Cinema: AMERICAN HISTORY X

17 05 2008

american_history_x

Eccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parleremo di un film datato 1999: American History X.

L’assoluto protagonista di questa pellicola diretta da Tony Kaye è Edward Norton nei panni di Derek Vinyard, neo-nazista di Los Angeles.

American History X è la storia di Derek, e di suo fratello Danny (Edward Furlong). Il film ha inizio il giorno della scarcerazione di Derek, e del suo ritorno a casa. Derek è stato in prigione per tre anni dopo aver aperto il fuoco su due ragazzi di colore che nottetempo stavano tentando di rubargli la macchina. Derek è un Nazi Skinhead (non credo che ci sia bisogno di spiegare cosa vuol dire), ha una svastica tatuata sul petto e la camera arredata con cimeli nazisti, si dà da fare in atti di violenza e vandalismo, fa parte di una locale organizzazione di giovani neonazisti che viene finanziata da Cameron Alexander (Stacy Keach), proprietario di una casa editrice che pubblica libri propagandistici e dischi di gruppi musicali che inneggiano alla supremazia bianca.

Il giorno stesso della scarcerazione, a scuola, il fratello Danny consegna come compito per casa, un saggio sul Mein Kampf (la paranoica opera letteraria di un giovane Adolf Hitler, pubblicata attorno al 1925, di cui sono state vendute oltre 10 milioni di copie, e che divenne una vera e propria Bibbia dell’antisemitismo), pensando di seguire al meglio l’esempio del fratello in questo modo. Ma in carcere il fratello è cambiato. Non fraternizzando con ragazzi di colore, ma subendo violenze e soprusi da parte degli stessi suoi “fratelli” naziskin. Il suo ex-professore del liceo, Sweenie (Avery Brooks), un nero, lo ha inoltre aiutato nel recupero, attraverso l’ascolto e la lettura, e gli ha parlato con preoccupazione di suo fratello Danny, di cui è a sua volta professore, che sembra prendere la sua stessa strada.

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Festival delle Donne

29 04 2008



Cinema: THELMA & LOUISE

22 03 2008

thelma_and_louise Eccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parleremo di un film datato 1991: Thelma & Louise.

Questo film è stato diretto da Ridley Scott ed interpretato da Geena Davis (Thelma) e Susan Sarandon (Louise).

Thelma è una casalinga quasi schiava del marito Darryl, un maschilista violento che non le dedica molte attenzioni e per giunta in casa non c’è quasi mai. Louise, invece, ha una relazione con Jimmy, un uomo che le vuole molto bene, ma che non le basta. Le due amiche decidono di trascorrere insieme un week-end fuori città, e quindi partono senza dir nulla ai loro rispettivi uomini. Thelma, fra i bagagli, quasi per caso vi mette anche una pistola. Inizia quindi il loro viaggio, a bordo di una vecchia Ford Thunderbird verde che appartiene a Louise. Strada facendo si fermano in un locale per mangiare qualcosa ed ascoltare un po’ di musica. Qui Thelma viene notata dal solito “pappagallo” Harlan, che, fra musica ed alcool comincia il suo lavoro di aggancio. A causa di un leggero malore, Thelma viene invitata ad uscire nel parcheggio ed Harlan, approfittando dell’occasione, tenta di violentarla. Per fortuna di Thelma arriva prontamente Louise, con in pugno l’arma dell’amica, che costringe Harlan a desistere, ma quando quest’ultimo, con un tono di sfida, insulta le due con espliciti riferimenti sessuali, Louise lo uccide con un colpo di pistola in pieno petto.

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Uma Thurman

10 02 2008

Il simpatico spot di Uma Thurman per Premium Gallery.

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ZEITGEIST - IL FILM

26 01 2008

Zeitgeist è un film documentario realizzato da Peter Joseph, il cui scopo è, secondo le sue esatte parole, ispirare le persone ad iniziare a guardare il mondo da una prospettiva più critica, e a capire che molto spesso le cose non sono come la maggioranza della popolazione crede.
È un film girato in America e che molto difficilmente lo vedremo proiettato in Italia ed è basato sulle ricerche effettuate dall’autore e dal lavoro della studiosa Acharya S, autrice de “La Cospirazione di Cristo” e di Jordan Maxwell.

