Enzo Biagi intervista Osho (12/01/1986)

5 05 2008

 

ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.
OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere… ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull’intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l’idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un’idea imposta. La tua intelligenza non l’ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l’esistenza? C’è l’esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: “Ma in questo caso, chi ha creato Dio?” Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L’esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un’ingannevole manipolazione dell’innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All’università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po’ eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: “lo sono l’uomo più importante del mondo intero”.
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: “Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto”. Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: “Qual è la nazione più grande del mondo?” Tutti, ovviamente, risposero: “La Francia!” il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: “E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?” In coro risposero: “Parigi.. E la più bella!” Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: “E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?” “L’università ovviamente, il tempio della saggezza”, fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: “E quale facoltà è la più importante nell’università?” Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un’argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo… a quel punto dovettero dire: “La nostra facoltà naturalmente”. La risata finale fu fragorosa: “Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà”.
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l’inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un’integrità, una libertà dell’anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall’ignoranza, dall’infelicità, dall’angoscia. Io non ho insegnamenti. Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro. Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi, metodologie per trasformare la gente.
BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad andartene?

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designboom weblog, design related news, reviews and previews

5 05 2008

 


‘five franklin place’ overlooking new york
ben van berkel has sent in details of his first major american building which recently began construction in
new york. the new project by van berkel’s UNstudio will be located at five franklin place in downtown new york
and consist of a 20-story residential tower. the building will feature an elaborate facade consisting of overlapping
black metal bands. the design plays homage to the applied metal facades of the nearby 19th century cast iron
buildings of tribeca. the metal bands will serve as balconies for the residential units as well as forming an iconic
signature for the property. van berkel conceived of the building in 3 distinct zones, each having its own colour
and material palette. each zone was also planned to maximize natural lighting.  hold a total of 55 residences
which will sell in the the range of 2 million USD to 16 million USD when the project is complete. oddly enough the
building by the dutch architect  is set to be completed on the 400th anniversary of the first dutch settlement in
manhattan.

all images copyright archpartners 2008


‘five franklin place’ influences and imagery

‘five franklin place’ facade studies

‘five franklin place’ under construction, see more images of the construction on
curbed

‘five franklin place’ balconies hidden in the black metal bands

‘five franklin place’ residence interior

‘five franklin place’ kitchen

‘five franklin place’ bathroom

‘five franklin place’ overview

nate db 05.05.08

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claudio spoletini - roma, romberg - Exibart.com

5 05 2008

 

pubblicato lunedì 5 maggio 2008

Il romanzo di Helga Schneider Il rogo di Berlino potrebbe essere il racconto fuori campo che accompagna le tele del romano Claudio Spoletini. Perché i paesaggi riprodotti in questi ultimi lavori, che rientrano e continuano il ciclo Fabbricato in Italia avviato alcuni anni fa, paiono rappresentare l’attimo prima della catastrofe.
Grandi complessi industriali, completamente vuoti, lasciati a se stessi, sembrano essere stati appena evacuati. Il fumo continua a uscire dalle alte ciminiere, unico elemento che indica la precedente presenza dell’uomo. E pare di vedere la televisione lasciata accesa, la minestra sul fuoco, il rubinetto dell’acqua ancora aperto. Come in una rinnovata Pompei. Ovunque, in un’atmosfera di sospensione quasi onirica, nella decina di tele di diverso formato allestite nei due ambienti, regna il silenzio.
Fedelmente riportati con un voluto tratto infantile, i quadri riproducono quei complessi industriali peculiari del Nord, dove l’industria era il baricentro intorno al quale si sviluppava un articolato sistema sociale. Ecco sorgere accanto alla fabbrica, come in una sorta di ordinata ragnatela, le abitazioni degli operai, le scuole, i piccoli spacci, creando piccoli nuclei autosufficienti e autonomi in cui, nell’utopistica visione degli anni ‘30-‘50, l’operaio era il cuore di tutta la struttura. Ma in realtà veniva sempre più ingabbiato nella struttura stessa e alienato dal mondo circostante, reso un automa diviso tra casa e lavoro.
Claudio Spoletini - Fabbricato in Italia 0107 - 2007 - olio su tela - cm 200x300 - courtesy Romberg, Roma
Le fabbriche, seppur non sappiamo quali siano esattamente (a parte alcune icone dell’industrializzazione come il Lingotto di Torino), sembrano note perché rientrano perfettamente nello stereotipo impresso nell’immaginario collettivo, così come la casa tipo è quella con la porta, due finestre al primo piano e il tetto rosso a spiovente. Ma al di là dell’individuale bagaglio culturale, le fabbriche di Spoletini sono il risultato di ricerche in archivi fotografici e non frutto della fantasia.
A enfatizzare maggiormente quest’aspetto evocativo e di sospensione sono i colori. Pressoché monocrome, le tele sembrano la trasposizione pittorica di fotografie virate. Così, quei colori quasi seppia o celeste conferiscono un’apparenza spiccatamente onirica. E, come in tutti i sogni che si rispettino, in cui il paradosso diventa normalità, ecco che in queste architetture, tutte guardate dall’alto con una prospettiva a volo d’uccello, compaiono i noti giocattoli in latta, perfettamente attivi: l’aereo che vola nel cielo terso, la locomotiva su un binario morto, il furgoncino del latte senza ruote.
Claudio Spoletini - veduta parziale dell’allestimento presso Romberg, Roma 2008
Macchine azionate da chissà quale entità, ché nessuna è condotta da esseri umani. E sono gli unici elementi che hanno una resa realistica. Così, il piccolo aeroplano di latta, appeso al soffitto dell’ambiente al piano inferiore, nel suo volo paradossale, si trasforma in immagine sulla parete, per poi entrare nel quadro. Come a invitarci a entrare nel sogno di quel mondo ormai perduto.

