Il fashion design dell’energia rinnovabile

9 05 2008

 

Relight Up 360 Il design delle t-shirt punta sempre di più sulla comunicazione e sui contenuti veicolati da stampe e grafica. Promuove campagne sociali ed ecologiste, come le magliette Relight Up realizzate da Giovanni Dario Laudicina e Agostino Fiume.

Ecosostenibili e biologiche, sono realizzate con mais, soia, alghe, cotone e invitano ad una maggiore consapevolezza e rispetto per l’ambiente incoraggiando l’uso di fonti rinnovabili. Esibiscono pale eoliche che producono energia pulita, gocce d’acqua fonte di vita, provocatorie mascherine antismog.

La collezione a tiratura limitata e numerata, presentata lo scorso aprile in occasione del Fuorisalone dal laboratorio di auto produzione Isola della moda, si può acquistare direttamente sul sito del gruppo Relight, protagonista del mercato internazionale dell’energia rinnovabile con assets ditribuiti nel bacino del Mediterraneo.

Via| Undo.net

Il fashion design dell’energia rinnovabile




Alemanno: "Incontrerò gli organizzatori del Pride" - Yahoo! Notizie

9 05 2008

 

Fiorello e Marco Baldini saranno al Gay Pride. I due conduttori di ‘Viva Radio 2′ lo hanno annunciato nel corso della puntata di ieri della loro seguitissima trasmissione radiofonica, promettendo di salire su uno dei carri che sfileranno lungo il corteo nel caso in cui il nuovo cd reggiungesse la vetta della hit parade.

Dopo le dichiarazioni del nuovo sindaco di Roma, i due conduttori satirici, solidali con gli omosessuali, hanno anche esortato Gianni Alemanno ad unirsi a loro il prossimo 7 giugno. E lo hanno fatto a modo loro, cioè parafrasando le parole della famosa canzone dei Village People ‘YMCA’ “Gonne tacchi a spillo e lamé/ Piume reggiseno e gilet/ Metto tutto insieme perché/ Vado al gay pride gay pride gay pride. Scendo/ giù per strada con te/ Mano nella mano perché/ Sento tanto amore per te/ Che ti chiami Gianni Gianni”.

E il ritornello: “Alemanno tu dimmi perché/ Non possiamo sfilare io te/ Forza dai scendi giù/ Con la giacca e il tutù/ Ed il tricolore. Non lo vedi che maschio che sei/ Tu non sai quanto piaci a noi gay/ Se festeggi con noi/ Stai sicuro che poi/ Dopo ti rifai le tette”. E ancora: ”Gianni dai non dire di no/ Certo hai paura però/ Guarda se tu sfili al gay pride/ Che consensi prenderai/ Bossi sì ti spara lo so/ Silvio ti s’infuria lo so/ Fini ti direbbe di no/ Calderoli invece sviene…”.

Il primo cittadino romano non poteva certo fingere indifferenza davanti ad un invito del genere ed ha risposto, durante la diretta di oggi. “Devo capire meglio come funziona, devo parlare con gli organizzatori” ha dichiarato Alemanno al telefono con i due donduttori ai queli ha confessato, riferendosi alla loro performance di ieri, “questa me l’aspettavo”.

Il primo cittadino della Capitale non si e’ tirato indietro nemmeno quando Fiorello e Baldini gli hanno proposto di ascoltare la loro versione di ‘YNCA’. “L’ha mai sentita?”, ha chiesto Fiorello ad Alemanno, e lui, di rimando: ‘Me ne hanno parlato, ma non la ho presente…’.

Dopo l’esibizione dei due showmen, il primo cittadino di Roma ha commentato. “Siete un mito. E’ bellissima. Siete i migliori. Sdrammatizzate”. Adesso non ci resta che aspettare che Alemanno convochi l’incontro con gli organizzatori del Pride romano.

Alemanno: “Incontrerò gli organizzatori del Pride” - Yahoo! Notizie




Zucchine ripiene - Vegan Blog

9 05 2008

 

zucchine-ripiene.jpg

Metti una sera a cena a casa di amici, lei vegetariana e lui onnivoro…mmm…cosa puoi portare per far assaggiare qualcosa di semplice ma che allo stasso tempo non faccia pensare: “Oddio chissa che cosa ci propina la Vegana!!!”

La cosa più semplice del mondo: zucchine, o altre verdure a piacere, ripiene.

Ingredienti:

4 grosse zucchine
1 confezione di seitan alla griglia da 125 gr
poca panna di soia
sale q.b.
pepe q.b.
pan grattato
olio extra vergine d’ oliva

Preparazione:

Ho tagliato in 2 le zucchine e poi le ho tagliate per il lungo, in modo da ottenere 16 pezzi da farcire.Le ho cotte a vapore per circa 10 minuti, ma dipende da quando le giudicate al punto giusto.

Con un cucchiaino ho poi scavato la polpa che ho tenuto da parte a scolare, mentre tritavo finemente il seitan.

Ho amalgamato poi la polpa delle zucchine assieme al seitan, sale, pepe, panna si soia e col composto ottenuto ho farcito le zucchine.

Le ho poi passate nel pan grattato e le ho fritte in olio. Le ho messe ad asciugare su carta da cucina.

Sono piaciute parecchio!

Zucchine ripiene - Vegan Blog




Aldo Moro

9 05 2008

 

mostra_moro 

Roma, 9 maggio 2008

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deposto una corona in via Caetani, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio di Aldo Moro, il presidente della Dc, ucciso dalle Br, il cui corpo fu trovato, in questa strada, nel bagaglio di una Renault-4 rossa, 30 anni fa.
Il presidente Napolitano e’ arrivato in via Caetani alle 9,45 e si e’ soffermato in raccoglimento davanti alla lapide che ricorda quel tragico 9 maggio di trent’anni fa, quando il presidente Moro “fu freddamente ucciso con disumana ferocia da chi tentava inutilmente di impedire un programma coraggioso e lungimirante” queste le parole di Napolitano.  
Nella strada erano gia’ presenti vari esponenti politici tra cui Gerardo Bianco, Franco Pisanu, Gianfranco Rotondi, Mauro Cutrufo, Luigi Zanda, Vannino Chiti e Rosy Bindi. C’erano anche il prefetto di Roma Carlo Mosca e il questore della capitale Marcello Fulvi.
Anche Francesco Cossiga si e’ recato in Via Caetani a deporre una corona di fiori ma non ha partecipato alla commemorazione di Moro e di tutte le vittime del terrorismo al Quirinale dove e’ presente la famiglia dello statista. Cossiga assieme a Giulio Andreotti e Benigno Zaccagnini e’ considerato dalla famiglia di Moro responsabile della morte del leader democristiano e nelle lettere che Moro scrisse dalla sua prigionia accusa  Zaccagnini, Cossiga e Andreotti di non voler fare niente per salvarlo. Per questa ragione, Cossiga, che si era recato al Quirinale, informato della presenza dei Moro, ha deciso di non entrare nella sala dove e’ in corso la cerimonia.

