—– Original Message —–
From: Ester_Oscar
Sent: Saturday, March 22, 2008 4:56 PM
UNA VITA ESEMPLARE
Discorso di Shrii Shrii Anandamurti
Patna, 2 gennaio 1978
Il Signore Buddha, un giorno, rispondendo ad una domanda, descrisse una serie di principi che gli esseri umani dovrebbero seguire durante la loro vita.
Il primo di questi principi è una giusta ideologia o “samyak darshana”. Gli esseri umani dovrebbero fondare la loro vita su un’ideologia. Coloro che non hanno un’ideologia non guardano al mondo in modo razionale o benevolo ma con l’occhio avido di uno sfruttatore. Coloro che, invece, seguono le linee guida di una brillante ideologia, riescono ad osservare e a giudicare meglio il mondo. L’ideologia è indispensabile per evitare il degrado degli esseri umani. Prima si abbraccia un’ideologia e meglio è, innanzi tutto perché si ha bisogno di tempo per assimilarla e poi perché non si può mai dire con certezza quanto a lungo si vivrà: molte persone muoiono nel pieno della giovinezza.
La decisione di formare una famiglia o di diventare un sannyasi (monacoa) dovrebbe essere presa al momento opportuno. Che senso ha diventare un sannyasi quando si è anziani? Come può, una persona a quell’età, avere abbastanza forza per servire la società? Ogni cosa andrebbe fatta al momento giusto.
Bisognerebbe seguire un’ideologia che incoraggia lo sviluppo di una visione universale; non dovrebbe essere basata su idee ristrette. In passato, le ideologie erano fondate su idee molto limitate e quindi la gente ha dovuto affrontare problemi senza fine. La società umana ha sofferto tremendamente a causa delle continue lotte tra comunità diverse.
Il secondo principio è la giusta determinazione o “samyak sam’kalpa”. Bisognerebbe decidere prima possibile come si vuole condurre la propria vita. Coloro che hanno una famiglia devono conoscere le regole necessarie a condurre un’ideale vita di famiglia e le devono rispettare sinceramente. Dovranno promettere di fare più servizio alla società. In realtà, hanno due famiglie: una è la loro piccola famiglia che ha cinque o sei membri e l’altra è la famiglia più grande, cioè tutta la società umana. Gli esseri umani dovrebbero capire fin da giovani come assolvere al loro dovere: “Dovrei servire solo la società o dovrei andare avanti mantenendo un felice equilibrio tra la famiglia piccola e quella più grande”? Si dovrà promettere di seguire uno di questi due sentieri. I sannyasi hanno una famiglia, quella più grande, cioè l’intero universo; possiedono tutto e niente. Coloro che hanno famiglia, invece, hanno due distinte famiglie, una piccola e una grande e devono servirle entrambe. Quindi il cammino di chi ha famiglia non è più facile anzi è piuttosto complesso. Prima bisognerebbe capire le due strade e poi promettere di seguire fedelmente una delle due. Bisognerebbe prendere la forte determinazione di avere successo nella propria vita; solo in questo modo un essere umano può realizzarsi appieno. Chiunque viva così non può essere tormentato dall’agonia della delusione e della frustrazione.
Il terzo principio è il corretto uso della parola o “samyak va’k”. Qui “vak” include tutti gli organi sensori e motori e non solo le corde vocali.
“Vacchad va’unmanasi pra’jinastad yacchajjina’na ma’tmani Jinama’tmani mahati niyacchettad yaccheccha’nya a’tmani”.
Gli esseri umani hanno dieci organi. Cinque sensori: occhi, orecchi, naso, lingua e pelle e cinque motori: corde vocali, mani, piedi, ano e organi genitali. Secondo alcuni c’è un undicesimo organo: la mente. Bisogna pensare profondamente al modo migliore di utilizzare questi organi e agire di conseguenza. Bisognerebbe pensare al modo di usarli prima di fare qualcosa e non dopo.
“Cakkhuna sam’varo sa’dhu, sa’dhu sotena sam’varo Gha’nena sam’varo sa’dhu, sa’dhu va’ca’ya sam’varo Manasa’ sam’varo sa’dhu, sa’dhu sabattha sam’varo Sabattha sam’varo bhikkhu sabba dukkhe pamuccati”.
Buddha dice: “Pensate prima di parlare. Se avete gli occhi per vedere, lanciate una veloce occhiata prima di guardare qualcosa, altrimenti non guardate per niente, perché qualsiasi cosa vediate influenzerà la mente. Non ascoltate quello che non vale la pena di essere sentito. Ascoltate solo ciò che purifica ed eleva la mente”. E’ così che gli esseri umani dovrebbero controllare i loro organi. Gli organi dovrebbero essere controllati dalla mente e non la mente controllata dagli organi. Questo è samyak vak.
