. Personaggi di questo tipo sono difficili da trovare: lascerà sicuramente un vuoto“. Funari è stato l’inventore di molti stili, sostiene Chiambretti: con la sua trasmissione “A bocca aperta” è stato antesignano della televisione della gente con due g. “Io che ho avuto modo di conoscerlo bene - dice il presentatore - so però che ha sempre avuto difficoltà a lavorare per la sua autonomia e onestà intellettuale. Bisogna anche ricordare tutte le difficoltà che ha passato perchè era Funari“. Uno dei tratti distintivi del conduttore scomparso era il “rapporto molto diretto e onesto con pubblico, una forma di onestà che stava alla base. Nella promozione di un prosciutto come nell’attacco a leader un politico ci metteva il cuore. Lascia in eredità una forma di onestà che tutti noi che facciamo tv e informazione, dovremmo avere sempre“.

DEL NOCE  - Di Funari avrò sempre un ricordo molto caro. Tra noi in anni passati era nata un’incomprensione,: senza un vero motivo ma c’era diffidenza tra noi. Ma quando io ebbi l’infarto, tra i primi telegrammi ad arrivare ci fu il suo che diceva più o meno che nei momenti di sofferenza bisogna appianare qualsiasi divergenza e starsi vicino. Fu un gesto di enorme sensibilità umana che mi colpì molto e che non dimenticherò“. A ricordare il lato più intimo e sensibile della personalità di Gianfranco Funari è il direttore di Raiuno, Fabrizio del Noce, con cui il conduttore scomparso ha realizzato il suo ultimo programma. “Funari era una persona con un grande talento televisivo - sottolinea Del Noce - aveva un’istintiva capacità di rivolgersi alla telecamera. Anche l’anno scorso ha scritto delle pagine importanti di tv, nonostante ‘Apocalypse Show’ non avesse avuto il successo sperato ma non per motivi ascrivibili a lui ma piu che altro per come era partito il programma e forse anche per la collocazione del sabato sera che non era la più adatta. Anche in quell’occasione avemmo un ottimo rapporto, tanto è vero che lui mi invitò nel programmma e io ci andai e mi ricordo che parlammo moltissimo anche dopo la trasmissione. Instaurammo un rapporto abbastanza profondo e vero ed ebbi la conferma di quello che avevo pensato quando mi inviò quel telegramma in occasione della mia malattia: era una persona che dietro una facciata abbastanza ispida e difficile, aveva un’enorme sensibilità umana e ed era un uomo di grandi sentimenti“, conclude Del Noce.

Digital Sat Magazine- Tutto sulla TV Digitale: Morte Funari, i ricordi di Baudo, Freccero, Minoli ed altri (con video)





Buddha Phone: mistico e pacchiano | Tecnocino

13 07 2008

 

Buddha Phone

Foto “Buddha Phone”

Prima di scartare questo ennesimo cellulare cinese, guardatelo bene, è davvero bello! Ok è un po’ pacchiano perchè in acciaio ricoperto d’oro a 24 carati, ma è ben realizzato e curato in ogni dettaglio: ecco a voi Buddha Phone, il cellulare mistico-pappone!

Il Buddha Phone prende come modello Nokia N73 e lo plasma arricchendolo come un tempio: sfarzo con la copertura in oro a 24 carati e immagini sacre non solo sui pulsanti, sul retro e sui comandi di selezione rapida, ma anche sulla batteria, sugli auricolari e pure nei menu interni davvero molto carini (vedi gallery). La tastiera riprende lo stile architettonico dei monasteri buddisti, così come i disegni sulla custodia protettiva; lo schermo è touchscreen con riconoscimento della scrittura, per poter inviare sms mistici alle divinità, c’è il lettore audio-video multimediale per la meditazione, si può ampliare la memoria con schedine microSD con canzoni religiose e via bluetooth si può scambiare la conoscenza.
Sul retro anche una fotocamera probabilmente da 2 megapixel per immortalare i momenti migliori; dal prezzo sconosciuto, il Buddha Phone debutterà presto in terra cinese

Via | Engadgetmobile

  • Buddha Phone
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Buddha Phone: mistico e pacchiano | Tecnocino





‘landmark route’ by ronald hernandez, marcelo valdes, osvaldo veliz

13 07 2008

 

7 wooden modules placed in the landscape, used as info points and places to rest,

along the ‘rural route secano interior’, chile.
architects ronald hernandez, marcelo valdes, osvaldo veliz
of  architecture university of talca, chile.

massimo 07.12.08

‘landmark route’ by ronald hernandez, marcelo valdes, osvaldo veliz





È morto Gianfranco Funari

12 07 2008

 

Gianfranco Funari, cabarettista e showman televisivo, è morto questa mattina nell’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari.