Rai.it

 

« Le forze politiche hanno bisogno di una profonda trasformazione. La loro vita interna è sfibrata dalle mediazioni continue »
(A.Moro[1])
Bandiera italiana
Stemma Presidente della Repubblica

Presidente del
Consiglio dei Ministri

Aldo Moro
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Luogo di nascita Maglie (LE)
Data di nascita 23 settembre 1916
Luogo di morte Roma
Data di morte 9 maggio 1978 (61 anni)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione professore universitario di diritto penale
Partito politico Democrazia Cristiana
Coalizione Centro-Sinistra
Data incarico 4 dicembre 1963 - 24 giugno 1968
23 novembre 1974 - 29 luglio 1976
Predecessore Giovanni Leone
Mariano Rumor
Successore Giovanni Leone
Giulio Andreotti

Aldo Moro (Maglie, 23 settembre 1916Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana.

Venne rapito il 16 marzo 1978 ed ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista delle Brigate Rosse.

Indice

[nascondi]

Biografia

Moro era considerato un mediatore capace e particolarmente abile nella gestione e nel coordinamento politico delle cosiddette “correnti” all’interno del suo partito. Fu un convinto assertore della necessità di un centrosinistra, da raggiungersi in forma di coalizione politica. Per questa sua scelta politica fu osteggiato da più parti, pure dai conservatori presenti nelle file clericali: il 16 marzo del 1978 alla notizia del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, il Cardinal Siri a chi gli dava la notizia dirà: “Ha avuto ciò che si meritava”[citazione necessaria] (cfr. Corrado Guerzoni, “Alle otto della sera”, Radiodue RAI marzo aprile 2008 - ora su www.radio.rai.it/radio2/alleottodellasera.cfm)}.

La carriera

Aldo Moro e Amintore Fanfani, definiti i due "cavalli di razza" della Democrazia cristiana.

Aldo Moro e Amintore Fanfani, definiti i due “cavalli di razza” della Democrazia cristiana.

Nacque a Maglie, in provincia di Lecce, da genitori di origine barese. Conseguita la Maturità Classica al Liceo “Archita” di Taranto, si iscrisse presso l’Università degli studi di Bari alla Facoltà di Giurisprudenza, dove conseguì la laurea con una tesi su “La capacità giuridica penale.

Militò, assieme a Giulio Andreotti, nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana, di cui fu presidente nazionale tra il 1938 e il 1941. Dopo qualche anno di carriera accademica, fondò nel 1943 a Bari, con alcuni amici, il periodico «La Rassegna» che uscì fino al 1945, anno in cui sposò Eleonora Chiavarelli, con la quale ebbe quattro figli.

Nel 1945 diventò inoltre presidente del Movimento Laureati dell’Azione Cattolica e direttore della rivista «Studium».

Tra il 1943 ed il 1945 aveva iniziato ad interessarsi di politica ed in un primo tempo mostrò particolare attenzione alla componente della “destra” socialista, successivamente però il suo forte credo cattolico lo spinse verso il costituendo movimento democristiano. Nella DC fin da subito mostrò la sua tendenza democratico-sociale, aderendo alla componente dossettiana (in pratica la “sinistra DC”).

Nel 1946 fu vicepresidente della Democrazia Cristiana e fu eletto all’Assemblea Costituente, ove entrò a far parte della Commissione che si occupò di redigere il testo costituzionale. Eletto deputato al parlamento nelle elezioni del 1948, fu nominato sottosegretario agli esteri nel gabinetto De Gasperi.

Divenne professore ordinario di diritto penale presso l’Università di Bari e nel 1953 fu rieletto alla Camera, ove fu presidente del gruppo parlamentare democristiano. Nel 1955 fu ministro di Grazia e Giustizia nel governo Segni e l’anno dopo risultò tra i primi eletti nel consiglio nazionale del partito durante il VI congresso nazionale del partito.

Ministro della Pubblica Istruzione nei due anni successivi (governi Zoli e Fanfani), introdusse lo studio dell’educazione civica nelle scuole. Nel 1959 ebbe affidata la segreteria del partito durante il VII congresso nazionale. Nel 1963 ottenne il trasferimento all’Università di Roma, in qualità di titolare della cattedra di Istituzioni di Diritto e Procedura penale presso la Facoltà di Scienze Politiche.

Fino al 1968 ricoprì la carica di Presidente del Consiglio alla guida di governi di coalizione con il Partito Socialista Italiano, insieme agli alleati tradizionali della DC: i socialdemocratici ed i repubblicani.

Dal 1969 al 1974, assunse l’incarico di ministro degli Esteri, per divenire nuovamente presidente del consiglio fino al 1976. Nel 1975 il suo governo conclude il Trattato di Osimo, con cui si sanciva l’appartenenza della Zona B del Territorio Libero di Trieste alla Jugoslavia.

Nel 1976 fu eletto Presidente del consiglio nazionale del partito.

No al “Processo in piazza” e “Compromesso storico”

Nel 1975, il 28 agosto, Pier Paolo Pasolini lanciò un appello dalle colonne del Corriere della Sera a processare pubblicamente la DC [2].
Il 10 marzo 1977 Luigi Gui esponente democristiano, venne rinviato all’Alta Corte per lo scandalo Lockheed. La reazione di Aldo Moro fu un lungo discorso al parlamento, con cui difese l’operato della Democrazia Cristiana e dei suoi uomini pronunciando una frase che divenne famosa: “Non ci lasceremo processare in piazza“.

In seguito a questi avvenimenti fu uno dei leader politici che maggiormente prestarono attenzione al progetto del cosiddetto Compromesso storico di Enrico Berlinguer, che nell’anno precedente pubblicamente aveva fatto lo strappo con Mosca, rendendosi quindi accettabile agli occhi democristiani. Il segretario nazionale del Partito Comunista Italiano aveva infatti proposto una innovativa solidarietà politica fra i Comunisti, Socialisti e Cattolici, in un momento di profonda crisi economica, sociale e politica in Italia.

