Stufato di Seitan allo Zenzero - Vegan Blog

16 05 2008

 

stufato.jpg

Avevo giusto appunto del seitan in scadenza e poco tempo per elaborare un secondo per stasera, allora via con lo stufato… avevo poi  da più di un mese una radice di zenzero e ho pensato di mettercelo sopra , devo dire che ci stava proprio bene e che ci ha dato  anche  un che di orientale….  per chi non lo sapesse lo zenzero fa benissimo,  tra le tante cose  è un ottimo rimedio per lo stomaco, ed è anche un vasodilatatore, perciò è tradizione in certi paesi consigliarlo agli uomini per facilitare la circolazione del sangue, viene infatti definito spesso il “Viagra orientale”, oltre che un buon rimedio contro il mal di testa. Manco a farlo apposta a mio marito è piaciuto molto e ne ha mangiato una porzione mooolto abbondante  , non pensate male è perché gli è piaciuto davvero perchè non sapeva niente degli effetti collaterali. 

Ingredienti x 4 persone :

1 patata, 1 cipolla, 1 carota di media grandezza, 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, 200gr. di seitan, 6 cucchiai di acqua, sale, zenzero fresco grattugiato.

Preparazione :

Sbucciare la patata e la cipolla, lavare la carota spazzolandola sotto l’acqua corrente, quindi affettare le verdure e tagliarle a pezzi non troppo grandi. Poi metterle in una padella con l’olio e farle saltare a fuoco piuttosto vivace, mescolandole con un cucchiaio di legno. Quando le verdure cominciano a dorare, aggiungere il seitan tagliato a pezzetti e lasciare cuocere il tutto per una 20 minuti dopo aver aggiunto 6 cucchiai di acqua e il sale. Mescolare  e lasciare cuocere a fiamma bassa e coprire la padella  con un coperchio, ogni tanto girare il tutto.  A cottura ultimata aggiustare eventualmente di sale e insaporire con una spolverata di zenzero secco grattugiato al momento o con dello zenzero fresco pulito e tritato.

Stufato di Seitan allo Zenzero - Vegan Blog




La lezione della farfalla | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

16 05 2008

 

Dai racconti per riflettere a quelli su cui meditare. Cerchiamo sempre spunti che offrano “temi di meditazione” alternativi. Per non restare inerti, approfondire, chiedere, domandarsi e, infine, lasciare andare.

Un giorno, apparve un piccolo buco in una crisalide. Un uomo, che passava di lì per caso, si fermò ad osservare la farfalla che, per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco.

Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.

Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.

L’uomo continuò ad osservare, perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.

Non successe nulla! E la farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non fu mai capace di volare.

Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare. Era il modo in cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.

« Chiesi la forza… e Dio mi ha dato le difficoltà per farmi forte. Chiesi la Sapienza… e Dio mi ha dato problemi da risolveve. Chiesi l’amore… e Dio mi ha dato persone con problemi da poter aiutare. Non ho ricevuto niente di quello che chiesi… Però ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno. »

Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.

(da una presentazione PowerPoint fatta circolare tramite email)

La lezione della farfalla | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)




Insegnamento | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

15 05 2008

 

Sebbene vi siano molte tecniche fondamentali per il corpo,
lìmitati a riposarti libero e rilassato,
così come ti è più congeniale.
Ogni insegnamento è racchiuso in questo.

Sebbene vi siano molte tecniche fondamentali per la parola,
come ad esempio controllare il respiro o recitare mantra,
lìmitati a smettere di parlare e a riposare come se fossi muto.
Ogni insegnamento è racchiuso in questo.

Sebbene vi siano molte tecniche fondamentali per la mente,
come ad esempio concentrarsi, rilassarsi,
dissolversi e riflettere su sé stessi,
lìmitati a farla riposare nel suo stato naturale,
liberamente e semplicemente,senza alcuna costrizione.
Ogni insegnamento è racchiuso in questo.

