Vie del risveglio | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

12 05 2008

 

Ecco un po’ di reminiscenze teoriche e una piccolissima dose di esperienza. Le vie per il risveglio della kundalini sono molteplici, ma essenzialmente sono quelle che agiscono tramite il primo dei corpi, il corpo fisico. La tradizione designa gli altri come eterico, astrale, mentale, spirituale, cosmico, nirvanico (terminologia adoperata da Osho).

La respirazione, sia il Pranayama del Raja Yoga che la consapevolezza del flusso spontaneo del respiro praticata nel Kriya Yoga di Babaji, nel Buddhismo, ecc., comporta una sollecitazione del meccanismo biologico naturale definito come Kundalini.

Mi meraviglio del fatto che taluni trovino differenze tra la Via del cuore e la realizzazione tramite il relativo chakra, il training della volontà, l’accettazione incondizionata che conduce ad una sorta di ricettività capace di recepire la “grazia”, l’osservazione della propria condizione esistenziale, ecc.

Tutti questi metodi non sono separati, ma corrispondono ad una serie di attitudini che il ricercatore spirituale sperimenta in continuazione. Nessuno di essi dovrebbe essere negato. Ad esempio, è un errore pensare che l’esercizio della volontà impedisca la resa. Ripeto, non si tratta di attitudini permanenti, ma di fasi che coesistono quasi quotidianamente e si succedono in continuazione. Nel Kriya Yoga siffatta circostanza viene spiegata con la polarità dei Chakra.

Naturalmente esistono anche altre Vie di comprensione spirituale, ovvero di realizzazione di se stessi come parte dello Spirito Universale, o Vita. La Via del sufismo, chiamata anche Via del cuore ignora la Kundalini. L’adepto non la percepisce perché il suo campo d’azione non è il corpo fisico, ma quello delle bioenergie, l’eterico. Idem per ulteriori metodi come il ricordo di sé, ecc.
Mi fermo perché non è una trattazione e le mie conoscenze sono limitate.

Ora puntualizzerò meglio i concetti più interessanti. Quindi, riprendendo il filo del discorso appena interrotto, richiamerò il significato di kundalini e degli pseudo-fenomeni ad essa direttamente correlati. Ma prima un parere personale: sconsiglio a tutti di praticare tecniche specifiche per il risveglio della kundalini; molto spesso il fenomeno è già, di per sé, spontaneo, per cui incamminarsi in questa direzione è un sovrappiù, un eccesso.

Per Kundalini non s’intende un particolare tipo di energia, ma la via, il canale che l’energia percorre nel suo moto ascensionale. Tale canale appartiene al corpo fisico.
Cos’è che favorisce l’ascesa della Kundalini? La circolazione del Prana. Ora vediamo il concetto di Prana, che non è l’aria in sé, il respiro, ma l’energia che sostiene, anche, il processo respiratorio. Un piccolo segreto? Quando in meditazione si osserva obbiettivamente il respiro bisognerebbe considerare pure l’energia che sottende il processo medesimo. Non aggiungo altro in quanto non è mio interesse sollecitare nessuno in questa direzione.

Un quesito. Come mai la recrudescenza della fenomenologia fisica legata alla presunta ascesa della Kundalini è così evidente in taluni e sfumata ed assente in tal’altri? Il primo fattore già citato è la via seguita dall’energia per il suo risveglio. Il secondo, che avevo omesso, è la rapidità e relativa completezza dell’evento. Quanto più lento e parziale, tanto più potrebbero insorgere alcuni, eventuali, turbamenti.

Il ricercatore singolo, isolato, farà bene ad evitare tutte queste inutili complicazioni. All’attenzione del flusso del respiro e al successivo rilassamento dovrà associare una pratica fisica, ginnastica, relativamente sostenuta. L’energia che ascende sul piano fisico non può essere lasciata a metà strada, ma è indispensabile che segua il suo itinerario sino a completarlo.
A mio avviso non esistono risvegli parziali. Il risveglio è un processo in continua evoluzione. Ha un inizio, ma non una fine.
Suppongo sia sufficiente.

nick.salius

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