All’inizio del 1978 Moro, allora presidente della Democrazia Cristiana fu l’esponente politico più importante fra coloro che individuarono una strada percorribile per un governo di “solidarietà nazionale” che includesse anche il PCI, sia pure senza suoi ministri nella prima fase di attuazione.

Questa voce è di parte

Questa voce di politica è ritenuta non neutrale: per contribuire, partecipa alla discussione.
Motivo: dalla frase sembrerebbe che il fine ultimo di Moro fosse quello di arrivare a delle condizioni politiche in cui la DC andasse all’ opposizione. Poco credibile che un presidente di partito voglia estromettere lo stesso dal governo di una nazione Vedi anche: Progetto politica Portale politica Segnalazione di Bramfab Discorriamo 18:42, 31 mar 2008 (CEST)sezione=

A questo proposito, scrive[citazione necessaria], nel 1982, Roberto Ruffilli, che sarà ugualmente vittima delle BR dieci anni dopo Moro: “In definitiva il presidente democristiano viene a far consistere la terza fase in due tempi diversi. Il primo è quello più noto della solidarietà di tutte le forze democratiche nella condizione di una emergenza assai pericolosa per la democrazia repubblicana. Ma nel medio lungo periodo il punto fermo è l’avvento di una democrazia dell’alternanza che consenta a tutte le formazioni popolari del paese di far valere i propri progetti e i propri programmi”. Si trattava, secondo l’ interpretazione di Ruffilli, di “sbloccare” la democrazia italiana ed arrivare infine ad una vera alternanza di governo.

Il sequestro e l’uccisione

Per approfondire, vedi la voce Caso Moro.
La celebre foto del Presidente Moro sequestrato dalle BR

La celebre foto del Presidente Moro sequestrato dalle BR

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo, guidato da Giulio Andreotti, l’auto che trasportava Moro dall’abitazione alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Mario Fani da un commando delle Brigate Rosse. In pochi secondi, i terroristi ne uccisero la scorta e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

Dopo una prigionia di 55 giorni il cadavere di Aldo Moro fu ritrovato il 9 maggio nel cofano di una Renault 4 a Roma, in via Caetani, emblematicamente vicina sia [3] a Piazza del Gesù (dov’era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano).

Moro oggi

Dall’anno seguente alla sua uccisione, l’esponente della Democrazia Cristiana viene ogni anno ricordato con messaggi e cerimonie presenziate dalle cariche istituzionali. In questi anni, ad Aldo Moro sono state dedicate diverse trasmissioni televisive. Il 4 maggio 2007, il Parlamento ha votato e approvato una legge con il quale si istituisce il 9 maggio il “Giorno della memoria” in ricordo di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo.

Tra aprile e maggio 2007 è stata presentata presso la sede dell’Istituto San Giuseppe delle suore Orsoline a Terracina e presso la sede dell’associazione Forche Caudine a Roma (storico circolo dei Romani d’origine molisana), alla presenza di Agnese Moro, figlia del leader democristiano, una raccolta ragionata degli scritti giornalistici di Aldo Moro, curata dal giornalista Antonello Di Mario ed edita da Tullio Pironti.

Nella notte tra l’ 8 e il 9 giugno 2007, giorni della visita del Presidente degli USA George W. Bush in Italia, la lapide di via Fani che ricorda il rapimento di Aldo Moro e le cinque persone della scorta uccise, è stata profanata con la scritta “Bush uguale a Moro”. Le più alte cariche istituzionali, personalità politiche e rappresentanti della società civile si sono dette indignate per quello che ritengono un atto vile.

Il giorno della domenica delle Palme del 2008, 16 marzo, a trenta anni esatti dal suo rapimento, il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro nell’omelia pasquale ha espressamente chiesto che si avvii un processo di canonizzazione per Aldo Moro: “uomo di infinita misericordia, che perdonò tutti”. La notizia è stata riportata dalla stampa locale: www.ecodicaserta.it, o da quella nazionale come il settimanale L’Espresso.

Opere su Aldo Moro

Filmografia

Teatro

Bibliografia

  • Aldo Moro, La democrazia cristiana per il governo del paese e lo sviluppo democratico nella società italiana, 1962

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Taralli - Vegan Blog

9 05 2008

 

Ho sempre adorato questi fragranti biscottini salati ma non mi ero mai cimentata a farli in casa.
Ieri invece , per caso, mi sono trovata fra le mani la ricetta e…sono semplicissimi da fare,pochi ingredienti e nessun grasso animale e il gusto è proprio uguale agli originali che ho sempre comprato.

Ingredienti:

500 g farina
15 g sale
150 ml vino bianco secco
125 ml olio d’oliva

Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, comprire con un panno e lasciar riposare per 20 minuti.
Ricavare dalla pasta dei bastoncini di circa un cm di diametro e chiuderli ad anello sovrepponendo bene le estremità.
Portare ad ebollizione dell’acqua salata ed immergervi i taralli ,8-10 per volta.
Appena vengono a galla toglierli dalla pentola e porli qualche minuto su di un panno ad asciugare.
Metterli in una teglia oliata e cuocerli in forno caldo, a 200° ,per circa 30/40 minuti.

I taralli si prestano ad essere aromatizzati.
Io ho diviso l’impasto in tre parti e ho aggiunto ad ogni panetto rispettivamente peperoncino dolce, cumino e sesamo.

Taralli - Vegan Blog




Aspirina a basso prezzo in arrivo alla Coop

9 05 2008

 

La liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, inizia a dare i suoi frutti. Il colosso Coop mette in vendita nei suoi corner della salute, la prima aspirina prodotta da sè. Si tratta della stessa molecola dell’ aspirina con aggiunta di vitamina C. Quantita, composizione e assunzione fanno assomigliare l’aspirina Coop alla famosa Vivin C, tranne che per il prezzo: 2 euro contro sei.

Personalmente sono favorevole con convinzione alla vendita dei farmaci da banco al supermercato. Mi vanto di avere il primo scontrino in Italia di corner farmaceutico, fatto il primo giorno che la liberalizzazione si concretizzò in Toscana. La soluzione italiana di garantire comunque la presenza del farmacista mi sembra la migliore in Europa. Infatti in diversi stati europei, molti farmaci si vendono tra i dentifrici. Voi che ne pensate?

