Festa della Mamma

11 05 2008

Blue_Lotus.7010752_std

a cura di RamAnanda Das (Renzo Samaritani)

renzo_corriere_drei

la Madre Permeata di Gioia

379

Una mattina durante la primavera del 1896 nacque una bambina in un villaggio rurale chiamato Kheora, situato in quello che è ora il Pakistan Orientale. I suoi genitori la chiamarono Nirmala Devi. La stessa non ricevette alcuna educazione formale e da bambina iniziò a sperimentare stati peculiari di intensa e prolungata astrazione.

A tredici anni si sposò e alcune volte mentre preparava il cibo per suo marito la sua coscienza lentamente si introvertiva fino a tal punto da divenire totalmente dimentica dell’ambiente circostante.

Al tempo dei suoi diciotto anni molti che la incontravano percepivano che la sua freschezza e semplicità nascondevano una personalità strana e imprevedibile che sembrava arrlotus81fo1ivare e andare inesplicabilmente. Non fu molto tempo dopo che il potere che sembrava utilizzare il suo corpo come un veicolo attraverso il quale mostrare se stesso fu riconosciuto non solo come benevolo e affascinante ma anche peculiarmente sollecito e materno nella sua attitudine verso coloro che attraeva.

Nirmala attirava a sé persone con il magnetismo puro di questa
presenza radiosa che risiedeva in lei e alcune persone scorsero in lei una incarnazione della divinità.

Tra questi vi era un uomo santo chiamato Bhaiji che divenne uno dei primi devoti di Nirmala. Egli fu il primo a chiamarla Anandamay Ma, o Madre Beata, il nome con il quale lei è comunemente conosciuta in tutta l’India e in molti altri paesi.

La maggior parte dei grandi mistici di cui abbiamo lotus-aum-thumb818527dei dati affidabili sono conosciuti per aver avuto delle guide spirituali, alcune delle quali apparivano in una forma ordinaria mentre altri no. Tuttavia al contrario di essi Anandamay Ma o Madre come è spesso chiamata non dichiarò alcuna iniziazione diretta da un guru particolare o da una guida spirituale.

Quando gli veniva domandato su ciò lei diceva “In anni precedenti i miei genitori furono le mie guide, nella vita casalinga mio marito e in tutte le situazioni della vita, ora, tutte le persone e le cose del mondo sono il mio guru: ma sappiatelo per certo: la sola Guida per tutto è l’unico Essere Supremo!

E, qualcosa che è probabilmente senza precedenti tra i saggi Indiani, Anandamay Ma dichiara di non aver avuto alcuna precedente nascita. Il che significa che non dichiara djw_icon_eng_lotusi essere il risultato e la fioritura conclusiva di una serie di incarnazioni umane nella quale lei si è sforzata di arrivare alla perfezione spirituale. Al contrario lei ha dichiarato in varie occasioni di essere apparsa sulla terra come il diretto risultato del profondo desiderio per Dio da parte di certi individui che – nel loro ardore di conoscere Dio e comprendere la loro identità spirituale con l’Essere Supremo – hanno fatto sì che il Supremo rispondesse ed assumesse forma umana.

È un dogma della credenza orientale, particolarmente in India, che tale brama crea un desiderio simile nell’Essere Supremo; e a causa delle limitazioni dei suoi devoti egli (il supremo) mostra se stesso ai loro sensi esteriori in una incarnazione apparentemente umana.

Questa manifestazione della divinità non è confinata in
Anandamay Ma all’apparenza di una singola incarnazione umana.
Qualunque dio o dea sia stata adorata intensameist2_3359858_majestic_lotus_flowernte da qualsiasi dei suoi devoti, quella immagine particolare o aspetto della divinità appare a loro per esprimersi attraverso la forma della Madre.
L’aspetto spettrale di una divinità dopo un’altra è
stata da loro vista sgorgare fuori del suo essere, ogni immagine
l’originale perfetto di qualche forma divina tradizionalmente
riconosciuta. Kali, Khrisna, Shiva, Brama, non importa quale aspetto della divinità; la sua forma appare a tempo debito, quando la Madre entra in uno dei suoi stati di estasi mistica.

Lei una volta disse “La personalità e le figure di dei e dee sono
reali come il vostro corpo o il mio”.

Nell’anno 1925, a Dacca (circa 200 miglia a nord est di Calcutta) fu chiesto alla Madre di eseguire il Kali Puja,
l’adorazione dell’immagine di Kali.

Durante i preparativi per la cerimonia, che richiedeva una immagine della dea, fiori, incenso e paste di sandalo la Madre vide – distante a circa un centinaio di metri – la forma eterea della vera dea, fluttuando nell’aria verso di lei con le mani aperte come se desiderosa di venire nel grembo della Madre. Più tardi un’altra apparizione avvenne alla Madre come una piccola bambina di infinita dolcezza. Anche questa era Kali, lei disse.

Durante il rito stesso i celebranti non solo notarono l’effetto inusuale che queste esperienze occulte avevano sulla Madre, ma essi stessi erano anche loro pervasi da un’onda di beatitudine che li inghiottì così da perdere coscienza dell’ambiente esterno. Ognuno sentì una emozione divina più grande di quella che essi avevano sperimentato quando la cerimonia era stata eseguita dai sacerdoti.

In anni precedenti durante la celebrazione del kirtan (canzoni e danze religiose) la Madre spesso entrava in uno stato diaum
trance durante il quale il suo corpo subiva le più
sorprendenti contorsioni. I suoi devoti dichiararono che il suo
corpo, che si rotolava per terra, appariva crescere in maniera
insolitamente grande e quindi improvvisamente si contraeva fino quasi al niente. In altri momenti il suo corpo si comportava come se fosse senza ossa, saltando su e giù come una palla di gomma.