Da “L’essenza suprema delle istruzioni orali” di Padmasambhava

Insegnamento | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)




Essere vegetariani, un elisir di salute

15 05 2008

 

Ecco una bella testimonianza di un medico neurochirurgo esperto in medicina naturale e iridologia, che ci dà la sua personale testimonianza sui benefici dell’essere vegetariani. I motivi per farlo? Perchè “la dieta vegetariana pulisce il sangue dalle tossine che si sviluppano nel nostro corpo, nel nostro intestino e inquinano il sangue”.

Il dottore cita due casi clinici di guarigione progressiva interessante, fra cui un signore con Parkinson. Si tratta di due esempi davvero eclatanti. Il tutto da leggere con l’avvertenza di non abbandonare mai le cure “tradizionali” dei nostri medici di fiducia, per evitare che succedano casi come quello accaduto alla povera ragazza malata di diabete.

“Se vi serve una riprova di come il nostro fisico non sia adatto a consumare carne, pensate ai denti degli animali carnivori - continua il dottore - i canini sono appuntiti, proprio per lacerare il cibo. E se urtate il canino del vostro gatto con un dito avrete una piccola ferita, mentre se con un dito spingete il vostro canino difficilmente vi ferirete. Nessuna ferita perché non abbiamo denti affilati per mangiare i cadaveri dei nostri fratelli animali. Un ultimo appunto: noi perdiamo gli enzimi per digerire la carne in sei mesi, questo significa che l’essere carnivori è una condizione abbastanza recente per la nostra umanità”.

Via | Vegetariani.it
Foto | Flickr

Essere vegetariani, un elisir di salute




38° CONGRESSO VEGETARIANO DI DRESDA - DAL 27.7 AL 2.8.2008

15 05 2008

 

Fonte: veganitalia.com
Il congresso vegetariano di Dresda
Contatti per info: veganitalia.com/modules

E’ disponibile il programma del 38º Congresso IVU (Unione Vegetariana Internazionale), che si svolgerà dal 27 luglio al 2 agosto 2008 nel Kulturpalast di Dresda. Un evento organizzato congiuntamente dall’IVU e dal Vegetarier-Bund Deutschlands e.V. (VEBU), l’associazione vegetariana in Germania.

PROGRAMMA DETTAGLIATO: QUI

LiberaMenteServo - 38° CONGRESSO VEGETARIANO DI DRESDA - DAL 27.7 AL 2.8.2008




Vegetariani o no: cosa ne pensa lo zen?

14 05 2008

di Renzo Samaritani

renzo_corriere_drei

Niente! Assolutamente niente. Compito dello Zen non è “pensare”, ma “non
pensare”.
“Si possono avere atteggiamenti verso qualsiasi cosa. Ma quando assumi
degli
atteggiamenti, la tua innocenza è distrutta e quegli atteggiamenti
cominciano a controllarti. Lo Zen non è a favore di qualcosa, né
contrario a
qualcosa. Lo Zen dice che è bene tutto ciò che è normale. Essere
ordinari,
essere un nessuno, essere un nulla, essere privi di qualsiasi
ideologia…” Osho
Comunque, se proprio vogliamo un’opinione Zen sul “mangiare carne”,
eccone una:
“In realtà quando nasciamo e moriamo, non c’è nascita né morte. Se
uccidiamo
lo spirito che può realizzare questo fatto, violiamo questo precetto.
Uccidiamo lo spirito in noi stessi e in altri quando brutalizziamo il
potenziale umano, il potenziale animale, il potenziale della terra. A
volte,
brutalizziamo con una parola o con uno sguardo casuali, non sono
necessari
la clava o una bomba. La guerra e altri atti di violenza organizzata,
inclusa la repressione sociale, sono violazioni di questo precetto su
larga
scala. E’ paradossale che talvolta si sia sensibili alle preoccupazioni
di
amici e vicini, contribuendo nello stesso tempo a qualcosa che accresce
la
sofferenza generale. D’altra parte vi sono monaci jaina che filtrano
l’acqua
per cercare di non far del male alle microscopiche creature che vi
abitano.
Studi recenti suggeriscono che anche le carote e i cavoli hanno reazioni
di
risposta al fatto di essere tagliati e sradicati. Cosa possiamo fare?
Penso
che la risposta sia mangiare e bere in uno spirito di gratitudine.”
Robert
Aitkin “Taking The Path Of Zen”




