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Archive for 8 Luglio 2009

Smettere di fumare fa ben al cuore

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Smettere di fumare fa ben al cuore

tramite benessereblog di fritha il 08/07/09

smettere di fumareDi sicuro fa bene, ma si intende generalmente il benessere generale che smettere di fumare comporta. Un recente studio è stato in grado di indicare con precisione una delle ricadute immediate della sospensione delle sigarette analizzando alcuni biomarcatori tipici di alcuni disturbi cardiovascolari in un gruppo di donne che aveva appena smesso di fumare rilevando come il rischio di malattie al cuore (ma anche di tumori) si attenuasse una volta eliminato il vizio.

Niente di nuovo, se non una conferma scientifica a ciò che tutti i fumatori in fondo già sanno: fumare fa male e ci si assume un certo numero di rischi facendolo. Ma che si potesse intervenire sulla propria salute in maniera così incisiva solo evitando le sigarette, considerando che i problemi cardiovascolari sono tra le principali cause di morte, non ce lo avevano ancora detto. Se si volesse smettere e si stesse cercando un po’ di conforto nel difficile percorso magari questa notizia può aiutare un po’.

Foto | Flickr

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E io che mi pensavo… Pensierini di Renzo – 8 Luglio

Ieri mattina, un ragazzo che lavora qui alla…(…) da anni, ha guardato per l’ennesima volta il mio EeePc dicendo “beato te che puoi permettertelo! io è da una vita che sogno di poterne avere uno!”… Ed io gli ho risposto: “Smetti di fumare e compratelo.” Lui mi ha detto che smettere di fumare è impossibile. Premetto che un tecnico della…(…) guadagna 3 volte quello che guadagno io, questo ragazzo fuma due pacchetti e mezzo al giorno di sigarette (che gli costano circa 300euro al mese) e già sei mesi fa gli segnalai quale libro avrebbe dovuto leggere per smettere di fumare come ho fatto io (“E’ facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr). Il libro non se l’è comprato (costa meno di 10euro) ma alle sigarette ovviamente non ha rinunciato. Altrettanto ovviamente continuerà a rimanere senza EeePc.

MICHAEL JACKSON – SE ENTRI IN QUESTO MONDO SAPENDO CHE SEI AMATO…

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MICHAEL JACKSON – SE ENTRI IN QUESTO MONDO SAPENDO CHE SEI AMATO…

tramite YOGA & SALUTE di didi il 07/07/09



SE ENTRI IN QUESTO MONDO SAPENDO CHE SEI AMATO E SE LASCI QUESTO MONDO SAPENDO LA STESSA COSA , ALLORA PER TUTTO QUELLO CHE E’ SUCCESSO NEL FRATTEMPO E’ VALSA LA PENA.

MICHAEL JOSEPH JACKSON

Musica, poesie, show e commozione L’ultimo omaggio a Michael JacksonLe lacrime di Brooke Shields, le sue canzoni cantate da Stevie Wonder, Mariah Carey, Lionel Richie. E l’addio della figlia Paris: «Era il migliore dei papà»LOS ANGELES (USA) – Il lungo addio va in scena allo Staple center di Los Angeles. Qui i fortunati fan estratti dalla lotteria dell’amore infinito per Michael jackson, hanno salutato per l’ultima volta il loro idolo. Abbracciandolo insieme a tanti personaggi che si sono succeduti sul palco allestito nell’arena per un omaggio musicale commosso e sentito. la cerimonia si apre con la lettura di un messaggio di cordoglio di Diana Ross e di Nelson Mandela. Lo speaker ufficiale che introduce la cerimonia è William «Smokey» Robinson, cantante e autore di musica rhythm and blues e soul statunitense, fortemente legato alla etichetta che lanciò Michael Jackson, la Motown Records. Jackson aveva incontrato più volte Mandela in occasione dei suoi viaggi un Sudafrica. «Michael era un gigante e una leggenda dell’industria della musica. E noi siamo afflitti come i milioni di fan in tutto il mondo», è il testo del messaggio del Nobel per la pace. «Noi nutrivamo grande ammirazione per il suo talento che per le sue capacità di vincere il dramma in così tante occasioni della sua vita», ha aggiunto Mandela, concludendo: «Io e mia moglie, la nostra famiglia, i nostri amici, vi inviamo le condoglianze in questo momento di dolore. Siate forti».