Questi e simili poteri sono menzionati in certe dichiarazioni nei manuali di yoga, in particolare lo Shiva Sanhita, dove essi sono enumerati sotto gli Otto Siddhi o Poteri Magici, che possono essere sviluppati dalla pratica dello yoga. Ma siccome la Madre non praticava yoga, fu dichiarato che questi poteri soprannaturali si manifestavano in risposta ai pensieri e alle emozioni dei suoi devoti, essendo, così, i segni esteriori visibili dell’intensa devozione interiore.

In una occasione un devoto di Anandamay Ma disse a lei con tutto il buonumore: “Ti viene accreditato grande potere. Se hai tale potere, allora riducimi in cenere”. Egli quindi si predispose a ritornare alla sua casa.

Era un giorno estremamente caldo ed egli aveva aperto il suo ombrello.
Anandamay Ma improvvisamente decise di unirsi a lui e camminarono per alcuni passi insieme.

Il devoto divenne allora conscio di un caldo eccessivo e insopportabile che stava cadendo su di lui, a dispetto dell’ombrello. Egli entrò nel panico e disse: “Da dove viene questo fuoco che sta piovendo sulla mia testa? Per favore ferma il fuoco. Ho una prova chiara del tuo potere”. Egli abbassò l’ombrello proprio mentre il caldo opprimente si ridusse. Ma egli notò che una parte del tessuto era stata consumata, come da fuoco.

Anandamay Ma è famosa in tutta l’India per la sua devozione instancabile ai poveri e agli indifesi. Lei ha aiutato molte persone senza casa e bisognose di cibo.

Lei insegna che soltanto la conoscenza di Dio costituisce la vera conoscenza; che Dio solo è reale, tutto il resto irreale; e che conoscendo Dio uno arriva ad una conoscenza di tutto il resto.

Nel 1931 Bhaiji scelse un sito per la costruzione di un Ashram, o luogo di devozione, incentrato intorno alla Madre, dovela-krishna1 i suoi devoti potessero incontrarsi insieme, ricevere le sue benedizioni e condurre il servizio divino in suo nome. Quando fu scavato un fosso così che potessero essere gettare le fondamenta furono scoperte quattro o cinque tombe. Ognuna di esse conteneva uno scheletro umano, e la Madre dichiarò che questi dovevano essere i resti mortali di Sannyasi (santi o uomini santi) che una volta avevano formato una comunità che era stata ospitata in quel sito particolare. Uno di essi, disse, era stato Bhaiji stesso in una incarnazione più remota.

Dalla fondazione di quel primo Ashram di Anandamayi Ma a Dacca ne sono stati costruiti più di venti altri dai devoti nel nome della Madre.

Leggi il seguito di questo post »




ANSA.it - MUSICA IN LUTTO PER LEYLA GENCER E MARIO SCHIANO

11 05 2008

 

ROMA - La cantante lirica Leyla Gencer è morta venerdì notte all’età di 80 anni nella sua casa a Milano. Lo ha annunciato oggi il Teatro alla Scala con un comunicato. “Una delle voci più emozionanti di ogni tempo - è scritto nel comunicato - si consegna alla memoria. Non solo la Scala, suo teatro e sua seconda casa, ma l’Opera stessa chiude con lei anni di splendore irripetibili”. Il funerale di Leyla Gencer si terranno lunedì 12 maggio alle 11 nella Chiesa di San Babila. “L’ultimo saluto a Leyla Gencer - è spiegato nel comunicato - avverrà con le parole della religione che lei, figlia del vicino Oriente, cantò con passione e verità nelle pagine dei grandi musicisti della storia”.
MORTO SCHIANO, PADRE DEL FREE JAZZ-  E’ morto a Roma Mario Schiano, sassofonista e uomo di cultura che è stato uno dei padri e dei protagonisti del free jazz italiano. Era nato a Napoli nel 1933 ed era malato da tempo. I funerali si svolgeranno a Roma lunedì. Fin dalla fine degli anni ‘50, Schiano e’ stato in prima fila nella rivoluzione del jazz “libero” attraversandone tutte le stagioni, da quella rivoluzionaria di natura nera degli anni ‘60 alla musica improvvisata europea. Ha suonato accanto ad alcuni dei massimi protagonisti italiani, americani ed europei e si e’ lasciato alle spalle qualche esperienza d’attore nel film di Nanni Moretti.

ANSA.it - MUSICA IN LUTTO PER LEYLA GENCER E MARIO SCHIANO




Fave con crema di borraggine - Vegan Blog

11 05 2008

 

fave-e-borragine.jpgCuocere le fave per circa 6 minuti nell’acqua bollente e salata, far freddare.

A parte preparare una salsa con boccioli di borraggine e foglioline tenere, cotti 2 minuti non più altrimenti diventa “nera” la salsa. Frullare con l’aggiunta di panna di soia e olio e sale, come se doveste preparare una maionese senza uova.

Decorare il piatto con fiorellini di borraggine come da foto o come volete voi.

Fave con crema di borraggine - Vegan Blog




Festa della Mamma

11 05 2008

 Immagine

in wikipedia ho trovato questa spiegazione:
La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. In Italia cadeva regolarmente l’8 maggio, fin quando non si decise di fissarla alla seconda domenica di maggio.
Costituisce una festa molto antica, legata al culto delle divinità della fertilità degli antichi popoli politeisti, che veniva celebrato proprio nel periodo dell’anno in cui il passaggio della natura dal freddo e statico inverno al pieno dell’estate dei profumi e dei colori (e della prosperità nelle antiche civiltà contadine) era più evidente. Con l’andare del tempo questa festività dal tono religioso si è evoluta in festa, talvolta anche in sagra.
Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista (della schiavitù), propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di amore e gratitudine per le madri e speranza per la pace. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata.
In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi, nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco. Migliosi la celebrò la seconda domenica di Maggio [1].
In molti Paesi la ricorrenza è stata imitata dalla civiltà occidentale: in Africa, ad esempio, alcuni Stati istituirono la festa della mamma ispirandosi al concetto britannico della stessa.