Lasciare andare le vacche - Majjhimanikaya | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

14 05 2008

 

Anche lasciare andare le vacche può essere una meditazione. Leggete l’articolo sino in fondo e, forse, ne scoprirete il motivo. Purché, naturalmente, riusciate a separarvi persino dal medesimo.

Un giorno il Buddha sedeva nel bosco con trenta o quaranta monaci. Avevano fatto un ottimo pranzo e stavano in buona compagnia l’uno dell’altro, sopraggiunse un contadino molto triste, che chiese al Buddha e ai monaci se avessero visto passare le sue vacche. Il Buddha rispose di no.

Allora il contadino disse: «Monaci, sono così depresso. Avevo dodici vacche e non riesco a capire perché siano fuggite. Avevo anche una piantagione di sesamo di alcuni acri, ma gli insetti l’hanno divorata tutta. Sono tanto infelice che vorrei morire».

Il Buddha rispose: «Amico mio, non abbiamo visto nessuna vacca passare di qui. Forse devi cercarle nell’altra direzione». Il contadino ringraziò e scappò via, mentre il Buddha si rivolgeva ai monaci: «Amici miei, siete le persone più felici del mondo, perché non avete vacche da perdere. Se aveste vacche da allevare sareste indaffaratissimi. Perciò per essere felici, dovete imparare l’arte di lasciar andare le vacche. Lasciatele andare a una a una.

All’inizio credevate che queste vacche fossero necessarie per essere felici, ma adesso vi rendete conto che non sono affatto essenziali per la vostra felicità, ma che, al contrario, costituiscono un ostacolo. Perciò vi siete decisi a lasciarle andare».

(Tratto e condensato dal Majjhimanikaya - © copyleft perle.risveglio.net)

Nota: Le vacche di cui parla il Buddha Gautama Siddharta potrebbero essere i pensieri molesti che, come ospiti indesiderati, forse meglio nuvole, oscurano il cielo interiore della propria felicità.

Lasciare andare le vacche - Majjhimanikaya | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)




Spaghetti alle Patate - Vegan Blog

14 05 2008

 

imgp1272.JPG

Tre giorni fa mia sorella mi ha portato una montagna di patate del contadino, l’occasione per smaltirne  un po’  me l’ha data ieri mio figlio quando  rientrato da scuola con l’aria disperata mi ha detto “mamma ho un brufolo guarda ….stasera x favore fammi una
pasta senza soffritti “ Non ho detto niente però ho pensato boh,  ma quando mai faccio soffritti ? Comunque  ho tirato un sospiro di sollievo chissà cosa pensavo gli fosse successo !!!!!!
Ho risolto facendogli questo primo…. in compenso mi sono presa un bacio P !!!

Ingredienti x 2 persone : 250gr. di spaghetti, 250gr. di patate, 60ml di olio extravergine d’oliva, 1 bustina di zafferano, sale.

Preparazione : è molto semplice, tagliare le patate (dopo averle sbucciate) a dadini piccoli e cuocerle in acqua salata x quasi 30 minuti (devono essere ben cotte) poi dopo averle scolate metterle in una padella grande, aggiungere gli spaghetti al dente cotti in abbondante acqua salata, quindi aggiungere l’olio a crudo dove ci si sarà sciolto dentro lo zafferano . Mescolare molto bene il tutto, le patate devono sciogliersi,  servire ben caldo. L’unico consiglio che posso dire è di conservare un po’ di acqua di cottura da aggiungere al condimento oppure non scolare troppo gli spaghetti perché questo condimento con le patate tende ad essere un po’ asciutto, chissà forse con un po’ di panna…però non era certo serata, le esigenze dei giovani vanno rispettate!!!! Comunque l’ho assaggiati (in questi giorni sono un pochino a dieta) , buoni!!!! Ne avrei mangiati non 1 ma 2 piatti!!!!