Zeitgeist è un termine inglese che significa “lo spirito del tempo” e sta ad indicare il clima culturale che caratterizza una determinata epoca.
Il documentario è diviso in tre parti distinte, ognuna delle quali tenta di far luce su tre temi ben precisi le origini delle religioni, l’11 settembre e l’organizzazione delle banche centrali. Tre temi ben incentrati e strettamente correlati fra loro.
Nella prima parte viene rappresentata l’origine delle religioni, ed in particolar modo il cristianesimo e di come queste siano sin dai tempi più remoti efficenti sistemi di controllo sociale. Dove si scopre in realtà che la Bibbia non è altro che uno scopiazzamento di miti preesistenti e risalenti all’Antico Egitto.
Nella seconda parte vengono affrontati le stragi dell’11 settembre, la creazione del nuovo “mito” moderno del terrorismo e la paura come strumento di controllo delle masse. Vengono evidenziati, inoltre, tutte le incongruenze della versione ufficiale della strage e la montagna di menzogne dell’amministrazione americana.
Nell’ultima e terza parte, infine, si affrontano le attività delle banche centrali e dei grossi finanzieri che controllano i nostri soldi, il nostro futuro, un’elite che promuove guerre e crisi finanziarie, con lo scopo ultimo di creare un governo unico mondiale per il controllo delle masse.
È un film a volte duro, ma che indubbiamente dà un forte scossone a chi lo vede. Le parole del suo creatore sono:
«…è mia speranza che le persone non prendano quello che vedono nel film come verità, ma la trovino per loro stesse, perchè la verità non è parlata, è realizzata.»

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India nell’Anima

8 01 2008

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Chaplin al centroVaikuntha

10 12 2007

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Giovedì 13 Dicembre, alle ore 21:00, si proietterà

Tempi Moderni (Charlie Chaplin)

presso la Sala Riunioni del

Centro Culturale Vaikuntha via Rialto 11, Bologna




Cinema: PULP FICTION

4 12 2007

Pulp_Fiction Eccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parleremo di un film datato 1994: Pulp Fiction

Pulp Fiction è diretto da Quentin Tarantino, con John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Harvey Keitel, Bruce Willis, Christopher Walken, Ving Rhames, Tim Roth e Amanda Plummer.

Il film vinse un Oscar 1995 per la “Miglior sceneggiatura Originale” vinto da Tarantino e dal suo co-sceneggiatore Roger Avery su un totale di ben 7 nominations fra cui “Miglior Attore Protagonista” (Travolta), “Miglior Attrice non Protagonista” (Thurman) e “Miglior Attore non Protagonista” (Jackson). La pellicola rilanciò Travolta, ormai in ombra dall’epoca de “La febbre del sabato sera” anni, e consacrò la giovane e già quotata Uma Thurman. Inoltre, il film si aggiudicò la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1994.

Pulp Fiction è composto da 5 episodi, di cui uno spezzato in due parti, i cui protagonisti intrecciano le loro storie. Gli episodi sono: A colazione, Vince e Jules, Vincent Vega e la moglie di Marsellus Wallace, L’orologio d’oro, La situazione “Bonnie”.

Il primo episodio segna l’inizio e la fine del film, gli altri si alternano, ma solo alla fine si riesce ad avere un quadro chiaro di quelli che saranno i nodi narrativi architettati da Tarantino & Co.

Iniziamo con Zucchino (Roth) e Coniglietta (Plummer) che, all’Hawthorne Grill, una piccola caffetteria nella periferia di Los Angeles, progettano un piano per rapinarla. Una volta decisi, cominciano ma noi ci spostiamo da un’altra parte.

Esattamente andiamo a trovare Vincent Vega (Travolta) e Jules Winnfield (Jackson) che vanno a casa di tre chiamiamoli “ragazzi” che hanno rubato una valigetta molto importante al loro capo Marsellus Wallace (Rhames). Sono poco più delle 7 del mattino e li trovano mentre fanno colazione con degli hamburger (!!!) e, una volta recuperato il loro prezioso carico, non esitano a freddare due dei tre diciamo così, malcapitati. Ma c’è un quarto che a sorpresa esce dal bagno con un revolver, ma questo lo ritroveremo più tardi.