Leggi il seguito di questo post »




Festa della Mamma

11 05 2008

 

design immaginarium

Ognuno festeggia la festa della mamma come preferisce e noi appassionati di design non riusciamo a non rimanere in tema. Se siete in cerca di ispirazione, date un’occhiata al negozio brasiliano di design Imaginarium. Qui un intero gruppo di designer ha preparato per l’occasione tutta una linea dedicata alla mamma e ispirata alle bambole Matrioska.

Simbolo di arte popolare e souvenir russo conosciuto e imitato in tutto il mondo, la bambolina che contiene al sui interno l’intera famiglia, è divenuta il prototipo della mamma per eccellenza, di quelle italiane in particolare.

Con un design moderno e accattivante la solida mammina campeggia su cornici, tazze, camicie da notte e magliette, che potete acquistare direttamente sul sito, allegando una cartolina da compilare on line, confezionata con la stessa grafica.

Il design per la festa della mamma

Auguri dai ReMa2007 a tutte le mamme del mondo!

R&M




Promiseland.it

11 05 2008

 

“Idrogeno per Arezzo”
Arezzo va a idrogeno: È stato inaugurato il primo idrogenodotto sotterraneo in area urbana.
09-05-2008 - Fonte: Galileonet.it

Arezzo va a idrogeno
È stato inaugurato il primo idrogenodotto sotterraneo in area urbana.
La produzione locale del vettore, attraverso sistemi fotovoltaici, è destinata all’industria orafa

Un gasdotto per portare energia alle case e alle aziende di Arezzo. Niente di strano, se non fosse che il gas in questione è idrogeno e che quello inaugurato è il primo idrogenodotto sotterraneo al mondo costruito in un area urbana.
La cerimonia si è svolta nella zona orafa di San Zeno dove si trovano 42 aziende artigianali e industriali che utilizzano l’idrogeno già da diverso tempo, e che presenta le caratteristiche ideali per sperimentare la diffusione capillare del gas per la co-generazione di energia elettrica e di calore, sia per l’utenza domestica sia per quella più massiccia delle imprese.

Il progetto “Idrogeno per Arezzo” è partito esattamente quattro anni fa, nell’aprile 2004, grazie all’accordo stipulato tra Regione Toscana, Provincia di Arezzo, Comune di Arezzo, Gruppo Sapio, Exergy Fuel Cells e Cooperativa del Sole, con l’idea di dare una dimostrazione dell’efficienza e della fattibilità di un sistema di distribuzione capillare del vettore di energia.

L’idrogenodotto si trova a un metro e venti centimetri di profondità e per il momento porta idrogeno puro alle aziende e all’HydroLab, un laboratorio dimostrativo dedicato alle energie rinnovabili, equipaggiato con due celle a combustibile da un chilowatt e con un impianto fotovoltaico per la produzione di idrogeno rinnovabile dall’acqua. In poco tempo, però, il gasdotto dovrebbe arrivare a servire anche le abitazioni di San Zeno.

“La realizzazione di una tubazione con queste caratteristiche rappresenta un’importante novità: esistono già numerose tubazioni, alcune lunghe anche centinai di chilometri, che trasportano idrogeno gassoso. Nessuna di queste, però, è stata realizzata per la distribuzione cittadina presso utenze disseminate”, ha spiegato Sergio De Sanctis, direttore di Ricerca, Sviluppo e Innovazione del Gruppo Sapio, che ha attuato il sistema di distribuzione dell’idrogeno: “Il progetto dimostra che è possibile realizzare, all’interno dei nuclei urbani, un network per la distribuzione di idrogeno gassoso a utenze distribuite nel pieno rispetto del paradigma energetico europeo che privilegia la logica della produzione distribuita di energia elettrica e calore”.

Il sistema garantirebbe al territorio autonomia energetica: la produzione in loco di idrogeno dal fotovoltaico sarebbe infatti in grado di soddisfare i bisogni industriali orafi e domestici della zona, la produzione di corrente elettrica e di calore, e il rifornimento di veicoli a idrogeno, svincolando gli utenti dal mercato del petrolio e abbassando i costi ambientali indiretti, visto che il gas non deve essere trasportato su ruote.

Un secondo progetto del Gruppo Sapio, denominato H2Kart, si andrà prossimamente ad aggiungere a questo: l’idea è di realizzare un prototipo alimentato a celle a combustibile per ottimizzare la produzione locale di idrogeno.
(t.m.)

www.galileonet.it

Promiseland.it




Dezeen » Blog Archive » B2 by Bulthaup

11 05 2008

 

squbulthaup_b2_eg_02.jpg

Milan 08: Bulthaup presented their new B2 kitchen in Milan last month.

bulthaup_b2_eg_03.jpg

The kitchen is based on a workshop layout comprising of three main elements: a ‘workbench’ housing the sink and cooker, ‘tool cabinet’ for utensils, crockery and food, and appliance cabinet for the oven, dishwasher and fridge.

bulthaup_b2_eg_04.jpg

Closing the cabinets hides away culinary equipment while opening them fully allows easy access during cooking.

bulthaup_b2_eg_10.jpg

Here’s some more information from Bulthaup:

bulthaup b2 - the kitchen workshop

The premiere of the bulthaup innovation in Milan - bulthaup b2 completely rethinks the kitchen and cooking.