Michael Joseph Jackson (Gary, 29 agosto 1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009) è stato un cantante, ballerino, cantautore, coreografo, compositore, musicista, arrangiatore, produttore discografico, sceneggiatore e imprenditore statunitense. Dopo aver iniziato la propria carriera a soli cinque anni nel gruppo di famiglia Jackson Five (nella sua autobiografia Moonwalk ricorda come venisse paragonato a Frankie Lymon), iniziò la propria attività da solista nel 1971, con il singolo Got to be there. Nel 1979 esordì definitivamente da solista, e divenne l’artista pop di maggior successo di sempre; ciò fu dovuto principalmente a Thriller (1982), tuttora l’album più venduto nella storia della musica[8], co-prodotto da Quincy Jones e vincitore di 8 premi Grammy. Secondo il Guinness World Records, il cantautore ha venduto oltre 800 milioni di dischi, ciò lo rende di fatto l’artista solista con il maggior successo di sempre.
Considerato il Re del Pop oltre che uno dei più importanti musicisti e intrattenitori nella storia dello spettacolo , in più di quarant’anni di carriera Michael Jackson ha ricevuto numerosi premi, tra cui quelli di miglior artista pop maschile del millennio ai World Music Awards del 2000 e di artista del secolo agli American Music Awards del 2002. È stato anche incluso due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, nel 1997 come vocalist dei Jackson Five e nel 2001 per la sua carriera solista[15]. Nel 2002 è anche entrato nella Songwriters Hall of Fame. Nel corso della sua carriera ha vinto 13 Grammy Awards.
Dal 1988 al 2005 Jackson è vissuto nel Neverland Ranch (successivamente venduto nel 2008 per la cifra di 35 milioni di dollari), in cui aveva fatto costruire un parco a tema e uno zoo per ragazzini poveri e malati terminali. Le sue frequentazioni con quei ragazzi hanno avuto un enorme impatto mediatico, essendo girate voci su complicati rapporti tra il cantante e i suoi giovanissimi ammiratori. Ciò è emerso per la prima volta nel 1993, quando Jackson fu accusato di molestie sessuali da un suo fan. Dopo un’altra denuncia, nel 2003, il cantante è finito nel mirino dei giudici, accusato anche di altri tipi di reati. Dei suoi problemi personali, nello stesso anno, si è parlato anche nel documentario video Living with Michael Jackson.
Jackson fu poi processato nel 2005 per la vicenda, ma alla fine fu assolto in appello da tutti i 10 capi d’accusa perché ritenuto innocente.
Il 25 giugno 2009 mentre si trovava nella sua casa a Los Angeles, Michael Jackson ebbe un malore. Immediatamente soccorso dal suo staff venne trasportato in ospedale, dove morì a causa di un arresto cardiaco.7880210082058715515-8342895562822248990?l=yogaesalute.blogspot.com

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Google lancia la sfida: nel 2010 arriva Chrome OS

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Google lancia la sfida: nel 2010 arriva Chrome OS

tramite melablog di Marcello Majonchi il 07/07/09

Dopo anni di speculazioni, rumors e smentite, ieri a Mountain View è scoppiata la “bomba”: Google annuncia per la seconda metà del 2010 il lancio di un suo sistema operativo, Chrome OS.

Il software sarà distribuito con licenza open-source e potrà girare su hardware x86 e ARM: Google sta già lavorando con diversi produttori per far uscire, contestualmente al lancio, un considerevole numero di netbook.

Da quanto si apprende dal comunicato, il nuovo sistema è stato sviluppato partendo da un kernel linux, sul quale gira una GUI appositamente creata da Google.

Interessante (e forse la vera rivoluzione del progetto) la scelta adottata per le applicazioni: su Chrome OS gireranno applicazioni basate sulle tecnologie web, in modo da essere compatibili con altri sistemi. Ciò significa che gli sviluppatori che adotteranno la piattaforma di Mountain View, con un unico sforzo, avranno creato programmi in grado di girare, oltre che su Chrome OS, anche su Mac OS, Windows e Linux.

Google tiene a sottolineare che Chrome OS, pur avendo aree di sviluppo comuni, è un progetto separato da Android: bisognerà vedere quanto influirà sul destino dell’OS per cellulari la possibilità di Chrome di girare anche su chip ARM.