Via | Repubblica

Foto | Flickr

Aspirina a basso prezzo in arrivo alla Coop




Tisana di assenzio

9 05 2008

 

Tisana di assenzio per alterazioni della flora intestinale: Nell’intestino sono presenti numerosi batteri che stimolano la digestione. Se essi sono in quantità troppo bassa o subentrano batteri nocivi si innescano processi fermentativi che provocano nausea oppure dissenteria, stipsi e alitosi. In questi casi la tisana di assenzio purifica e irrobustisce l’intestino. Berne 1 tazza grande 3 volte al giorno.

Tisana di assenzio contro i disturbi mestruali La tisana di assenzio aiuta, stimola e regolarizza il ciclo e allo stesso tempo lenisce I dolori mestruali. Berne 1 tazza 3 volte  al giorno.

Frizioni con la tintura di assenzio contro dolori ai muscoli, strappi o gambe stanche sono d’aiuto frizioni con la tintura di assenzio. In un contenitore scuro versare 50 g di assenzio essiccato e 200 ml di alcol al 60%, lasciare macerare per 2 settimane scuotendo una volta al giorno, poi filtrare. Massaggiatre con la tintura le parti interessate 2-3 volte al giorno.

Tisana di assenzio




IL DILEMMA…

9 05 2008

 

—-Messaggio originale—-
Da: ester_oscar@alice.it
Data: 8-mag-2008 8.17
A: “Ondedamore”
Ogg: [ondedamore]


  IL DILEMMA

  A ridere si rischia di apparire pazzi.
  A piangere si rischia di apparire sentimentali.
  A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
  A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
  A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
  Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
  A continuare, pur con pronostici sfavorevoli,
  si rischia la sconfitta.

  Ma bisogna saper correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla. Quelli che non rischiano nulla non fanno nulla, non hanno nulla, non sono nulla. E’ possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
  Solo chi rischia è libero.

LiberaMenteServo - IL DILEMMA…




Kataweb | Libri

9 05 2008

 

Il male di vivere spiegato via e-mail

di Stefano Giovanardi

Èuna raccolta di e-mail, quella che il trentenne esordiente Francesco Ceccamea consegna alle stampe in Silenzi vietati: e-mail senza risposta, lunghe o lunghissime, tutte con uno stesso destinatario, che è poi Massimo Onofri, noto critico militante nonché professore all’Università di Sassari. Prima di divenire tale, però, Onofri aveva insegnato italiano in un istituto tecnico commerciale di Vetralla, in provincia di Viterbo, dove aveva avuto fra i suoi alunni proprio Ceccamea. Il quale ora gli riversa addosso uno stralunato monologo sul suo provinciale male di vivere, tanto logorroico quanto spesso esilarante, tanto in apparenza svagato quanto pronto a vivisezionare con estrema lucidità pulsioni, complessi e stati d’animo.

Il Moloch dello scrivente è la sua astinenza sessuale, dovuta a una patologica timidezza nei confronti dell’altro sesso e a una diabolica capacità di procurare alibi razionali alla sua inscalfibile inazione. A niente vale la frequentazione di un improbabile psicologo molto più a suo agio nei panni di un segretario galante (e dettagliatissimi resoconti delle sedute vengono ammanniti all’incolpevole Onofri), a niente il tentativo tragicomico di penetrare nei recessi dei nodi psichici indotti dalla famiglia e dall’ambiente.

Il romanzo epistolare si apre e si chiude sulla stessa desolata situazione, senza alcun progresso o evento anche minimo che possa almeno in parte mutarla. Ma la propagazione secondo cerchi concentrici sempre più ampi dei monologhi di Ceccamea svela a poco a poco un’infinità di rivoli narrativi, sostenuti da un’implacabile autoironia e da un risentito sarcasmo nei confronti di una provincia tanto miope e incosciente e insopportabile, quanto in definitiva impossibile da abbandonare. Un esordio molto promettente, al di là di qualche lungaggine e qualche battuta troppo facile, soprattutto per la freschezza e la duttilità della scrittura.

Kataweb | Libri




COMUNICATO STAMPA FEDERBIO DEL 23.04.2008: REGIONI INADEMPIENTI SUI BANDI

9 05 2008

 

Articoli Utenti

—– Original Message —–

From: francesca colella

Sent: Sunday, May 04, 2008 4:52 PM

COMUNICATO STAMPA

Sviluppo rurale: Carnemolla (FederBio) - “Regioni inadempienti sui bandi dello sviluppo rurale per l’agricoltura biologica”.


23/04/08 – “All’apertura dei bandi regionali dei nuovi PSR la situazione del sostegno all’agricoltura biologica si presenta del tutto frammentata e contraddittoria, in violazione delle regole europee e in totale contraddizione con le troppe chiacchiere sul sostegno al settore” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, annunciando di aver inviato nei giorni scorsi un’ennesima lettera al Ministro De Castro, agli Assessori regionali all’agricoltura e alla Commissione europea.

“Oltre alle ingiustificate differenze nelle misure e nei premi attivati ora che il quadro si sta completando con i piani operativi di asse e di misura e con l’uscita dei primi bandi la situazione appare semplicemente folle” ha proseguito Carnemolla. “Che il sistema Stato Regioni non sia stato in grado di trovare nemmeno un assetto minimo e comune di strumenti per il sostegno e lo sviluppo di un settore che conta appena 50.000 imprese e che ha regole e certificazione unici a livello europeo e nazionale la dice lunga sulla stato della collaborazione istituzionale in materia di sviluppo rurale” sostiene il Presidente di FederBio. “Le regioni che non hanno aperto i bandi per la misura agricoltura biologica anche per l’anno 2007 hanno tempo fino a maggio per farlo e vigileremo perché questo avvenga, dato che la misura è l’unica che ha un sistema di certificazione in grado di attestare l’effettivo rispetto delle prescrizioni anche per l’anno passato. Abbiamo inoltre reiterato la richiesta di una immediata azione di concertazione a livello nazionale, anche attraverso INEA e la rete dello sviluppo rurale. Se sarà necessario e se i  nostri appelli continueranno ad essere ignorati siamo intenzionati a rivolgerci direttamente alla Commissione europea e a valutare azioni legali a tutela dei diritti delle imprese del nostro settore e dell’interesse collettivo. Inutile celebrare la giornata mondiale della Terra se poi all’atto pratico non si fa nulla per cambiare rotta e incentivare l’agricoltura veramente sostenibile e durevole” ha concluso Carnemolla.
ARTICOLI CORRELATI:

1) QUESTA E’ LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE, E LA BATTAGLIA DI TUTTE LE MADRI
2) MONSANTO: IL DOCUMENTARIO (SCOMODO) PARTITO DAL WEB

LiberaMenteServo - COMUNICATO STAMPA FEDERBIO DEL 23.04.2008: REGIONI INADEMPIENTI SUI BANDI




MONSANTO: IL DOCUMENTARIO (SCOMODO) PARTITO DAL WEB

9 05 2008

 

Fonte: Panorama.it
Joshua Massarenti
  Giovedì 10 Aprile 2008  alle 18:12
  [Marie-Monique Robin]
Monsanto: il documentario (scomodo)
partito dal web.
Video YouTube
  Durata: 03′:19″ - Inserito: 26.2.2008
“Dieci anni fa non avrei mai potuto fare questo documentario. Oggi con Internet invece è stato possibile. Questo dimostra che un’inchiesta solida è ormai alla portata di tutti”. O quasi. Basta avere vent’anni di esperienza nel giornalismo d’inchiesta, un solido produttore alle spalle e avvocati agguerriti in grado di parare qualsiasi colpo inferto dal nemico.