Spaghetti alle Patate - Vegan Blog




SI al latte (meglio se vegan)

14 05 2008

 

Latte di soia: ricchissimo di proteine, si può trovare aromatizzato in vari modi (vaniglia, cioccolato, ecc.) e arricchito con varie vitamine e calcio. Il gusto varia molto tra una marca e l’altra, e ciascuno deve trovare quello che più gli si confà. A un palato non abituato può risultare non gradevole se bevuto da solo, ma accompagnato con caffè, cacao, orzo solubile, oppure in forma di budini e yogurt diventa decisamente appetibile. Può essere usato nella preparazione dei dolci al posto del latte, e non lascia alcun retrogusto.

Latte di riso: buono bevuto fresco, specialmente d’estate, adatto per la colazione coi cereali, o per fare budini e dolci.

Latte di avena: l’avena e’ uno dei cereali più nutrienti ed energetici. Ha un gusto molto delicato, e’ buono sia bevuto da solo che usato per preparazioni di dolci e budini.

Latte di mandorle: ha un gusto marcato, anch’esso e’ buono bevuto freddo, anche mescolato col latte di riso. Puo’ essere usato per la preparazione di un ottimo gelato alle mandorle.

VegFacile - E il latte e le uova?




Ricetta veloce di Renzo

14 05 2008

polpette-carne-soia

Ieri ho preparato la “carne” di soia. L’ho cotta 5 minuti in sola acqua, precedentemente messa a bollire e poi, dopo averla gettata (l’acqua), ho cotto altri 5 minuti nel brodo vegetale. Nell’attesa che si raffreddasse ho preparato un contorno di verdure a tocchetti: patate, melanzane, zucchine, peperoni che ho saltato in padella con una noce di margarina vegetale; ho aggiunto mezzo bicchiere d’acqua, un pizzico di sale ed ho spento il fuoco pochi minuti dopo. Nel frattempo ho scolato e pressato le bistecche di soia e le ho soffritte con sedano, carote, asafoetida e poco olio extra vergine di oliva. Su di un piatto piano ho disposto le verdure e, sopra di esse, la carne di soia. Ho servito con riso basmati con margarina e zafferano.

Leggi il seguito di questo post »




SI a frutta e Verdura fresca e frutta secca - Dr. Giovanni Chetta

14 05 2008

 

Frutta e verdura fresca riducono il rischio di malattie vascolari (grazie, in particolare, al loro contenuto in acido folico e potassio). L’acido folico (presente nei vegetali a foglia verde) può ridurre inoltre i rischio di tumore del colon e un suo inadeguato apporto è responsabile di difetti alla nascita. Il licopene (contenuto nei pomodori) riduce il rischio di tumore alla prostata. Un basso consumo di luteina (pigmento presente nelle foglie verdi) aumenta il rischio di cataratta e di degenerazioni della retina.
Sappiamo che otteniamo il massimo beneficio da frutta e verdura se li consumiamo freschi e crudi, perchè consentono il massimo utilizzo di loro vitamine e sali minerali, ma anche se sono stati raccolti maturi. Spesso, purtroppo, questi preziosi alimenti vengono raccolti a “maturazione di raccolta” ovvero, per motivi speculativi, il prima possibile, divenendo così cibo di di scarso pregio.

La frutta secca (incluse le arachidi) è ricca di grassi ma principalmente polinsaturi (in particolare le noci sono una buona fonte di omega 3). Studi dimostrano che migliorano il rapporto HDL/LDL, diminuiscono il rischio di malattie cardiache e diabete. In più, chi mangia frutta secca tende meno all’obesità per la soddisfazione dell’appetito risultante.