Ci spostiamo nuovamente per fare un salto temporale in avanti e trovare ancora Vince che, dietro ordine del suo capo Marsellus porta fuori a cena la di lui moglie Mia (Thurman). Una piacevole serata a mangiare cibi molto americani, in un locale molto americano, con ragazze vestite come delle vecchie celebrità del cinema a servire ai tavoli. Partecipano, nonostante la riluttanza di lui ad una gara di twist sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry. e, indovinate un po’, l’ex Tony Manero, manco a dirlo, vince. Riporta a casa Mia, che trova nella giacca di Vince e sniffa dell’eroina. Ergo va in overdose. Vince non trova di meglio che portarla a casa del suo amico-fornitore Lance (Eric Stoltz), che decide di iniettarle dell’adrenalina. Ci pensa l’ormai disperato Vince per sua fortuna con successo. Poi la riaccompagna a casa con la reciproca promessa di non parlare mai con Marsellus dell’avventura vissuta.

L’episodio successivo riguarda il pugile Butch Coolidge (Willis) al quale Wallace ha ordinato di perdere un incontro. Butch tradisce le attese, scommette su se stesso e non solo vince l’incontro ma, a sua insaputa, uccide il suo contendente. Lo scopre nel taxi con cui sta fuggendo dal luogo dell’incontro, dialogando con l’affascinante tassista Esmeralda Villalobos (Angela Jones) che lo accompagna all’albergo dove lo attende la sua fidanzata Fabienne (Maria de Medeiros). È tutto pronto per la fuga, tranne che per l’orologio d’oro del padre di Butch che Fabienne ha dimenticato di prendere. Pur sapendo che gli uomini di Marcellus saranno sicuramente sulle sue tracce per vendicare lo sgarro fatto al loro capo, decide di tornare nel proprio appartamento per recuperare la preziosa reliquia. Qui trova, in totale relax, Vincent Vega che ha lasciato un mitra sul piano da cucina. Butch uccide Vince con l’arma e scappa. Ma sulla sua strada gli si para il capo: Marsellus Wallace. Incidente d’auto, inseguimento a piedi fino a finire nel negozio di pegni gestito da un certo Maynard (Duane Whitaker). L’uomo stordisce Butch e Marsellus e chiama un suo amico, Zed (Peter Green), un poliziotto-criminale.

Maynard e Zed, che sono sadici strupratori, violentano Marsellus e lasciano Butch, legato. Ma si libera e ad un passo dalla libertà, decide di armarsi con una katana, che trova nel negozio, tornare indietro ed uccidere i due stupratori. Così, rientrato nel seminterrato, uccide Maynard. Sul punto di uccidere anche Zed, Butch viene fermato da Marsellus che, usando un fucile a pompa, fa saltar via il pene di Zed. Per quanto riguarda la violenza subita, Marsellus fa giurare a Butch di non farne mai menzione in giro e, inoltre, riconoscente per il gesto appena compiuto, considera chiuso il conto aperto che li aveva portati, poco prima, a cercarsi di uccidere a vicenda, a patto che Butch lasci la città il giorno stesso. Butch prende il chopper di Zed, va a prendere Fabienne e, finalmente, possono andare via dalla città, diciamo tranquillamente.

L’ultimo episodio riguarda il ragazzo che sopravvive a Vince e Jules. Ricordate?? Valigetta, due morti su tre, revolver…. ecco, siamo di nuovo li.

Il quarto spara, svuota il caricatore ma manca i due sicari. Viene a sua volta ucciso e Vince e Jules decidono di prendere Marvin, quello che hanno deciso di risparmiare e di portarlo dal loro capo. In auto, mentre Jules tenta di spiegarsi come mai siano riusciti a restare illesi dopo la sparatoria e grida al miracolo divino, Vincent, cercando di fargli cambiare idea, si volta verso Marvin ponendogli una domanda, e involontariamente gli spara un colpo di pistola in piena faccia. I due killer si ritrovano in un bagno di sangue. Urge togliere l’auto dalla strada, per evitare che i poliziotti possano notarla e fermarli. Un rifugio sicuro è la casa di un amico di Jules, l’estroso Jimmie Dimmick (Tarantino), che abita a Toluka Lake.