Tutti parametri che Marie-Monique Robin possiede. Molti suoi colleghi pensarono che la sua carriera di giornalista freelance avesse raggiunto l’apice nel 1995 con l’assegnazione del prestigioso Prix Albert Londres (il Pulitzer d’oltralpe) per un suo documentario sul traffico d’organi (Voleurs d’yeux), ma ora dovranno fare i conti con la sua ultima impresa: Le monde selon Monsanto (Il mondo secondo Monsanto), un reportage estremamente discusso in Francia dopo la sua diffusione sul canale televisivo Arte l’11 marzo scorso. In poco meno di due ore, l’inchiesta di Marie Robin riassume tre anni di indagini sulla Monsanto, primo produttore mondiale di sementi convenzionali e di organismi geneticamente modificati (Ogm). Un colosso dell’industria agrochimica (i suoi guadagni per il 2007 ammontano a 723,5 milioni di euro, +107% rispetto al 2006), spesso al centro delle polemiche che condizionano il dibattito attorno agli Ogm.
“Intendiamoci, il mio documentario non è contro gli organismi geneticamente modificati” spiega l’autrice a Panorama.it “anche se ormai sono convinta che sul lungo termine rischiano di distruggere la biodiversità. Il mio film è soprattutto il ritratto di un’azienda leader degli ogm: mi interessava capire in quale misura il suo passato illumina le sue pratiche attuali”.
Qualche esempio?

Ce ne sono tanti. Prendiamo i PCB, quei derivati chimici clorati che per cinquant’anni serviranno da liquido refrigerante nei trasformatori elettrici. Sin dal 1937, i leader di Monsanto sapevano che i PCB rappresentavano un rischio grave per la salute umana, ma non hanno fatto nulla finché nel 1977 non fu comprovata la loro alta tossicità. Ad Anniston (Alabama), la città dove la Monsanto produceva i PCB, 3.517 persone, in stragrande maggioranza nera, hanno trascinato in tribunale l’azienda perché vittime di un cancro o di un ritardo di crescita. Vinceranno la loro causa. Ora, i quarant’anni di silenzio della Monsanto sui TBC devono farci riflettere sui presunti effetti positivi di altri prodotti messi sul mercato dalla medesima compagnia. Già alla fine degli anni ’90, il ministro della Giustizia degli Stati Uniti aveva vietato alla Monsanto di spacciare il fertilizzante Roundup, per un prodotto biodegradabile e non tossico.

Qual è il ruolo di Internet nella realizzazione di questo documentario?
Tutto il film ruota attorno a Internet e al materiale incredibile raccolto on line. E il mio lavoro ha prodotto a sua volta un effetto a cascata. Da marzo scorso, oltre al mio blog ne sono stati creati altri 500 dedicati al documentario.

Alcuni accusano Internet di offrire una quantità eccessiva di informazioni, spesso poco credibili. Al contrario nel suo documentario la Rete occupa un ruolo centrale. Come giustifica questo atto di fiducia?

L’atto di fiducia è nato in seguito alle scoperte incredibili realizzate su Internet e che mi hanno consentito di costruire per la prima volta nella mia carriera giornalistica un’inchiesta con informazioni raccolte a partire dalla Rete. Solitamente questo genere di documentari costringe il regista a effettuare sopraluoghi o girare interviste per poi passare alla realizzazione vera e propria. Nel caso di Monsanto è accaduto il contrario. La scelta dei miei viaggi è sempre stata dettata dai risultati raggiunti durante la fase di ricerca su Internet. Non appena raccoglievo materiale in sufficienza, mi recavo all’estero per una verifica sul terreno. Il film è il risultato di tre anni di inchiesta trascorsi tra il mio domicilio e tre continenti.

Un conto è raccogliere documenti, ben altro impegno è quello di trovare il bandolo della matassa…

Il caso Monsanto assomiglia a un puzzle: assemblare i pezzi non è stato facile. Capisco che l’impegno non sia a portata di tutti, ma sono una giornalista e questo sforzo è parte integrante del mio lavoro. Anzi, è quella decisiva. Anche perché su Internet si trova di tutto: dai documenti giornalistici e scientifici più grotteschi a quelli più subdoli, votati a ingannare il cittadino con teorie in apparenza credibili ma che alla luce di analisi razionali non reggono il passo della scienza. Viceversa, era mio scrupolo verificare molto accuratamente le accuse o i sospetti formulati contro la multinazionale. La complessità e la sensibilità del caso Monsanto si misurano con gli avvocati che ho dovuto arruolare per rendere il mio film inattaccabile sul piano giuridico.
È stata la sua prima volta davanti alle telecamere

In tutti i miei film, sono sempre rimasta dietro l’obiettivo. Due sono state le ragioni principali che mi hanno spinto questa volta a mostrarmi alla telecamera: la prima, vedendomi navigare sulla Rete, volevo convincere il telespettatore che ciò che stavo facendo lo poteva fare anche lui. Nel contempo, le sequenze che riprendono la mia navigazione sui siti mi consentono oggi di proteggermi da futuri processi. Infatti il documentario riposa interamente su ricerche altrui trovate sulla Rete e verificate sul campo. È il caso del “principio sostanziale di equivalenza” e delle dichiarazioni cruciali riportate nel documentario da James Maryanski, l’ex coordinatore per la biotecnologia della Food and Drug Administration (Fda), riguardo il periodo in cui gli ogm furono regolamentati negli Stati Uniti.

Il suo film ha 828.000 link di riferimento su google.fr oltre a registrare visite record sul sito di Arte. Un fenomeno senza precedenti ampliato dalla discussione in Francia sulla nuova legge per gli ogm.
Quali le reazioni della Monsanto?