Frutta e Verdura fresca e frutta secca - Dr. Giovanni Chetta




NO a pane, pasta, riso, patate, cereali, merendine, snacks, dolciumi, ecc. - Dr. Giovanni Chetta

14 05 2008

 

Pane, pasta, riso, mais, cereali e farinacei in genere, snacks ecc., sono ricchi di carboidrati e, se raffinati, ovvero come normalmente vengono consumati, non apportano nè vitamine, nè minerali, nè fibre e sono in forma rapidamente assimilabile dall’organismo. Essi aumentano quindi il livello di glucosio nel sangue molto più degli integrali con un conseguente picco insulinico nel sangue e caduta di livello di glucosio nel sangue (anche sotto il livello basale). Le conseguenze sono: aumento del senso di fame (con tendenza a sovrappeso e obesità) e impoverimento vitaminico (in particolare delle vitamine del gruppo B). Inoltre, alti livelli di glucosio e insulina possono avere effetti negativi sul sistema cardiovascolare facendo aumentare i trigliceridi e diminuire l’HDL (il colesterolo buono).

Da notare che anche le patate comportano quest’ultimo rischio. Infatti, una patata bollita aumenta gli zuccheri nel sangue molto più di una zolletta di zucchero, pur apportando le stesse calorie. Ciò accade in quanto le patate sono essenzialmente formate da amido che viene assorbito rapidamente dal nostro organismo come glucosio. Invece, lo zucchero comune, saccarosio, è un disaccaride formato da una molecola di glucosio e uno di fruttosio; è proprio la lenta trasformazione del fruttosio in glucosio a rallentare l’innalzamento della glicemia nel caso della zolletta di zucchero.
Studi epidemiologici dimostrano che alte assunzioni di farine e amidi raffinati e patate sono associate ad un alto rischio di diabete tipo 2 e malattie cardiovascolari e che tale rischio è più alto nelle persone sedentarie e meno attive. Al contrario, un aumento del consumo di fibre è associato a un minor rischio di tali malattie.

Per quanto riguarda i prodotti da forno, dolci e dolciumi in genere e gli snacks (merendine, patatine ecc.) ai rischi sopracitati vanno aggiunti quelli, descritti nel capitolo successivo, dovuti ai grassi idrogenati spesso presenti.

Risulta quindi evidente il vantaggio salutare nel sostituire i cereali raffinati con quelli integrali anche se, in tal caso, sarà opportuno optare per alimenti biologici al fine di evitare il rischio di maggior contaminazioni da pesticidi, più abbondanti, per forza di cose, nei chicchi integrali (nelle processo di raffinazione eliminando gli strati superficiali del chicco si eliminano anche parte dei contaminanti).

Pane, pasta, riso, patate, cereali, merendine, snacks, dolciumi, ecc. - Dr. Giovanni Chetta




Miracoli della mente - Parabola indiana | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

13 05 2008

 

Mentre girava per il bazaar e guardava gli oggetti in vendita in un negozio, un pellegrino disse alla propria mente: «O mente, di te si dicono meraviglie. Mostrami uno dei tuoi miracoli!».

Di lì a poco un uomo che vendeva miele intinse un dito nel miele e lo strisciò sul muro. Immediatamente dozzine di mosche cominciarono a ronzare vicino al muro per mangiare il miele. In pochi minuti se ne radunò un numero impressionante.

Una lucertola vide le mosche e s’avventurò allo scoperto per mangiarle. La vide un gatto, che le balzò addosso e se la pappò in un boccone. Un cane, vedendo il gatto, lo inseguì e lo uccise. Ma era il gatto del negoziante, e questi, preso dalla rabbia, percosse il cane con un bastone.

Il cane apparteneva a un cliente, che si infuriò e cominciò a litigare col negoziante finché non vennero alle mani. I negozianti vicini corsero a dar man forte al negoziante mentre altri passanti si schierarono col cliente. Ne venne fuori una rissa che coinvolse tutto il bazar. Mentre accorrevano le guardie, richiamate dal clamore e dal parapiglia, la mente disse al pellegrino: «Ecco fatto!»