Più che rimanere inorridito dal cadavere sfigurato che i due hanno con sé, Jimmie si preoccupa della conseguenza che potrebbe avere questo su sua moglie, che di lì a poco tornerà dopo un faticoso turno notturno in ospedale. Jules, allora, assicura a Jimmie che tutti i problemi saranno risolti prima che sua moglie rientri. Per riparare al disastro, Jules chiama il suo capo, Marsellus, che gli procura l’aiuto desiderato mandando sul luogo il cinico e misterioso signor Wolf (Harvey Keitel).Grazie agli efficienti metodi del signor Wolf, l’auto viene ripulita e i due killer si ritrovano ripuliti dopo soli trenta minuti. Così, evitato il peggio, portano a rottamare l’auto da “mostro Joe”. Svolto il suo compito, Wolf si allontana con la figlia del rottamatore, sua amica, lasciando Jules e Vincent a piedi, con la valigetta.

Desiderosi di fare colazione, i killer raggiungono l’Hawthorne Grill. Qui, Jules esprime all’amico la ferma intenzione di abbandonare il suo mestiere in seguito al presunto miracolo al quale ha assistito.Poco dopo ha inizio la rapina di Zucchino e Coniglietta, nella quale vengono irrimediabilmente coinvolti Jules e Vincent. I rapinatori dettano le loro condizioni: consegnare tutti i beni in un’unica sacca che hanno con sé. Ciò implicherebbe la perdita della valigetta che i due devono riportare a Marsellus. Per evitare un’inutile strage, Jules fa prendere a Zucchino il proprio portafogli ma gli ordina di lasciare la valigetta. I due rapinatori, terrorizzati da Jules, escono illesi dal locale e i killer riescono finalmente a portare a termine il proprio compito.

Raccontare la trama, fittissima, è stato molto lungo. Vi lascio solo un commento: secondo film di Tarantino dopo Le Iene, certamente il suo, fin qui, capolavoro. Ha creato un genere a cui molti ora si ispirano e che tentano, invano di copiare. Ha solo un difetto e cioè di essere uscito lo stesso anno di Forrest Gump e quindi non è riuscito ad aggiudicarsi molti premi, i quali fanno si che il seguito di pubblico possa essere molto più sostanzioso. Un conto è scrivere in cima al titolo del film Vincitore di…, un altro Candidato a…, non trovate??? Ultima sottolineatura, la meravigliosa colonna sonora che vi consiglio di ascoltare se non addirittura di comprare.

Al prossimo film, ed alla prossima recensione…

Ciao………

roberto2_thumbnail Pinky




Cinema: FORREST GUMP

10 11 2007

forrest_gump.jpgEccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parleremo di un film datato 1994. Forrest Gump.

Il film, straordinario, per quanto può essere di peso la mia opinione, uno dei più belli della storia del cinema, da rivedere ad ogni occasione, non ci si stanca mai, è tratto da un romanzo di Winston Groom. Ha dominato i Premi Oscar 1995 aggiudicandosi 6 statuette, e cioè “Miglior Film”, “Miglior Regia” (Robert Zemeckis) e “Miglior Sceneggiatura Non Originale”, “Miglior Montaggio”, “Migliori Effetti Speciali” oltre a quella come “Miglior Attore” vinta da Tom Hanks, la sua seconda consecutiva, dopo quella ricevuta l’anno precedente per Philadelphia, oltre a ricevere anche 3 Golden Globe 1995: “Miglior Film”, “Miglior Regia”, “Miglior Attore Protagonista”.

Seduto alla fermata dell’autobus a Savannah, Georgia, un uomo rievoca la storia della sua vita ad ascoltatori occasionali: un’infermiera, una donna con una bambina, un’anziana signora.

È Forrest Gump, nato a Greenbow, in Alabama, con un quoziente intellettivo di poco inferiore alla normalità.

Trent’anni di storia americana sono visti attraverso gli occhi di Forrest, dagli atteggiamenti sensibili e prodigiosi nonostante il suo basso QI: narra della sua infanzia, del suo rapporto con la madre, della sua abilità nel correre, della sua laurea, della discriminazione razziale, della guerra del Vietnam, dell’assassinio del presidente John Kennedy, ma soprattutto racconta dell’amore che ha sempre provato per la sua amica di infanzia, Jenny, che alla fine riuscirà ad incontrare di nuovo.

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CINEMA: Gli Intoccabili

29 10 2007

gli_intoccabili.jpgEccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parleremo di un film datato 1987: Gli Intoccabili.