Ufficialmente è prevalso il no comment. Ma ironia del destino, Monsanto France si starebbe muovendo su Internet e guarda caso mai in maniera frontale. Poche settimane fa, un giardiniere che utilizza il Roundup, l’erbicida più venduto al mondo, mi ha mandato una mail in cui mi racconta di aver ricevuto da Monsanto una lettera in cui si precisa che, nonostante le informazioni diffuse nel mio documentario, il Roundup rimane un prodotto sicuro. Altro esempio, nel mio blog ci sono pseudonimi tipo Gatacca che non cessano di mettere in dubbio il mio lavoro. Presto ho scoperto che si trattava di persone che passano le loro giornate a frequentare forum per difendere alcune multinazionali del settore. Infine il caso più eclatante riguarda l’Afis, l’associazione francese per l’informazione scientifica da cui ho subito una vera e propria campagna diffamatoria. Due settimane fa uno dei membri del consiglio di amministrazione della Fis si è dimesso denunciando l’influenza della Monsanto sull’associazione!
Che ruolo spetta ai politici?
Proteggere la salute pubblica. Ma non è facile.
Da anni negli Stati Uniti la Monsanto gode di appoggi preziosissimi nell’organo di controllo per la sicurezza degli alimenti e dei farmaci (Fda) oppure presso il ministero dell’Agricoltura. Questo grazie a un sistema ben rodato chiamato “revolving doors” per cui funzionari pubblici vanno ad occupare posti importanti nel privato con l’incarico di seguire vicende delicate come gli ogm che gestivano nel settore pubblico. Nemmeno l’Europa è al riparo di questo gioco delle sedie. L’80% dei membri che compongono l’EFSA, il comitato scientifico incaricato di consigliare l’Ue prima dell’autorizzazione dell’introduzione sul mercato degli Ogm, lavora sotto contratto con aziende di biotecnologie come Monsanto, Aventis o Bayer. La stessa commistione tra scienza, politica e affari si è verificata in Francia. Basta leggere in questi giorni gli articoli dedicati al progetto di legge sugli Ogm. Un parlamentare della maggioranza ha evocato la forza di persuasione fenomenale della Monsanto su alcuni suoi colleghi favorevoli agli Ogm.
ARTICOLI CORRELATI:
1) QUESTA E’ LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE, E LA BATTAGLIA DI TUTTE LE MADRI
2) COMUNICATO STAMPA FEDERBIO DEL 23.04.2008: REGIONI INADEMPIENTI SUI BANDI

Nota: [Segue...]
—– Original Message —–

From: Nelda Pegazzano

Sent: Monday, May 05, 2008 11:06 PM

LiberaMenteServo - MONSANTO: IL DOCUMENTARIO (SCOMODO) PARTITO DAL WEB




REPLICA A: ”MANGI CARNE? MERITI LA GALERA” - COME MANGIAMO

9 05 2008

 

Fonte: Vegetariani.it
  AVI Associazione Vegetariana Italiana,
  Via XXV Aprile, 41
  20026 Novate Milanese (Mi)
  ccp n. 17124207

Il professor Bruno Fedi scrive al direttore di Libero in risposta all’articolo/recensione [Mangi carne? Meriti la galera] uscito il 22 febbraio scorso del libro di Peter Singer “Come mangiamo
3 marzo 2008 - Prof. Dott. Bruno Fedi
(Docente di Urologia già Primario anatomopatologo).

Gentile Direttore, è comparsa su “Libero”, il 22 c.m., una recensione al libro di Peter Singer: “Come mangiamo”. L’autore della recensione, riferisce quanto esposto dal libro, non confutandolo, ma svillaneggiandolo e, così facendo, svillaneggia tutti i vegetariani, gli animalisti, gli ecologisti, gli antispecisti. Io mi sento personalmente insultato ed ho diritto di replica.