Starting from the philosophical origins of every living space - the fire and water points, bulthaup has created b2, an open and mobile kitchen that can be added to and composed to suit each individual’s personal requirements. The new group of elements is the logical continuation of the kitchen workbench and defines the “kitchen workshop” in its original meaning – comprising a workbench, kitchen tool cabinet and appliance housing cabinet.

bulthaup_b2_eg_01.jpg

The workbench is for the fire and water point; the kitchen tool cabinet for crockery, cooking utensils, as well as spices and food; and the appliance housing cabinet for the oven, dishwasher and refrigerator. bulthaup b2 follows the principle of “clearing away anything superfluous.” All that remains is value – the best materials, the best tools, the best raw ingredients and the best crockery.

bulthaup_b2_eg_05.jpg

bulthaup b2 is a kitchen that either conceals everything or showcases it. Opening the in-door storage doors provides an overview of the entire kitchen domain. Everything needed for a two person household is visible at a glance and within reach. The smart compaction of the storage space makes pull-outs and drawers unnecessary.

bulthaup_b2_eg_07.jpg

The kitchen tool cabinet is the foil to the classic kitchen with drawers. Even the diversity of units is smartly minimalist - just a few basic types and materials, such as oak and walnut veneer combined with worktops made from stainless steel, oak, walnut and gray sandstone offer a limitless range of design variations. Once the doors are closed again, the beauty of the simple purpose-oriented form becomes clearly apparent.

bulthaup_b2_eg_09.jpg

“With bulthaup b2, we are radically rethinking the kitchen and cooking,” says Gerd Bulthaup. The workbench breaks with the convention of a clearly-defined continuous worktop. With its flexible structure, modules can be combined at will and, by putting new worktops, water points or appliance modules onto the b2 workbench, it adapts to its owner’s personal habits and customs. Consequently, bulthaup b2 delivers a new dimension of simplicity when it comes to buying kitchens. That’s because the kitchen workshop can follow the needs of and spatial changes required by its owner.

bulthaup_b2_eg_08.jpg

Elements can be extended to suit if the circle of family and friends increases, for example. They can be added or replaced when new appliances come on the market, and changed if a different material is preferred for the worktop.

bulthaup b2: bulthaup and EOOS
bulthaup gets its visions from the consistent observation of the living and eating habits of people from all over the world. bulthaup b2 is responsive to modern lifestyles, such as single-person or twoperson households, or even “patchwork families”, and is the perfect kitchen for nomads or pioneers in creating a home, living and thinking. . The design was developed in collaboration with the renowned design firm EOOS in Vienna. With their method of “poetical analysis”, the designers take a very special approach to the development of new products. Formative factors of image, ritual and received wisdom are brought together and synthesized. “The result of this cooperation is unconventional, convincing and independent: bulthaup b2 defines the entire kitchen as a changeable system, and is thereby synonymous with the “versatile kitchen of today and tomorrow,” says Gerd Bulthaup. bulthaup b2 will be on display at selected bulthaup partner shops across the world beginning in fall of 2008.

Dezeen » Blog Archive » B2 by Bulthaup




"IL POETA TRA DUE MONDI" JIM MORRISON

11 05 2008

 

luna_manu Scrivere


“Il Poeta tra due Mondi” Jim Morrison
di Tom Crisci

Fonte:
www.astrologiario.com

Not to touch the Earth, Not to see the Sun, Nothing left to do, but run, run, run…Let’s run!” (Non tocchiamo terra, non vediamo il Sole, non ci rimane altro che correre, correre e correre… Corriamo!) questo scriveva nel 1968 James Douglas Morrison, meglio conosciuto in tutto il mondo come Jim Morrison, una delle meteore più luminose e maledette della storia del rock. E non avrebbe potuto scrivere altrimenti con quel suo Sole ardente nel segno del Sagittario che descrive in modo efficace la drammatica dicotomia dell’essere umano: metà spirito e metà animale! E’ difficile “toccare terra” vivendo una mediocre vita quotidiana mentre abbiamo sogni e ideali elevati. Nello stesso tempo non possiamo contemplare interamente la “luce del Sole” per la nostra radicata natura terrena. Che cosa rimane? Solo “correre, correre e correre…” . Questo sembra essere il destino di tutti noi.
E di certo Jim correva, eccome!

Da bravo “arciere” quale era, scagliava frecce infuocate e piene di vita, capaci di colpire nell’intimo e di arrivare lontano, in quel “lontano” tanto caro a chiunque nella sua carta astrologica abbia una forte influenza del Sagittario: frecce che bruciavano in fretta e che talvolta si disperdevano in troppe direzioni, portandolo a vivere una vita intensa, passionale e breve, come accade quasi sempre a chi diventa un mito intramontabile.
Ma com’era Jim Morrison fuori dal contesto frenetico della vita da “rockstar”, fuori dalle nebbie dell’alcool e stupefacenti, dalle orge notturne?
Un uomo spesso tormentato, che oscillava tra due “mondi”: profondamente innamorato della vita e della morte. E questa sua bipolarità la ritroviamo osservando più da vicino la sua carta natale:

Sagittario con Ascendente Acquario (1) ed un’intransigente opposizione del Sole in casa 10°(= il conscio, il cielo “diurno” e l’ambizione a vivere qualcosa di sempre più grande) con Marte ed Urano in casa 4° (= l’inconscio, la notte, l’istinto, l’illusione e la “fine delle cose” ), ed Urano è niente meno che il signore del segno Ascendente. Nettuno, che in questo tema è uno dei governatori del Sole, è collocato in casa 8° (= la morte) ed è proprio in ottimi rapporti con questa congiunzione Marte/Urano: tutto questo ha reso Jim Morrison una persona estremamente magnetica, specialmente a livello sessuale(= Marte), preda di forze sconvolgenti e misteriose (= Nettuno) e prepotentemente ossessionato dalla morte (= casa 8°) come si capisce dalle sue stesse parole: “Io voglio sentire com’è. Voglio sentire il sapore, voglio ascoltarla, voglio annusarla. La morte viene una volta sola: non voglio mancare all’appuntamento. Potrebbe essere l’esperienza che fornisce il pezzo mancante del mosaico…”

