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18 05 2008
Pietro CascellaRoma, 18 maggio 2008
E’ morto oggi all’eta’ di 87 anni lo scultore e pittore Pietro Cascella. Lo ha annunciato il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi in un comunicato. Pietro Cascella viveva con la moglie Cordelia Von Den Steinen anche lei scultrice nel Castello della Verrucola a Fivizzano in provincia di Massa Carrara.
Celebre per aver realizzato il monumento ai martiri di Auschwitz nell’ex campo di sterminio polacco e l’Arco della Pace a Tel Aviv, Cascella ha anche realizzato il mausoleo di Villa San Martino ad Arcore, residenza di Silvio Berlusconi. “Scompare con Pietro Cascella uno dei più grandi interpreti della scultura contemporanea. Per me è la perdita di uno straordinario amico che ricorderò sempre attraverso la testimonianza delle sue opere”, scrive il presidente del Consiglio in un messaggio di cordoglio.
Profilo biografico
Pietro Cascella, nato a Pescara nel 1921, ha studiato all’Accademia di Roma; dopo aver praticato la pittura, si è dedicato alla scultura in pietra e bronzo a partire dai primi anni Cinquanta. Sempre più le sue opere hanno visto prevalere l’utilizzo del marmo e della pietra, per sculture monumentali composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista e elementi di purismo geometrico.
Cascella nel 1957 partecipa al Concorso per il ‘Monumento di Auschwitz’ con un progetto realizzato dal fratello Andrea e dall’architetto Julio Lafuente. Dopo alterne vicende viene approvato un progetto curato da Pietro stesso e dall’architetto Giorgio Simoncini. L’opera che vedrà la luce nel 1967 sarà una delle piu’ importanti creazioni dell’artista italiano.
Negli anni ‘70 si applica a una serie di opere monumentali in cui si fondono impegno sociale e progetti di scultura su scala urbana. Tra i suoi lavori pubblici si ricordano quindi l’Arco della Pace di Tel Aviv (1971), il monumento a Mazzini di Milano, quello alla Resistenza per la città di Massa Carrara (1979) e di dieci anni dopo ‘La nave’ sul lungomare di Pesacara. Dal 1984 inizia a lavorare sul progetto “Campo del Sole” insieme a Mauro Berrettini e Cordelia von den Steinen, che diverrà sua moglie.
L’uso della pietra, da lui definita ‘l’ossatura della terra’, il recupero dell’antica naturalità ed integrità dell’uomo, la sintesi plastica di volumi articolati, che richiamano forme archetipe, lo collocano per molti critici in una linea ideale che passa attraverso Brancusi e Lipchitz.







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