Per cominciare andiamo ad elencare i premi vinti da questo stupendo film nel 1988: 1 Oscar e 1 Golden Globe a Sean Connery come Miglior Attore non Protagonista, 1 Grammy Award ed 1 Nastro d’Argento come Migliore Colonna Sonora, scritta, per la cronaca, dal nostro grande e amato Ennio Morricone.

Il cast presenta, oltre al pluripremiato Sean Connery nella parte del poliziotto irlandese James Malone, anche Kevin Costner, nella parte dell’agente federale Eliott Ness, Andy Garcia, nella parte del poliziotto prelevato direttamente dall’Accademia di origini italiane Giuseppe Petri/George Stone, ed un monumentale Robert De Niro che interpreta magistralmente il boss Al Capone.

La storia è quella vera, ovviamente romanzata, della cattura e condanna, per evasione fiscale, del boss mafioso di Chicago, Al Capone.

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Cinema: Il Silenzio degli Innocenti

14 10 2007

il_silenzio_degli_innocenti.jpgEccomi qua…

In questo nuovo appuntamento parliamo di un film datato 1991, ma scuramente un capolavoro nel genere thriller psicologico - serial killer: Il Silenzio Degli Innocenti.

Tanto per cominciare possiamo dire che alla premiazione degli Oscar 1992, vinse ben 5 statuette: Miglior Film, Miglior Regia (Jonathan Demme), Miglior Attore Protagonista (Anthony Hopkins - Hannibal Lecter), Miglior Attrice Protagonista (Jodie Foster - Clarice Starling) e Miglior Sceneggiatura non Originale. Praticamente ha vinto tutti i premi più importanti. La sceneggiatura, lo ricordiamo, non è originale, in quanto tratta dall’omonimo best-seller di Thomas Harris pubblicato nel 1988.

Storia di una collaborazione “forzata” fra un’allieva, non ancora agente operativo dell’FBI, ed un prigioniero molto particolare. Il detenuto è un ex psichiatra, Hannibal Lecter, che ha, se vogliamo, un piccolo difetto: talvolta decide di mangiare, letteralmente, i suoi pazienti. Infatti il soprannome che si è guadagnato, diciamo, sul campo, è Hannibal the Cannibal e non credo ci sia bisogno di tradurre.

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Cinema: SICKO

30 09 2007

sicko.jpgEccomi qua…

Questa volta parliamo di un film che è uscito il 24 agosto 2007 e che, quindi, potreste ancora trovare nelle sale italiane: Sicko.

Questo è il titolo del nuovo film di Michael Moore, Palma d’Oro a Cannes nel 2004 per il suo Farenheit 9/11, film nel quale denuncia un legame tra il clan dei Bush e quello della famiglia Bin Laden nei mesi a ridosso dell’11 settembre 2001.

Questo nuova opera di denuncia è una commedia, a tratti tragica a tratti grottesca, basata su persone e fatti reali, non ci sono attori. Michael Moore in questo film-documentario analizza con un occhio pesantemente critico il sistema di assistenza sanitaria degli USA, introdotto nel 1971 dall’allora presidente Nixon. Sistema partito con la nobile intenzione di garantire le migliori cure sanitarie del mondo, di fatto in mano alle grandi e potenti lobby delle assicurazioni e dei farmaci.

Nel paese più ricco del mondo ci sono 50 milioni di persone che vivono senza servizio sanitario, ma anche tanti americani che hanno un’assicurazione ma che non riescono ugualmente ad ottenere delle cure. Nel corso del film vi sono testimoniate alcune esperienze da parte di individui coinvolti a vario titolo in questo sistema. Cominceranno a parlare persone prive di assicurazione medica, costrette ad evitare le cure, talvolta a costo della vita, a causa dell’importo particolarmente esoso che l’assicurazione gli avrebbe probabilmente coperto.

Parlano anche persone malate di cancro e assicurate con le migliori compagnie le quali, attraverso le scuse più assurde e diverse fino a negare completamente la patologia, si vedono rifiutare il pagamento delle cure: a causa di queste scelte, delle quattro donne intervistate, due sono decedute, un’altra sta attraversando una fase terminale mentre l’ultima ha potuto diagnosticare la propria malattia durante una vacanza in Giappone ed ha fatto causa alla compagnia assicurativa.