Per comprendere pienamente questo suo morboso rapporto con la morte, forse dobbiamo andare molto indietro nel tempo, in una lontana giornata della sua infanzia, nel 1947. Suo padre era un ammiraglio in servizio nella Marina degli Stati Uniti e, a causa del suo lavoro, la famiglia Morrison dovette cambiare dimora molto spesso. Nel tema di Jim c’è più di una chiara traccia di questi spostamenti frequenti: abbiamo la Luna in casa 3° e Venere, governatore della casa 4°= (la famiglia e la dimora), piazzato in casa 9° e contemporaneamente un Sole in Sagittario ed un segno dei Gemelli piuttosto importante, tutti valori zodiacali chiaramente legati ai viaggi.
Fu proprio durante uno di questi viaggi, mentre la famiglia attraversava il New Mexico, nei pressi di Albuquerque, che Jim fece l’esperienza che avrebbe descritto come la più significativa della sua vita: “La prima volta in cui ho scoperto la morte… io, mia madre, mio padre, mia nonna e mio nonno stavamo viaggiando in auto attraverso il deserto all’alba. Un camion carico di Indiani aveva sbattuto contro un’altra auto o qualcos’altro: c’erano Indiani insanguinati che stavano morendo sparsi per tutta la strada. Ero solo un bambino e per questo dovetti restare in macchina mentre mio padre e mio nonno scesero a guardare. Tutto ciò che vidi fu una divertente vernice rossa e della gente distesa attorno, ma sapevo cosa stava succedendo, perché riuscivo a sentire i fremiti delle persone intorno a me, e all’improvviso capii che loro non sapevano più di me cosa stava accadendo. Quella fu la prima volta che ebbi paura… ed ebbi la sensazione, in quel momento, che le anime di quegli Indiani morti - forse una o due di esse - stavano correndomi intorno, ed entravano nella mia anima, e io ero come una spugna, pronto a sedermi là e assorbirle…”

Sono sbalorditive le analogie dei simboli della carta astrologica di Morrison con quanto accadde quella mattina: una famiglia intera in viaggio (= Luna in casa 3°) che assiste a un incidente fra due mezzi di trasporto (= ancora riferimenti alla casa 3°) che è poi in quadratura con Plutone = morte e il tutto sembra ancora più sorprendente se pensiamo che l’evento accadde quando Jim aveva più o meno quattro anni (Luna = infanzia) e che Venere, dispositore della Luna e reggente la casa 4°, si trova nel segno dello Scorpione (= ancora Plutone e la morte) e infine Marte che governa la casa 3° in Ariete è in Gemelli(= ancora spostamenti) e in casa 4°.
Vi è un continuo interscambio simbolico tra viaggi-famiglia-morte veramente impressionante!
E’ secondo me significativa anche la collocazione di Nettuno in casa 8° e la relativa sensazione di “assorbimento delle anime” dei due pellerossa morti descritta da Morrison, una posizione che predispone facilmente ad esperienze non del tutto spiegabili e a fenomeni medianici e legati all’occulto.
Questa percezione di un legame tra due mondi paralleli influenzò tutta la sua successiva creazione musicale e poetica, ma andò ben oltre: fu in effetti Jim Morrison ad inventare il nome “The Doors” (Le Porte) per il gruppo musicale fondato assieme al tastierista Ray Manzarek che gli propose di mettere in musica le sue parole, trovandole assolutamente originali e interessanti. Un nome che avrebbe firmato uno dei più indimenticabili stralci di storia del rock.
L’idea di chiamare il complesso in quel modo fu tratta dal verso di una poesia di William Blake: “If the doors of perception were cleansed, everything would appear to men as truly it is… Infinite.” (Se le porte della percezione fossero pure, tutto apparirebbe agli uomini com’è veramente, infinito.) e lo stesso Morrison disse: “Ci sono il noto e l’ignoto e in mezzo ci sono le porte”. Una frase piuttosto vicina ai simboli rappresentati dal suo Nettuno (= l’ignoto e il diverso) in casa 8° (= il trapasso) che altro non è se non un “passaggio”, una “porta” tra due mondi.
Con un segno dei Gemelli assai in evidenza e che ospita i due governatori dell’Ascendente Acquario, Jim Morrison adorava scrivere, ma i suoi interessi furono molteplici: amava anche molto il teatro e soprattutto il cinema, tanto da frequentare un corso per registi all’ Università della California di Los Angeles. A questo proposito abbiamo una Luna nel segno del Toro (= l’immagine) mentre Giove (uno dei rettori del segno solare) in Leone (= spettacolo), ben descrive le sue “performances” durante quali stupiva e ipnotizzava il pubblico con scene che passavano dal delirio all’estasi, dal demoniaco all’angelico.
Sperimentalismo, curiosità e sensualità: questi tre termini potrebbero descrivere Morrison e la musica dei Doors. Sperimentalismo che procedeva su strade piene di strapiombi e arrivava in luoghi spesso insidiosi, dove l’alcool, l’LSD e altri stupefacenti imperversavano, surrogati di quel “paradiso” che la straordinaria sensibilità di un Nettuno molto stimolato percepisce.
Molti amici e conoscenti descrissero Morrison come una persona generosa, gentile, allegra e dalla battuta pronta (valori Gemelli), intollerante delle ingiustizie anche subite da altri (Giove in casa 7°) e che amava molto la compagnia e gli scherzi.
Ma quella sensazione sottile ed angosciosa di “fine imminente delle cose” non lo abbandonava mai e traspariva perfettamente in molti dei suoi versi, uno dei quali è piuttosto esplicito perfino nel titolo: “The End” (La fine).