Fu Aboccaperta, la trasmissione del 1984 su su Raidue, a dare a Funari la grande popolarità. Nato a Roma nel 1932, aveva debuttato nel 1967 al Derby di Milano; è del 1980 la sua prima apparizione come conduttore televisivo, con il programma Torti in faccia, di cui era anche autore.

Verranno poi, in un crescendo di popolarità che ne fà uno degli animali da tv più apprezzati e controversi, Mezzogiorno sempre su Raidue (1987-90) e, poi con Mediaset, Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991). Allontanato dal gruppo Fininvest per una polemica con Berlusconi, escogitò una soluzione inedita: la trasmissione Zonafranca, che andava in onda su 75 emittenti locali. Nel 1993-94 tornò a Retequattro per presentare Funari news, Punto di svolta e L’originale.

Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L’Indipendente e il fallimento delle trattative con Rai e network privati, si ritirò su Odeon Tv per presentare L’edicola di Funari e Funari live. Nel ‘96 tornò a Raidue come conduttore del contrastato Napoli Capitale.

Con la chiusura del talk show politico, Funari iniziò un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo fino al 2000, quando gli viene affidata su Canale 5 A tu per tu. Non ha molto successo e torna su Antenna 3 e Odeon tv.

Nel 2005 subisce un delicato intervento al cuore, ma non demorde. Tenta nuove trasmissioni, ma non decollano e fa l’ospite fisso da Mentana, Bonolis e Chiambretti dove dimostra, nonostante il tempo passato, di essere sempre l’autore di una comunicativa che non passa attraverso l’eloquio ma la mimica corporea. Nel 2007 l’ultima avventura tv, l’Apocalipse Show sui temi ambientalisti: avrebbe dovuto rivoluzionare il sabato sera di Raiuno e invece si rivelò un grande flop. (ANSA)

È morto Gianfranco Funari - Il Sole 24 ORE





AMAZZONIA, FOTOGRAFATA RARA TRIBU’ INDIOS MAI ”CONTATTATA”

12 07 2008

 


Reuters - Ven 30 Mag - 12.10
Amazzonia, fotografata rara tribù indios mai “contattata”


RIO DE JANEIRO (Reuters)
Indios dell’Amazzonia appartenenti ad una delle ultime tribù mai venute in contatto con la civiltà sono stati fotografati da un elicottero mentre, colorati di rosso vivo, brandiscono arco e frecce contro chi li sta riprendendo.

Le fotografie della tribù, scattate al confine tra Brasile e Perù, sono una delle rare prove dell’esistenza di gruppi del genere. Un funzionario brasiliano coinvolto nella spedizione ha raccontato che molti di loro sono in pericolo a causa del taglio e del trasporto illegale di legname.



[Una delle foto distribuite da Survival International]

“Quello che sta succedendo nella regione è un crimine enorme contro la natura, le tribù, la fauna, ed è un’ulteriore testimonianza della completa irrazionalità con cui noi, i ‘civilizzati’, trattiamo il mondo”, ha detto José Carlos Meirelles, secondo quanto riporta una dichiarazione del gruppo Survival International, che si occupa delle tribù di tutto il mondo.
Una delle immagini, che può essere vista sul sito di Survival International (www.survival-international.org), mostra due indios dipinti di rosso pronti a scagliare frecce all’elicottero mentre un altro guarda.
Un’altra foto mostra 15 indiani vicino a una capanna, alcuni dei quali puntano l’arco contro l’elicottero.
“Il mondo deve rendersene conto, e assicurare che il loro territorio sia protetto in accordo con la legge internazionale. Altrimenti, si estingueranno presto”, ha detto Stephen Corry, direttore del gruppo.
Nel mondo ci sono più di 100 tribù, e più di metà vivono in Brasile e Perù, secondo Survival International.

LiberaMenteServo - AMAZZONIA, FOTOGRAFATA RARA TRIBU’ INDIOS MAI ”CONTATTATA”