L’autore dell’articolo critica frasi che attribuisce a Peter Singer, ma ammette che nel libro non ci sono. Se non ci sono, come possono essere usate per ridicolizzare il libro, il suo autore, gli animalisti ecc., senza commettere un falso evidente? Come se non bastasse, l’autore dell’articolo, dichiara che quanto Singer ha scritto è: “Un esempio della follia a cui possono arrivare le teorie antispeciste, che sfociano nella sperimentazione eugenetica e nello sterminio abortivo”. Questo è un insulto, non una confutazione.
Le teorie antispeciste, si oppongono all’antropocentrismo, ad un’idea infondata, anche se rassicurante per l’uomo. Pensare che l’uomo abbia, nei confronti degli altri animali, una superiorità incolmabile, è un’assurdità, contraddetta dalle osservazioni scientifiche. L’evoluzione può cambiare la situazione attuale. Così come abbiamo superato il sessismo e concesso che anche le donne avessero l’anima (Concilio di Trento), così come abbiamo definitivamente superato il razzismo (dopo la fine della seconda guerra mondiale), altrettanto oggi dobbiamo renderci conto che la superiorità intellettuale attuale dell’uomo, sugli altri animali, non rappresenta un limite invalicabile e comunque non può in alcun modo dare diritto all’uomo stesso di comportarsi con crudeltà verso di loro. Gli antispecisti si sono semplicemente resi conto che l’uomo non è la “misura di tutte le cose” e, tanto meno, sarà così per l’eternità. Chi dice questo, si arroga il potere di predire il futuro. L’esperienza del passato ci ha mostrato che queste previsioni del futuro sono state sempre clamorosamente sbagliate. Gli antispecisti si oppongono alla crudeltà contro gli altri animali e si oppongono al “principio del più forte”, cioè alla violenza contro i “diversi”. I vegetariani ed i vegani, dal punto di vista etico, dichiarano che uccidere un animale per mangiarlo infligge sofferenze atroci, come è evidente a tutti. Quest’atto, cioè mangiare gli animali, non è necessario, perché gli aminoacidi contenuti nella carne sono contenuti anche nei vegetali ed in altri alimenti. Anzi, alcuni alimenti, ne contengono di più. Dunque, nessun danno, come affermano tutti i nutrizionisti, viene all’uomo da una alimentazione vegetariana; anzi, alcune malattie sono più rare (arteriosclerosi e tumori) e la vita media si allunga.
Gli ecologisti dichiarano che per produrre un chilogrammo di carne ci vogliono sette chilogrammi di cereali, un metro cubo di acqua, o anche molto più, e una grande quantità di energia. Una superficie agricola che nutrirebbe 25 vegetariani, può nutrire un solo carnivoro. Dunque uccidere, in Italia, 4,5 milioni di buoi; 8 milioni di pecore, 12 milioni e mezzo di maiali; 50 milioni di polli e conigli, non è solo una crudeltà, ma uno spreco di acqua, di energia, di territorio, di antibiotici, di ormoni ecc.. Uccidere da 15 a 50 miliardi (secondo le stime) di animali, ogni anno, al mondo, provoca anche una riduzione delle foreste, un aumento del metano e del Co2 nell’atmosfera, dunque è determinante l’effetto serra, ancor più gravemente della produzione industriale. Evidentemente, decidere come mangiare, non è solo una questione etica, come dice l’articolista sfottendo, ma è una questione pratica di sopravvivenza della specie umana, che l’autore dell’articolo ignora, o ritiene trascurabile. Se l’umanità passasse al vegetarismo, ci sarebbero cibo e acqua per tutti, oltre a minore inquinamento.
L’ultimo aspetto toccato dall’articolista, per insultare chi non pensa come lui, è la sperimentazione scientifica. Questa, non si può fare sugli altri animali, come hanno dichiarato il Brit Med Jou, l’Am Reac Ag, Sapere, ecc. ecc., cioè moltissimi scienziati di primo piano e non alcuni “filosofetti”. La ricerca su animali, non si può fare, perché essi hanno una genetica diversa dall’uomo, dunque danno risposte diverse. Per sapere se quanto si è osservato nelle ricerche su animali, sia o no giusto, è necessario ripetere la ricerca sull’uomo. Quando, del tutto casualmente, le risposte sembrano uguali (ma per saperlo bisogna ripetere l’esperimento sull’uomo!) sono diverse quantitativamente; cioè le dosi efficaci, o dannose sono diverse negli uomini e negli altri animali. Di questi fatti, non trascurabili, l’articolista non sembra preoccuparsi.
Questi sono i fatti dal punto di vista scientifico. Dal punto di vista filosofico risponderà qualcuno più esperto di me: L. Lombardi Vallauri, L. Battaglia, o altri, non certo filosofetti.
Se posso esprimere un’opinione, penso che l’autore dell’articolo si sia preoccupato soprattutto di riaffermare la pretesa superiorità assoluta dell’uomo, cercando di impaurire tutti coloro che conoscono poco questi argomenti e che sono ovviamente la maggioranza. Questa è una ricerca di consenso, una “captatio benevolenzie”, creando dei nemici immaginari (vegetariani, animalisti). Gli antispecisti, gli ecologisti ecc., sono colpevoli di sostenere un’etica meno crudele di quella applicata finora, colpevoli di volere un’etica più scientifica, colpevoli di volere un ambiente di vita meno degradato ed una produzione di cibo che non faccia morire di fame, come avviene ora, un bambino ogni sei minuti. Per questo, l’articolista li addita al pubblico disprezzo come folli che predicano la sperimentazione eugenetica e lo sterminio abortivo.
Chi predica la violenza, ottiene sempre un grande successo. Anche l’articolista, evidentemente, vuole sentirsi superiore a qualcuno, per questo, non potendo dichiararsi razzista o sessista, ha scelto antispecisti, animalisti ecc., oltre naturalmente gli altri animali.
Stia bene.


Come mangiamo

“Quello che mettiamo in tavola è solo l’ultimo anello di una catena che riguarda i diritti animali, gli interessi dei produttori, l’ambiente in cui viviamo, il destino di alcuni paesi”.

Esce oggi, in libreria, il nuovo libro di Peter Singer e Jim Mason edito da Il Saggiatore, dedicato alle conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari.

15 novembre 2007

Come mangiamo

Le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari
Autori Peter Singer e Jim Mason
Traduzione di Francesca Tondi
Casa editrice Il Saggiatore
Collana Infrarossi
384 pagine, 20,00 euro

Peter Singer è probabilmente uno dei più controversi filosofi contemporanei, sicuramente uno dei più influenti.” The New Yorker


“… un contributo fondamentale, spinoso e di grande attualità”
New York Times

“Semplice, di facile lettura e ricco di informazioni.” J. M. Coetzee

Mangiare non è un atto innocente. Scegliere quali alimenti comprare nemmeno.

Nei paesi occidentali prezzo, confezione e messaggi pubblicitari sono i fattori principali che determinano le scelte alimentari di milioni di individui. Quello che mettiamo in tavola è solo l’ultimo anello di una catena che riguarda i diritti animali, gli interessi dei produttori, l’ambiente in cui viviamo, il destino di alcuni paesi. Molte persone ignorano che banali acquisti quotidiani possono avere un impatto devastante sull’ecosistema, sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche e sul trattamento riservato agli animali negli allevamenti intensivi. Per illustrare concretamente le conseguenze etiche e sociali di tali scelte, gli autori hanno selezionato e analizzato i comportamenti di tre famiglie americane dalle abitudini alimentari molto differenti: una che si rifornisce presso un grande supermercato e frequenta abitualmente i fast food, una che acquista preferibilmente alimenti biologici e infine una che segue una dieta rigidamente vegana. Grazie a un’accurata indagine sul campo, gli autori hanno verificato la provenienza di tutti gli alimenti in questione, scontrandosi a volte con l’omertà delle multinazionali. Consapevoli del fatto che non tutti i lettori diventeranno vegetariani, offrono alcuni suggerimenti utili per scegliere prodotti che causino meno sofferenza possibile ad altri esseri viventi.

Note:
Peter Singer, fondatore dell’International Association of Bioethics, ha insegnato alle università di Oxford, New York, Colorado e California. Attualmente è professore di bioetica presso il Centro per i Valori Umani dell’Università di Princeton. Il Saggiatore ha pubblicato Ripensare la vita (1996 e 2000), La vita come si dovrebbe (2001) e Ciò che ci unisce non ha tempo (2005). Nella Net sono usciti Liberazione animale (2003) - il testo di riferimento del movimento animalista internazionale - e Scritti su una vita etica (2004). Nel 2005 la rivista Time l’ha annoverato tra le cento personalità più influenti della scena mondiale.


Jim Mason
, avvocato e ambientalista di fama mondiale, collabora con il New York Times, il New Scientist e il Newsday. In Italia è uscito Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità (2007). Insieme a Peter Singer ha pubblicato Animal Factories (1990), un classico del pensiero animalista.