(Parabola indiana - © copyleft perle.risveglio.net)

Miracoli della mente - Parabola indiana | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)




YOGA IN GRAVIDANZA : L’ALBERO

12 05 2008

 

  —– Original Message —–

From: Didi   Cell. 340.3709215

Sent: Sunday, May 11, 2008 4:07 PM
Fonte: yogaesalute.blogspot.com
YOGA IN GRAVIDANZA

L’Albero


Martedì 6 maggio 2008
  Uno dei momenti più indicati per cominciare o proseguire a praticare lo yoga con tutte le sue tecniche fisico-psico-spirituali è la gravidanza.

E’ questo senz’altro il momento più importante della vita del nascituro, così come lo è il preparare solide fondamenta nella costruzione di una casa, ma spesso si rivela anche il momento più importante nella vita dei futuri genitori ed è per questo che l’educazione prenatale sta rivestendo ruoli sempre più incisivi sia nel mondo scientifico sia nell’interesse generale delle persone.
Essendo il sistema ghiandolare connesso a tutte le funzioni fisiologiche e psichiche dell’essere umano è notevole l’importanza che esso riveste nell’equilibrio generale e lo yoga è la scienza che attraverso una disciplina articolata ed efficace conduce ad un progresso sicuro in relazione al funzionamento delle ghiandole endocrine e dei cakra, o centri d’energia psico - spirituale.
La posizione dell’albero tonifica l’apparato respiratorio e il sistema nervoso, sviluppa il senso dell’equilibrio e massaggia lievemente il cuore.

QUI LA CLIP DELLA POSIZIONE (A’sana)

LiberaMenteServo - YOGA IN GRAVIDANZA : L’ALBERO




Fiori d’acacia - Vegan Blog

12 05 2008

 

Fiori d’acacia

Frittelle di fori d’acacia

1 tazzone di fiori d’acacia
1/2 litro di latte vegetale
150 gr di farina
300 ml di panna vegetale
100 gr di burro vegetale
4 cucchiai di sciroppo d’acero
un pizzico di sale
Si fa fondere il burro su fuoco bassissimo. Si mescolano in una ciotola la farina e il sale e la panna Quindi si versa il latte e si mescola fino ad ottenere una pastella fluida e omogenea. Si aggiungono il burro fuso e i fiori d’acacia. Mescolare i fiori alla pastella. Friggere in abbondante olio caldo. Oppure, se non si vuole friggere, si mette in forno a bagnomaria (ma io non ho provato). Si gusta tiepido irrorato di sciroppo d’acacia.

Marmellata di fiori di acacia e mele

In una pentola d’acciaio inossidabile mettere due mele sbucciate e private del torsolo e tagliate a fettine sottili, con il succo di due limoni e un litro d’acqua. Far cuocere per 15-20 minuti poi frullare. Unire un chilo di zucchero e far bollire finchè riduca di circa un terzo. Unire un chilo di petali di fiori di acacia lavati ed asciugati e continuare a cuocere la marmellata mescolando finchè avrà raggiunto la giusta consistenza. Invasare e sterilizzare per circa 20 minuti.

Torta di fiori d’acacia

Monta 300 ml di panna vegetale. Aggiungi 180 g di zucchero e due cucchiai di acqua bollente, aggiungi 180 g di farina e 80 g di burro vegetale fuso. Mescola delicatamente e aggiungi i fiori di 10 12 grappoli di robinia. Metti in forno a 180° per 35-40’. Sforma la torta, lasciala intiepidire, rivestila con zucchero a velo.