Queste drammatiche situazioni verranno confermate dalle testimonianze di persone addette ai lavori all’interno delle assicurazioni, istruite affinché cerchino dapprima di scovare una tra le innumerevoli patologie passate pur di non promuovere la polizza, poi di trovare una scusa possibile pur di non dover pagare le cure necessarie talvolta alla sopravvivenza dell’assicurato, infine di recuperare il denaro cercando un’eventuale imperfezione, anche minima, nei complessi di regole.

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Cinema: MATRIX

21 09 2007

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Eccomi qua…

Come già annunciato in quello che definirei Articolo zero, quest’oggi si parla di un film epocale: Matrix.

Molti si domanderanno: “Perché epocale?”. Vi ringrazio della domanda.

Epocale perché, per quanto riguarda gli effetti speciali, possiamo tranquillamente dire che esistono film prima e dopo Matrix. I fratelli Wachowski lanciano una fresca ed innovativa tecnica di riprese per le scene d’azione, il “bullet time” che rende le inquadrature un vero e proprio flash visivo.

Ma il film non è solo azione e tecniche diverse dall’ordinario. La storia di un mondo che non è reale, interamente creato per la nostra mente, con esseri umani completamente assoggettati alle macchine, riprende temi vecchi adattandoli alle nuove frontiere informatiche. Ma la visione, sia pure cinematografica, di “interi campi dove gli uomini non nascono…. vengono coltivati….” (Morpheus), crea realmente un groppo in gola.

Un film che parla dell’uomo, della sua connaturata indole a ricavare il maggior utile da quello che lo circonda, senza curarsi delle conseguenze. Infatti una delle scene forse più sconvolgenti riguarda uno degli agenti (Smith), nella quale spiega che quella che vedono non è la prima di versione di Matrix.

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Nasce lo spazio Cinema

17 09 2007

La Redazione dei ReMa2007 cresce e con lei crescono le rubriche!!! Il Cinema, da sempre parte della vita quotidiana, da oggi si guadagna un posto di privilegio nelle pagine di questo sitoBlog. R&M  grandi appassionati di cinema, vi racconteranno i film che hanno lasciato un segno nelle nostre vite e nella storia del cinema stesso e di quelli che di volta in volta saranno nelle sale di proiezione. Ad occuparsi di questo spazio sarà l’esperto di cinema della nostra redazione: Pinky, che andiamo immediatamente a presentarvi.

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Potrei salutare con un Salve a tutti, oppure con un Ciao blogghisti, oppure come un celebre presentatore tv, ormai scomparso, Cari amici vicini e lontani.

Invece vi saluto con un semplice… Eccomi qua.

Comincia così un appuntamento con il cinema. Il cinema visto dal sottoscritto, Pinky.

Ovviamente questo è uno pseudonimo, per il momento contentatevi di questo. Per il mio vero nome ci sarà tempo.

Uno pseudonimo che racchiude in se la mia grande passione sia per il cinema che per la musica. Infatti, per quanti non lo sapessero, questo è il nome del protagonista del film, meglio definirla “opera rock”, dei Pink Floyd The Wall. Per la cronaca, personaggio interpretato da Bob Geldof, che anni dopo sarebbe salito alla ribalta per aver organizzato, ed essersi ridotto sul lastrico per questo, il monumentale Live Aid. La passione per la musica sfocia nella collaborazione che offro ad una radio locale da circa 19 anni. Ma queste sono altre storie…..

In questa rubrica di cinema principalmente parleremo di film passati. Quando sarà possibile, si cercherà di recensire un film di ultima uscita, ovviamente non senza averlo prima visto al cinema.

Chi vi scrive fa un lavoro che non lascia molto tempo alla visione al cinema: sono operaio, lavoro su turni e quindi è una continua lotta con l’orario di lavoro.

Spero di trovarvi d’accordo con le mie, diciamo così, critiche dei film che andremo ad esaminare, se così non fosse…. beata diversità, i colori della vita!!

Non voglio annoiarvi con i miei dati anagrafici, la storia della mia vita strappalacrime ecc., sappiate solo che mi sto avviando ai 40 e sono single. Credo che per il momento sia abbastanza.

Mi vedrete a breve con la prima recensione di un film che potremmo definire epocale: Matrix.

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