Parole di Jim:

This is the end, beautiful friend // This is the end, my only friend // The end Of our elaborate plans // The end of everything that stands, the end // (…) Can you picture what will be, so limitless and free? // Desperately in need of some strangers hand In a desperate land “ (Questa è la fine, o mia bellissima e unica amica, la fine dei nostri piani elaborati, la fine di ogni cosa esistente. Riesci a dipingere qualcosa di così libero e illimitato? Un disperato bisogno di mani straniere in una terra desolata?)

I simboli raramente sono muti: ecco quindi Nettuno, il bisogno di abbracciare e descrivere “ciò che è libero e senza limiti” e il riferimento alle mani degli “stranieri”(= Sagittario), ma quello che veramente è sorprendente è il seguito di queste parole che diventarono una delle canzoni più conosciute ed apprezzate dei Doors.
Dopo un apparente delirio onirico pieno di serpenti e “autobus blu” , Jim si avventura nella descrizione del complesso di Edipo: “(…) The killer awoke before dawn // He put his boots on // He took a face from the ancient gallery // And he walked on down the hall // (…) // And he came to a door // And he looked inside // Father, Yes son? I want to kill you // Mother, I want to…) (L’assassino si svegliò prima dell’alba, si mise gli stivali, prese una maschera dall’antica galleria, avanzò lungo l’atrio, raggiunse una porta e vi guardò dentro: Padre! Si figliolo? Voglio ucciderti! Madre, Voglio…) la parola finale era “possederti”, ma fu censurata per comprensibili motivi.
Come non notare ancora quella netta opposizione del Sole in casa 10° con Marte ed Urano in casa 4° , asse legato proprio alle simbologie di madre e padre?
E il fatto curioso è che Jim Morrison, nelle interviste, non volle mai riconoscere i suoi genitori, arrivando addirittura a smentire la loro esistenza, raccontando che erano periti in un incidente stradale (Luna in casa 3° quadrata a Plutone!) e tagliando definitivamente tutti i rapporti, soprattutto con il padre. E altrimenti non poteva essere, con il suo Urano (= tagli netti) rettore di Ascendente e congiunto a Marte in casa 4°.

Parigi e la Morte

Agli inizi del 1971 il “Re Lucertola” o altrimenti “Mister Mojo Risin”, un anagramma pasticciato del suo nome con il quale spesso amava farsi chiamare, stufo marcio dell’ambiente del rock, dei concerti deliranti, degli stupefacenti e dell’alcool, dei fans e degli stessi Doors, decise di trasferirsi definitivamente a Parigi, nella terra dei “poeti maledetti”, per dedicarsi esclusivamente alla scrittura e alle poesie.
Un Morrison dall’espressione vacua, stanca e all’improvviso stranamente matura: barba folta, sguardo serio e con le migliori intenzioni di smettere di bere e tagliare tutti i ponti con il suo passato da “rockstar”. Sintomatico in questo senso fu il suo firmarsi come scrittore con il suo nome di battesimo, James Douglas Morrison. Al suo fianco, l’unica donna che ebbe veramente amato: Pamela Courson.
Ma, come purtroppo spesso succede soprattutto agli “assetati di sensazioni”, le buone intenzioni erano destinate a rimanere senza esito. Nelle prime ore della notte del 3 Luglio 1971 Morrison trovò finalmente quello che andava cercando, quella “fine” dalla quale era ossessionato da una vita: morì stroncato da una overdose di eroina, una possibilità segnalata chiaramente da Nettuno (= droghe e farmaci) in casa 8°.
La versione ufficiale del suo decesso fu quella di un arresto cardiaco occorso improvvisamente mentre era nella vasca da bagno della sua casa di Parigi. Successivamente si scoprì che l’arresto cardiaco era stato causato da un edema polmonare acuto, e che il decesso era in realtà avvenuto in un nightclub di Parigi, il corpo successivamente trasportato da qualcuno nella sua vasca da bagno.
Nel tema di Morrison sussistono comunque alcuni segni di rischi legati all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio: la presenza di Saturno e Urano (entrambi rettori dell’Ascendente) nel segno dei Gemelli (= polmoni e bronchi) e la congiunzione dello stesso Urano con Marte (= il sangue e le crisi improvvise ed acute) spiegano il pericolo di un edema e il tutto trova poi ulteriore conferma con una Luna in casa 3° (= il respiro) lesa da Plutone ed un Mercurio (= sempre respirazione) in quadratura con Nettuno e che dispone di tutti e tre i pianeti in Gemelli.
I rischi per l’apparato cardiocircolatorio sono altrettanto palesi: Marte in opposizione al Sole (= il cuore e la circolazione), Mercurio che ha il dominio di due settori particolarmente importanti (la 5° = Vita e la 8° = i rischi di morte) che è piazzato in casa 11° e Saturno in casa 5° sono piuttosto rappresentativi in questo senso.
Ci sono dei suggerimenti interessanti in entrambe le ultime Rivoluzioni dei luminari di Jim Morrison.
Fortunatamente vi è la certezza che l’artista trascorse l’ultimo compleanno a Los Angeles perché l’8 dicembre 1970 si trovava negli studi della Elektra Records per una “session” fotografica. (Visualizza Rivoluzione Solare 1970)
La Rivoluzione solare si presenta con un Ascendente in casa 7° Radix e nel segno del Leone. A una prima osservazione, la posizione del Sole in casa 5° in trigono alla Luna in casa 9° potrebbe spiazzare lasciandoci interdetti, perché certamente non è una di quelle configurazioni che potrebbe far temere un’annata letale. Ma riflettendo con maggiore attenzione notiamo che la Luna è anche opposta ad Urano il quale, con un sestile al Sole, forma un “Punto di Talete” (2) con opposizione nell’asse 3°/9° e vertice che confluisce nel Sole in casa 5°, configurazione non delle più felici che può nascondere delle insidie e a mio avviso possiamo essere generosi in fatto di orbite, poiché il Sole è il rettore di Ascendente in questa RS. Un Sole in 5° coinvolto in questa configurazione farebbe pensare più a eccessi pericolosi che un anno soddisfacente a livello sentimentale o creativo. Assai significative sono poi la posizione della Luna in casa 9°, di Urano in casa 3° ed un campo 4° piuttosto sostenuto: il tutto sembra indicare un viaggio importante con un possibile cambio di residenza definitivo (= casa 4°), come in effetti successe in quel periodo.
L’ultima Rivoluzione Lunare prima della morte è stata viceversa eretta per Parigi, dal momento che l’artista abitava in quella città dal marzo del 1971. (Visualizza Rivoluzione Lunare 19-06-1971)
Anche in questo caso certe posizioni sono piuttosto interessanti: vediamo il Sole in casa 12°, ma le indicazioni più efficaci sembrano essere la posizione di Urano in casa 4° (come nel tema natale) e la quadratura esatta che Plutone, sempre in casa 4°, forma con il Sole e pare piuttosto chiaro il significato legato a questo settore astrologico: la “fine delle cose”, ma anche tutti i tipi di abitazione compresi i “locali” proprio come il nightclub dove Morrison si trovava quando morì.
In realtà, a proposito delle circostanze della sua morte, circolarono molte teorie e congetture e vi fu addirittura un grafico francese, Jacques Rochard, che dedicò un libro (3) all’artista americano e sostenne di averlo incontrato nel 1980 a Parigi. Lo stesso Morrison gli avrebbe poi rivelato che il tutto fu solo una messinscena per poter sfuggire alla popolarità e dedicarsi totalmente alla poesia.
E’ innegabile il fascino di questa versione dei fatti, soprattutto pensando ad un Nettuno in casa 8° come quello di Morrison, ma in realtà la morte del cantante sembra assai meno misteriosa di quello che i soliti propinatori di storie impossibili vorrebbero farci credere. Soprattutto quando nel Luglio 2007 Sam Bernett, un giornalista intimo amico dell’artista, ha pubblicato il libro “The End-Jim Morrison” dove afferma di essere stato presente al momento del decesso e di avere chiamato un dottore che constatò la morte di Morrison: ma gli spacciatori che avevano fornito l’eroina a Jim lo trasportarono già cadavere nella vasca da bagno di casa sua e uno dei gestori del locale, per evitare scandali e problemi, minacciò Bernett, intimandogli di non rivelare mai ad alcuno quello che aveva visto. Oggi il giornalista dice: “Avevo solo 26 anni nel 1971. Oggi ho superato i 60 e voglio liberarmi di questo peso. Alla fine ho detto quello che doveva essere detto.”