Fiori d’acacia - Vegan Blog




Vie del risveglio | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

12 05 2008

 

Ecco un po’ di reminiscenze teoriche e una piccolissima dose di esperienza. Le vie per il risveglio della kundalini sono molteplici, ma essenzialmente sono quelle che agiscono tramite il primo dei corpi, il corpo fisico. La tradizione designa gli altri come eterico, astrale, mentale, spirituale, cosmico, nirvanico (terminologia adoperata da Osho).

La respirazione, sia il Pranayama del Raja Yoga che la consapevolezza del flusso spontaneo del respiro praticata nel Kriya Yoga di Babaji, nel Buddhismo, ecc., comporta una sollecitazione del meccanismo biologico naturale definito come Kundalini.

Mi meraviglio del fatto che taluni trovino differenze tra la Via del cuore e la realizzazione tramite il relativo chakra, il training della volontà, l’accettazione incondizionata che conduce ad una sorta di ricettività capace di recepire la “grazia”, l’osservazione della propria condizione esistenziale, ecc.

Tutti questi metodi non sono separati, ma corrispondono ad una serie di attitudini che il ricercatore spirituale sperimenta in continuazione. Nessuno di essi dovrebbe essere negato. Ad esempio, è un errore pensare che l’esercizio della volontà impedisca la resa. Ripeto, non si tratta di attitudini permanenti, ma di fasi che coesistono quasi quotidianamente e si succedono in continuazione. Nel Kriya Yoga siffatta circostanza viene spiegata con la polarità dei Chakra.

Naturalmente esistono anche altre Vie di comprensione spirituale, ovvero di realizzazione di se stessi come parte dello Spirito Universale, o Vita. La Via del sufismo, chiamata anche Via del cuore ignora la Kundalini. L’adepto non la percepisce perché il suo campo d’azione non è il corpo fisico, ma quello delle bioenergie, l’eterico. Idem per ulteriori metodi come il ricordo di sé, ecc.
Mi fermo perché non è una trattazione e le mie conoscenze sono limitate.

Ora puntualizzerò meglio i concetti più interessanti. Quindi, riprendendo il filo del discorso appena interrotto, richiamerò il significato di kundalini e degli pseudo-fenomeni ad essa direttamente correlati. Ma prima un parere personale: sconsiglio a tutti di praticare tecniche specifiche per il risveglio della kundalini; molto spesso il fenomeno è già, di per sé, spontaneo, per cui incamminarsi in questa direzione è un sovrappiù, un eccesso.

Per Kundalini non s’intende un particolare tipo di energia, ma la via, il canale che l’energia percorre nel suo moto ascensionale. Tale canale appartiene al corpo fisico.
Cos’è che favorisce l’ascesa della Kundalini? La circolazione del Prana. Ora vediamo il concetto di Prana, che non è l’aria in sé, il respiro, ma l’energia che sostiene, anche, il processo respiratorio. Un piccolo segreto? Quando in meditazione si osserva obbiettivamente il respiro bisognerebbe considerare pure l’energia che sottende il processo medesimo. Non aggiungo altro in quanto non è mio interesse sollecitare nessuno in questa direzione.

Un quesito. Come mai la recrudescenza della fenomenologia fisica legata alla presunta ascesa della Kundalini è così evidente in taluni e sfumata ed assente in tal’altri? Il primo fattore già citato è la via seguita dall’energia per il suo risveglio. Il secondo, che avevo omesso, è la rapidità e relativa completezza dell’evento. Quanto più lento e parziale, tanto più potrebbero insorgere alcuni, eventuali, turbamenti.

Il ricercatore singolo, isolato, farà bene ad evitare tutte queste inutili complicazioni. All’attenzione del flusso del respiro e al successivo rilassamento dovrà associare una pratica fisica, ginnastica, relativamente sostenuta. L’energia che ascende sul piano fisico non può essere lasciata a metà strada, ma è indispensabile che segua il suo itinerario sino a completarlo.
A mio avviso non esistono risvegli parziali. Il risveglio è un processo in continua evoluzione. Ha un inizio, ma non una fine.
Suppongo sia sufficiente.

nick.salius

Vie del risveglio | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)