Il quarto principio è mantenersi in modo corretto o “samyak a’jiiva”. A’jiiva significa sostentamento in sanscrito. Gente senza scrupoli guadagna molti soldi attraverso azioni che sono, per natura, negative e dannose per il mondo. Non è così che gli esseri umani dovrebbero guadagnarsi da vivere. I loro mezzi di sussistenza dovrebbero essere puri e sacri e non dovrebbero danneggiare nessuno. Il nome del padre di Buddha era “Shuddhodana”. “Shuddha” significa “puro” e “odana” vuol dire “riso” (o qualsiasi cibo principale) o “mezzo di sussistenza”, quindi, letteralmente Shuddhodana significa una persona che vive in modo onesto, il cui cibo è accettato da tutti.
Il quinto principio è il giusto esercizio o “samyak vya’yam”. Molte persone fanno allenamento e sport per rinforzare il loro corpo ma gli esseri umani non sono dotati solo di un corpo, hanno anche una mente e un’anima e dovrebbe essere data la stessa importanza nel rinforzare tutti e tre. Bisognerebbe fare anche gli esercizi adeguati allo sviluppo mentale e all’elevazione spirituale: non si dovrebbero trascurare né la mente né l’anima. Qual è il modo migliore per rinforzare la mente? Il modo migliore e più corretto è seguire fedelmente i 16 punti (esercizi fisici, mentali e spirituali per lo sviluppo completo dell’individuo). Più si seguono i 16 punti e più aumenta la forza mentale. Aumenterà così tanto che sarà più potente della forza mentale collettiva di 100.000 persone che, nel caso di un conflitto psichico, dovrebbero accordarvi la vittoria. Una persona che è fisicamente forte può lottare contro otto, dieci o venti persone al massimo ma non più di così. Una persona sviluppata a livello psichico, invece, è capace di lottare contro molte più persone. Quindi dovete sforzarvi di sviluppare la vostra forza psichica, questo è il vostro sacro dovere. Più seguirete fedelmente i 16 punti e più forza psichica otterrete, non ci vorrà molto tempo. L’unico modo di sviluppare forza spirituale è di abbandonare tutto a Lui: più vi abbandonerete a Lui e più svilupperete la vostra anima. Questo sviluppo non solo porterà 10.000 persone ad abbandonarsi a voi ma tutto l’universo. Questo è l’esercizio corretto; l’esercizio è necessario non solo nella sfera fisica ma anche in quella psichica e spirituale.
Il sesto principio è portare a termine il lavoro o “samyak karma’ntua”. Una volta cominciata un’azione bisogna finirla in modo corretto. Non lasciate niente a metà strada. Completate il vostro lavoro e bene. Prima di cominciare qualcosa, pensate bene se sarete in grado di terminarla. Se siete sicuri che lo farete, iniziate il lavoro e non abbandonatelo finché non l’avrete finito. Questo è lo spirito contenuto nell’idea di terminare qualcosa correttamente.
Il settimo principio è la giusta memoria o “samyak smrti”. Il significato letterale di smrti è “memoria”. Molte persone mi hanno chiesto come aumentare la loro capacità di ricordare. Personalmente conosco parecchi segreti e anche un certo numero di esercizi fisici che potenziano la memoria. Fra i nostri 16 punti ci sono degli esercizi psichici che aiutano in questo. Secondo la mia esperienza, però, il modo più veloce è quello di meditare sulla persona che ha una memoria tremendamente potente. Dovreste ricordarvi di usare il guru mantra (seconda lezione di Ananda Marga) regolarmente prima di compiere un’azione. Si ha successo nelle azioni che si compiono, grazie alla corretta applicazione del guru mantra. Alcuni di voi, non dico tutti, si dimenticano spesso di ripetere il guru mantra prima di fare un’azione. Se ve ne dimenticate, ripetetelo dopo aver terminato l’azione. Quando non farete più quest’errore, cioè quando vi ricorderete di usare sempre il guru mantra prima di iniziare un’attività, allora avrete ottenuto “dhruva smrti” o “memoria stabile”. Dhruva significa “stabile”, “stazionario”. Quando, grazie al sa’dhana’ (meditazione), si raggiunge dhruva smrti, si sperimenta un flusso ininterrotto di beatitudine nella propria mente. Nelle scritture, quest’intensa beatitudine spirituale è chiamata “dharma megha’nanda”. Quando svilupperete questo tipo di memoria stabile, sperimenterete dharma megha’nanda.
L’ultimo e ottavo principio è il corretto assorbimento o “samyak sama’dhi”. Qui sama’dhi vuol dire uno stato di intenso amore o attaccamento ad un particolare oggetto. Ci si dimentica di tutto il resto nell’universo, anche di se stessi ma non di quest’oggetto. Questo è lo stato ;hiamato sama’dhi. Quando l’amore degli esseri umani per Parama Purusa Jiventa così intenso che si dimenticano di tutto nell’universo, anche di se ìtessi, ottengono il sama’dhi spirituale. IL Signore Buddha si riferiva a juesto sama’dhi spirituale quando parlava di samyak sama’dhi.
Patna. 2 gennaio 1978
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