Questo, per ora, è quanto ci è stato comunicato: quando ormai il mercato dei sistemi operativi sembrava aver consolidato uno scenario a 3 attori, ecco che un colosso del calibro di Google scende in forze nell’arena e spariglia le carte.
E’ troppo presto, ovviamente, per prevedere i possibili contraccolpi: l’unica cosa certa che ci sentiamo di prevedere è un nuovo, grande, interesse per lo sviluppo degli OS (tutti…) all’orizzonte.

Che vinca il migliore!

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Castril

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Castril

tramite il Quaderno di Saramago di massimolafronza il 07/07/09

di José Saramago
http://caderno.josesaramago.org/2009/07/08/castril/

Il fiume che passa per Lisbona non si chiama Lisbona, si chiama Tago, il fiume che passa per Roma non si chiama Roma, si chiama Tevere, e quell’altro che passa per Siviglia neanche lui si chiama Siviglia, si chiama Guadalquivir… Ma il fiume che passa per Castril, questo, si chiama Castril. Qualsiasi luogo abitato riceverà subito un nome perché verrà conosciuto, non funziona così per i fiumi. Per migliaia e migliaia di anni, con pazienza, tutti i fiumi del mondo hanno dovuto aspettare che qualcuno passasse di lì a battezzarli in modo che da allora potessero figurare sulle cartine con qualcosa di più di un tratto sinuoso e anonimo. Per secoli e secoli le acque di un fiume fino ad allora senza nome sono passate tumultuose per il posto in cui sarebbe stata eretta Castril e, mentra passavano, guardavano in alto, verso la montagna, e dicevano le une alle altre: “Ancora non c’è “. E continuavano per il loro cammino fino al mare pensando, con la stessa pazienza, che dietro il tempo arriva altro tempo, e che nuove acque arriveranno e incontraranno donne che lavano i vestiti sulle pietre, bambini mentre inventano il nuoto, uomini che pescano trote e tutto ciò che abbocchi all’amo. In questo momento le acque sapranno che gli è stato dato un nome, che da lì in poi saranno, non il fiume Castril, ma il fiume di Castril, tanto sarà forte il patto di vita che le unirà alle genti che stanno tirando su le prime pietre e case rustiche sulle terrazze della montagna, e che dopo costruirà seconde e terze abitazioni, una accanto all’altra, alcune sui resti di altre, generazioni dopo generazioni fino a oggi. Ammansite, contenute da un muro gigantesco che con loro ha creato un lago, le acque del fiume di Castril non saltano ormai più furiose sulle pietre, non ruggiscono più tra le alte e aperte pareti di roccia con cui, per millenni, la montagna, ha cercato di strangolarle. Lo stesso sviluppo che poi avrebbe fatto crescere e prosperare Castril ha addomesticato la corrente. I conti su ciò che si sarà guadagnato e ciò che si sarà perso, lo faranno meglio di chiunque i castrilensi radicati, io sono solo quel portoghese silenzioso e discreto che è apparso un giorno da quelle parti portato per mano dalla persona a cui più tiene al mondo e che, da allora, onorado qualche tempo dopo della cittadinanza onoraria, sale e scende dal villaggio al fiume ancora al villaggio, passeggia lungo i margini e per i sentieri arcaici che conservano ancora la memoria dei piedi scalzi che gli hanno battuti, come se stesse percorrendo un’altra volta, anche lui scalzo, i percorsi delle sue infanzia vissuta in terre diverse da questa, non di montagna e senza un fiume capace di cavalcare precipizi, ma di pianura e di lenti corsi d’acqua, il Tago, l’Almonda, tovaglie d’acqua che riflettevano per un breve istante le nuvole che passavano in cielo per lasciarle subito perchè ne arrivavano altre. Nonostante il tempo, tanto, tanto, il vecchio che oggi sono contempla con gli stessi occhi innocenti le montagne e il fiume di Castril, le vie strette e abbarbicate del villaggio, le case basse, gli ulivi che gliene ricordano altri alla cui ombra si rifugiava in passato e i cui frutti ha raccolto, i sentieri tra erbe e fiori, qualche animaletto spaventato che corre a nascondersi, lasciando dietro di sè la rapida agonia di una pianta strappata al suo passaggio. Alcune persone passano la vita alla ricerca dell’infanzia che hanno perduto. Credo di essere uno di loro.

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