LiberaMenteServo - REPLICA A: ”MANGI CARNE? MERITI LA GALERA” - COME MANGIAMO




PLANET EARTH

9 05 2008

 

—– Original Message —–

From: cristina rodella

Sent: Wednesday, May 07, 2008 5:15 PM
Video Youtube - Durata: 03′:07″
Aggiunto: 3 Maggio 2008
Da: aSecretAgent
The Secret Team has created a gift for you. This clip features our beautiful Planet Earth. As you experience this clip you will emit positive forces of energy across Planet Earth that will reach every single living thing on it. You will lift yourself, and as you lift yourself, you lift the entire world.The magnificent music was composed and graciously gifted for this clip by composer Jo Blankenburg. From The Secret to you, here is Planet Earth - our home. This clip can be downloaded at thesecret.tv

LiberaMenteServo - PLANET EARTH




22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto - 9 | Il Blog di Jacopo Fo

9 05 2008

 

9) Lotta all’illegalita’ attraverso iniziative internazionali che portino all’abolizione del segreto bancario e dei paradisi fiscali

Una banca e’ il posto che ti presta del denaro se tu puoi dimostrare di non averne bisogno
(Bob Hope)

Esiste ormai a livello mondiale un grande movimento che sostiene che solo abolendo il segreto bancario e i paradisi fiscali si potranno combattere le mafie internazionali, il terrorismo, le evasioni fiscali e le truffe speculative (vedi l’affare Enron). Oggi l’illegalita’ finanziaria internazionale e’ uno dei principali ostacoli allo sviluppo sociale ed economico e uno dei principali strumenti grazie ai quali un piccolissimo numero di super ricchi accumula fortune sempre piu’ grandi spingendo nella miseria milioni di persone.
Per commmentare questa notizia vai su:
Vai all’indice: http://www.jacopofo.com/node/4681

22 cose che la sinistra deve fare e non ha ancora fatto - 9 | Il Blog di Jacopo Fo: podcast audio mp3 - video - notizie




In che giorno della settimana siete nati?

9 05 2008

 

Lunedì
“L’influsso della Luna rende i nati del primo giorno della settimana romantici, sognatori e ricchi di interessi.
L’umore è soggetto a sbalzi improvvisi: sempre pieni di iniziative e di nuove idee, i nati di lunedì altrettanto facilmente si perdono d’animo per poi tornare alla carica dopo breve tempo.”
Martedì
“Marte, il dio della guerra, è il pianeta che influisce sui nati di questo giorno. Le guerre sono però spesso combattute in nome della scienza e dell’umanità: molti scienziati, esploratori e medici sono nati di martedì.
Introversi e generosissimi, riflessivi e saggi ma spesso molto suscettibili. I nati di martedì hanno anche la capacità di amare intensamente e se abbandonati dalla persona amata, cadranno nello sconforto più profondo.”
Mercoledì
“Mercurio il messaggero degli Dei ispira i nati del giorno a lui dedicato idee geniali e destinate a rendere fiumi di denaro.
Spesso freddi e calcolatori, i nati di questo giorno, sono portati al gioco soprattutto quello d’azzardo; ma a loro vincere o perdere interessa relativamente. Il piacere deriva infatti dalla possibilità di misurarsi con avversari all’altezza che permettano l’esercizio delle eccezionali facoltà mentali di cui sono dotati.”
Giovedì
“Giove, padre degli dei e pianeta più grande di tutto il sistema solare, dona forza e impeto ai nati di questo giorno che sanno lottare strenuamente per raggiungere il fine prefissato. Affabili e pieni di interessi, i nati di giovedì sono anche molto disponibili ad aiutare il prossimo. Affrontano qualunque ostacolo e, nella gran parte dei casi, lo superano ottenendo grandi successi.
Spesso grandi sportivi e amanti della vita sociale, fanno dell’amicizia e della compagnia valori fondamentali. La fortuna è dalla loro e contribuisce a portare successi spesso imprevisti.”
Venerdì
“Venere, il pianeta della bellezza e della sensualità plasma personalità portate per le arti e la musica. Grandi poeti e compositori sono nati in questo giorno.
I nati di venerdì sono anche attratti dal misticismo e dalle scienze esoteriche. Affascinati da astrologia e astronomia, i nati di questo giorno possono anche dedicare l’intera vita agli studi religiosi.”
Sabato
“Una grande tenacia che porta spesso a grandi risultati, negli studi e nella vita, caratterizza i nati nel giorno dedicato a Saturno. Dirigenti o capi di Stato sono spesso nati di sabato. La loro dedizione al lavoro può spesso portare a trascurare gli affetti e il lato romantico della vita.
Per fortuna, il loro fascino rende loro estremamente facile sedurre nuove prede con cui passare notti di fuoco.”
Domenica
La bontà, la serenità d’animo e una calma proverbiale caratterizza i nati di questo giorno. Essendo sinceri e altruisti, desiderano da chi vive assieme a loro lo stesso comportamento aperto e schietto.
Grandi politici per le ottime capacità diplomatiche e talvolta portati allo studio della storia dalla loro proverbiale curiosità: grandi archeologi del passato sono nati di domenica.

In che giorno della settimana siete nati?




Carciofi "arraganati" - Vegan Blog

9 05 2008

 

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I carciofi una vera delizia di stagione !!!  A gentile richiesta da parte di mio marito che ama molto questo piatto oggi l’ho preparato…. non mi ricordavo quanto  fosse saporito!!!

Ingredieni x 4 persone: 6 carciofi grandi oppure 10 più piccoli, 2 spicchi di aglio, mollica di pane tritata finemente oppure un pugno di pane grattato, un ciuffo di prezzemolo fresco, lievito in scaglie (facoltativo), olio extravergine d’oliva q.b. e sale q.b., 1 mestolo d’acqua.

Procedimento: pulire i carciofi eliminando le foglie più dure e le eventuali spine superiori, tagliarli a fette grosse e tuffarli in acqua acidulata con un po’ di succo di limone per non farli annerire. Sistemare i carciofi in una teglia, salarli, cospargerli con il trito composto da  aglio tritato, foglioline di prezzemolo sempre tritato, mollica di pane (tritata) e un pizzico di sale e a chi piace una spolverata di lievito, tutto  mescolato precedentemente… Condire poi  i carciofi in teglia con un filo di olio , aggiungere l’acqua e cuocere in forno pre-riscaldato per circa 40/50 minuti a 180°. Al termine della cottura, grigliare superiormente x 5 minuti e servire in tavola. Sono ottimi sia caldi che freddi.

Carciofi “arraganati” - Vegan Blog