
Bacche, verdure e semi…i cibi che allungano la vita !
Un nutrizionista americano sceglie i dieci ingredienti della longevità Al
Goji cinese e all’esotica guava si affianca la portulaca, un’erbaccia …
Per cominciare, un pizzico di Cina. Si parte con le bacche di Goji, capaci
di avere più aminoacidi del polline dell’ape e cinquecento volte più
vitamina C delle arance. Consumarle regolarmente potrebbe significare,
stando almeno alle antiche tradizione della medicina cinese, favorire la
propria longevità. Ma queste bacche, così lontane dalla nostra alimentazione
di ogni giorno, sono solo uno dei dieci alimenti che potrebbero aiutarci a
star meglio, almeno secondo le teorie del nutrizionista Jonny Bowden, autore
di numerosi libri, che ha stilato per Abc News la lista dei cibi che non
dovrebbero mai mancare sulla tavola di chi vuol stare bene.
Insieme a queste curiose bacche, nell’elenco dell’esperto c’è anche la
portulaca oleracea, da impiegare in cucina più o meno come si fa con il
prezzemolo, nel battuto o a crudo. Per raccoglierla, almeno per chi la
conosce, non dovrebbero esserci problemi visto che cresce in molte zone. Al
suo interno sarebbe contenuto un autentico giacimento di acidi grassi omega3
(quelli che proteggono i vasi sanguigni) e anche la melatonina con la sua
azione antiossidante.
Per fortuna, se si eccettuano una “delicatezza” come il succo di melograno
che aiuta a mantenere bassa la pressione e la guava, frutto tropicale
ricchissimo di licopena, ad azione preventiva per diversi tumori, nella
lista di Bowden ci sono anche alimenti più “semplici” da trovare sui banchi
del mercato. A partire dalle comuni bietole, serbatoi naturali di zeaxantina
e luteina che aiutano la retina e quindi la vista, per arrivare fino al
classico cavolo, che come tutti i vegetali della famgilia delle crucifere
può favorire la prevenzione di alcune forme tumorali.
Da non dimenticare, magari nel bel mezzo di un’insalata mista, anche le
barbabietole, dalla doppia azione. Possono risultare utili per chi vuole
giocare d’anticipo sulle malattie cardiovascolari perché contribuiscono a
diminuire nel sangue i valori di omocisteina e perché nei loro coloranti
naturali – chiamati betacianine sarebbero presenti composti che hanno
dimostrato negli animali da esperimento un effetto antitumore. Un toccasana
per l’organismo è anche una spruzzata di cannella, che aiuta a combattere
l’aumento della glicemia e può risultare d’aiuto per quanti devono fare i
conti con un inizio di diabete, specie se associata alle bacche di Goji che
ridurrebbero, sempre negli animali, la resistenza all’insulina.
Negli stuzzichini che accompagnano gli aperitivi, pur se con parsimonia, via
libera ai semi di zucca per il loro contenuto in magnesio. Infine, per
chiudere la “lista” di Bowden, ogni giorno ci vuole un assaggio di prugne
secche, che contengono acidi ad azione antiossidante e quindi protettiva per
le cellule. Fin qua i consigli dello specialista d’Oltreoceano. Che sono
sicuramente validi, ma possono essere anche adattati alla nostra cultura
culinaria con semplici accorgimenti. «Ad esempio quanto si può avere con il
succo di melograno può essere ricreato con frutti di bosco o kiwi, ricchi di
antiossidanti, mentre il licopene della guava può venire dalla classica
pizza o dalla salsa di pomodoro – fa sapere Giuseppe Samir Sukkar,
responsabile di Dietetica e Nutrizione clinica dell’ospedale San Martino di
Genova pensate solo che il consumo di pizza, ricca di pomodori e quindi di
licopene cuci nato, secondo uno studio realizzato in Italia consente di
ridurre il rischio di insorgenza di alcune forme di tumore».
Importante è che il licopene del pomodoro si sciolga nell’olio, in
particolare extravergine d’oliva, che contiene altre sostanze con potere
antineoplastico consentendo quindi di realizzare un cocktail preventivo
efficace. Lo stesso olio può aiutare a condire le bietole bollite, ricche di
fibre e quindi “buone” anche per l’intestino. Ultima raccomandazione, specie
in queste stagione: non esagerare con grassi e zuccheri, ma sfruttare magari
quanto di buono viene dai centrifugati di verdura e frutta. «Un bel
centrifugato di carote, pomodori e spinaci, magari con qualche goccia di
limone, è ideale per offrire elevate quantità di vitamina C e licopene, e
non solo – precisa Sukkar. Per chi vuole anche l’azione protettiva delle
crucifere, poi, basta aggiungere anche del cavolo.
Data articolo: luglio 2008 Fonte: Il Secolo XIX
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