claudio spoletini - roma, romberg - Exibart.com




sformatino di zucchine ripieno di salsa al curry - Vegan Blog

5 05 2008

 

ricetta particolarmente speziata e indianeggiante per via delle quantità esagerate di curry sciolte nella salsa..

per una porzione-sformatino serve:

una zucchina, un quarto di un sedano rapa piccolo, un porro piccolo o una cipolla, uno spicchio d’aglio, salsa di soia, un cucch. d’olio, curry(abbondate pure se no che gusto c’è!?), acqua, un cucch. di fecola di patate.

si fanno saltare in padella, nell’olio e soia, il porro e l’aglio aggiungendo poi la zucchina e la rapa grattuggiata.

il tutto va cotto per pochi minuti in modo che non diventi una pappa molle e le verdure rimangano al dente. si toglie dal fuoco e si riempie la teglietta da forno lasciando un buco in mezzo.

per la salsa: nella stessa padella si versa dell’acqua( le dosi le ho fatte a caso anche perchè è stato un pò un esperimento..)un bicchiere circa, curry quantità a piacere, meglio usare il gran masala che è particolarmente piccantino! e un cucch. di soia. la fecola invece o si scioglie con un pò d’acqua a parte o setacciandola nella padella ma mescolando sempre o si formeranno dei grumi indistricabili!

quasi finito: si versa la salsa nel tortino e si ricopre i buco con delle zuchine rimaste. il tutto si passa un attimo in forno così la salsa si addensa e le zucchine si riscaldano.fatto.

sformatino di zucchine ripieno di salsa al curry - Vegan Blog




designboom weblog, design related news, reviews and previews

5 05 2008

 


the ‘religion’ bookshelf is designed by mike and maaike and curated by john simonian. produced in a limited
edition of 50 and holding only 7 books, the bookshelf is sure to be a conversation starter. the reason why it will
do this is because the 7 books it holds happen to be the world’s most influential religious texts. insets in the
wood shelf place all the books at an even level, ‘acknowledging and celebrating their coexistence’. the shelf is
produced by blankblank who will be showing it during the upcoming ICFF in new york.
http://www.mikeandmaaike.com
http://www.blankblank.net


nate db 05.05.08

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La generosita’ appaga | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)

5 05 2008

 

Secondo uno studio statunitense pubblicato su Science, spendere per gli altri sarebbe il segreto della felicità.

Il segreto della felicità? Essere generosi. Lo sostengono Elizabeth Dunn della British Columbia University e Lara Aknin e Michael Norton dell’Università di Harvard, in uno studio appena pubblicato su Science secondo cui le persone si sentono più felici quando spendono per i loro cari o per scopi di beneficenza.