Quale sarà la verità? Preferisco lasciare il beneficio del dubbio, senza tralasciare però una preziosa occhiata ai transiti calcolati per l’una di notte del 3 Luglio 1971. (Visualizza transiti)
Sembra piuttosto strano, ma in effetti non danno l’impressione di transiti indicanti un decesso: abbiamo Giove in esatta quadratura a se stesso nel tema radix e pare giusto attribuirgli una certa importanza dal momento che è il governatore del segno solare. Plutone transita in casa 8° e da poco è uscito dall’orbita di una quadratura a Saturno radix in casa 5°. Anche Marte sta per entrare in opposizione al Giove natale ed Urano avanza in casa 8° nei pressi di Nettuno radix, mentre Saturno e Nettuno transitanti sono opposti nell’asse 4°/10° ma senza interessare posizioni rilevanti del tema natale, tranne sottolineare ancora una volta la possibilità di un pericolo tra le mura di uno stabile, rischio peraltro già evidente nella 4° casa del tema natale.
Non mi stupisce invece il transito esatto di Giove in congiunzione al MC Radix: l’improvvisa scomparsa di Morrison trasformò la sua fama in mito.
Jim fu sepolto nel cimitero di Pére Lachaise a Parigi. La sua tomba è stata visitata da milioni di fan e ancora oggi, nonostante la lapide originaria sia stata sostituita perché piena di graffiti dei visitatori, a quarant’anni dalla sua scomparsa si trovano sempre fiori freschi e centinaia di persone che vengono a porgere un saluto all’ ex “rockstar”. Come sempre l’esame attento delle molteplici simbologie astrologiche porta a conclusioni sorprendenti: la casa 4° è infatti anche “l’ultima dimora” ovvero la tomba e la coppia Marte/Urano in trigono a Nettuno in 8° la dice molto lunga in proposito. Così come è eloquente quella Venere maestra di 4° piazzata in 9°: essere sepolti in un paese lontano dal luogo natale.
Alla fine il “Dio Bacco” del ventesimo secolo raggiunse il suo ultimo capitolo. Morì da straniero in un paese straniero. In uno dei suoi ultimi taccuini, pochi giorni prima della morte , aveva scritto: “Nudi arriviamo / contusi ce ne andiamo / pasta nuda / per i morbidi vermi lenti là sotto.”

Tom Crisci, 16-12-2007
© tutti i dirtti riservati

(1) Jim Morrison nacque l’8 Dicembre 1943 alle ore 11,55 a Melbourne, Florida – Usa

(2) Per ulteriori chiarimenti sul Punto di Talete: “Sintesi ed interpretazione del tema Natale” di Grazia Bordoni, Ediz.Armenia(1987) ed a questo link.

(2) Si tratta di: “Vivo!” di Jacques Rochard, Edizioni Kaos

Nota:

[segue articolo: clicca sotto, su "Leggi Tutto..."]

  Sezione “Astrologia” a cura di
Emanuela Badiali
  Io sono un’astrologa, ma più che altro una studiosa di questa materia che è un’infinita ricerca per gli argomenti che abbraccia. … segue >>>

LiberaMenteServo - “IL POETA TRA DUE MONDI” JIM MORRISON




ANCHE IN OCCIDENTE… ESSERE GIOVANI NON E’ UN PRIVILEGIO

11 05 2008

 

Fonte: sabrinaparsi.it
Data non indicata sul sito originario

Anche in occidente: essere giovani non è un priviliegio

I giovani sono vittime di un mondo adulto in piena crisi “adolescenziale”…

Una società di consumi piena di contraddizioni  come la nostra -  i cui valori per definire le etiche esistenziali sono in continuo mutamento – fa dei  giovani  una specie a parte: li lusinga, li incensa, li alleva in modo passivo  per poi condannarli.Ai  giovani  –  vittime di un mondo adulto in piena crisi “adolescenziale” – non viene richiesto nulla per ottenere privilegi. Mantenuti costantemente in una condizione larvale vengono predisposti verso ogni forma di dipendenza.

Una coscienza di impotenza è  il risultato di tale processo: condizione con cui i giovani si  preparano  ad affrontare le sfide che la vita pone loro davanti.  I giovani -  alienati dal loro potere interiore (la sensazione, la creatività, l’intuizione, la volontà) e costretti a confrontarsi con una “logica” fondata  sulla competizione e sull’aggressività – vengono paradossalmente  responsabilizzati per il futuro del pianeta e dell’umanità.
Una società come la nostra -  che non sa più cogliere  la magia e la poesia dell’esistenza, dell’affettività, della spontaneità  -  è il laboratorio in cui si forgia l’umano. Allora mi rivolgo a quella società perbenista che proietta sui giovani la sua condizione inconscia di fallimento screditandoli e condannandoli ogni giorno per i loro comportamenti errati (alcol, droga, bullismo ed altre manifestazioni di disagio). “Qual’è la loro colpa se non quella di essere figli di una società tecnocratica in cui i valori più nobili dell’umanesimo sono stati rimossi?”  Ripiegarsi su sè stessi -  per l’impossibilità di adattarsi a questa società (per alcuni)  o  creare  una realtà parallela a quella esistente in cui preservare i  valori universali che favoriscano la crescita individuale (per altri) -  non è forse l’unica soluzione possibile? Cos’altro si potrebbe fare per difendersi da una società inconsapevole che soffoca ogni impulso creativo (facoltà divina insita in ognuno di noi) imponendo ogni giorno parametri di “normalità” che ci livellano al denominatore comune più basso?  I giovani rappresentano l’impulso vitale della società.  Tuttavia (come è già avvenuto in epoche passate) una società “conservatrice” -  rassegnata perché  invecchiata nell’anima, sorda ai segnali di una nuova consapevolezza più in sintonia con il cambiamento epocale -  ostacola la  canalizzazione di energie nuove in grado di arrestare il processo degenerativo di una “statica sociale”. La nostra è la società della paura, della stanchezza, dei conflitti, della nevrosi in quanto ci concentriamo sulle zone d’ombra di questa umanità.  Per migliorare la qualità della vita, cominciando proprio dai giovani, occorre un’inversione di tendenza:  porre attenzione al luminoso, al potenziale energetico che c’è in ognuno di loro (creatività, passione, coraggio). E’ dunque compito della società “adulta” guidarli consapevolmente verso un futuro non più incerto (perchè realizzato da intenti comuni)  e - per effetto di risonanza (legge naturale non integrata dalla scienza meccanicistica) - l’intero pianeta  cambierà.  Un mondo migliore è possibile se miglioriamo la qualità della vita.

Sabrina Parsi

LiberaMenteServo - ANCHE IN OCCIDENTE… ESSERE GIOVANI NON E’ UN PRIVILEGIO




Roberto Rinaldi e-books

11 05 2008

 

Ieri l’altro cena con la mia sorellina Vittoria dove ho conosciuto Roberto ed oggi ho cercato on line i suoi libri, trovati su un sito che riporto (testo e link) qui sotto. Una bellissima serata, magica in tutti i sensi!

R

Officine degli Apuli

via San Lorenzo, 4 Bologna

Questo Ristorante tipico è realmente ispirato dai sapori dei prodotti regionali pugliesi e “propone le tendenze di una cucina evolutiva nel rispetto assoluto della tradizione mediterranea”.

Alcuni dicono che, anche se può sembrare strano, il primo posto da “controllare” in un Ristorante per sapere se fidarsi è… il bagno: una sciccherìa! Oltre che pulitissimo. Un salotto più che il bagno di un locale pubblico.

All’interno di queste “officine” una penìsola fa da Sala d’Aspetto con divano, poltrone e riviste. Il locale è ampio e c’è una saletta più riservata per cene più intime. D’estate, un’ampia veranda dalla calda atmosfera permette ai fumatori di cenare senza rinunciare alla sigaretta tra una portata e l’altra. Ottimi (oltre alle pizze che abbiamo provato) i vini e i dolci. Discréti i prezzi e gentile il personale (ed i proprietari, che abbiamo conosciuto).

E’ gradita la prenotazione (051236042), info@officinedegliapuli.it

Leggi il seguito di questo post »




Buona Domenica!

11 05 2008