Le ricercatrici hanno esaminato un campione rappresentativo della popolazione nazionale composto da oltre 630 statunitensi, di cui il 55 per cento donne. L’indagine ha preso in considerazione diversi fattori, tra i quali il “grado di felicità” percepita dai volontari e le relazione di questo valore soggettivo con il reddito annuo, la spesa media mensile, il numero complessivo di “regali” indirizzati a se stessi e agli altri, e le donazioni di beneficenza. Ne è emerso che, indipendentemente dal reddito, le persone che spendono maggiori quantità di denaro per gli altri che per se stessi, si sentono più felici.

In un altro esperimento, le studiose hanno dato ai partecipanti 5 o 20 dollari da spendere: una metà dei volontari doveva utilizzare il denaro per sé, l’altra doveva utilizzarlo per fare regali ai cari o in beneficenza. Anche in questo caso, chi ha fatto compere per altre persone si è poi dichiarato in media più felice di chi ha potuto spendere i soldi solo per sé.

Lo studio ha anche misurato il grado di felicità dei dipendenti di una società di Boston che hanno ricevuto un premio tra i tremila e i gli ottomila dollari. Come ulteriore conferma dei precedenti risultati, i dipendenti che hanno investito questi soldi in qualcosa che non riguardasse esclusivamente loro stessi si sono dichiarati i più felici. (g.r.)

La generosita’ appaga | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita’)




Lou Lou Ghost, la celebre sedia di Starck per Kartell versione baby

5 05 2008

 


La celebre seduta Ghost, disegnata da Philippe Starck per l’azienda Kartell, è ormai un pezzo cult nella storia del design.

La versatile sedia in plastica colorata, ideale sia per interni ma adatta anche ad ambienti esterni, è stata rilanciata in una nuova versione dedicata ai più piccoli.

Lou Lou Ghost versione Baby accoglierà i bambini più esigenti e decorerà con stile ed ironia le loro camerette.

Via | pan-dan.com

Lou Lou Ghost, la celebre sedia di Starck per Kartell versione baby




Kataweb | Libri

5 05 2008

 

Il mondo in 101 racconti

di Stefano Giovanardi

Quindici anni fa, al suo fortunato esordio con Navi in bottiglia, Gabriele Romagnoli aveva espresso, in 101 raccontini di una pagina o poco più, tutto il disagio di scrivere in una situazione di difficile, se non impossibile, narrabilità del mondo. Poi, un lungo cammino di avvicinamento alla forma romanzo, culminato nel 2004 con L´Artista, in cui quella narrabilità sembrava recuperata in pieno, e anzi addirittura trionfalmente ostentata. Ci si poteva attendere, da allora in poi, un percorso finalmente pacificato, all´ombra delle certezze acquisite. E invece, ecco di nuovo 101 raccontini di una pagina o poco più, stavolta sotto il titolo Solo i treni hanno la strada segnata (Mondadori, pagg. 210, euro 15).

La coincidenza numerica e strutturale è troppo smaccata per non far pensare a un potente richiamo all´opera prima. E troppo forte la tentazione di cercare di capire non solo il perché del ritorno indietro, ma anche cosa è cambiato nello scrittore durante i quindici anni che separano i due libri. È cambiata, ad esempio, la disposizione dell´autore: se da nessuna delle Navi in bottiglia era lecito immaginare un possibile sviluppo romanzesco, qui di romanzi in nuce ce ne sono parecchi: la serie che va decrescendo da “Quattro figli” a “Nessun figlio”, o il fulminante “Vai che nevica”, o ancora “Separato”, “Ulisse” e vari altri. I personaggi che vi si affollano, infatti, hanno tutti un passato o un futuro sì inespressi, ma la cui esistenza è comunque intuibile dagli scarni indizi disseminati nei racconti, o dalla rete di relazioni che con altri personaggi si indovina istituirsi: universi iperconcentrati e quasi del tutto inesplorati, che tuttavia proprio come universi “romanzeschi” si propongono al lettore, il quale magari rimpiangerà di non avere strumenti sufficienti per decifrarli in toto.

Altri raccontini, invece, presentano situazioni bloccate e concluse, colpi di scena che si chiudono senza appello nel momento in cui si manifestano, impressioni o inquietudini o presagi legati a episodi destinati a esaurirsi in sé. In questi casi, però, si evidenzia quasi sempre un´interrogazione sul destino dei singoli, o sui capricciosi giochi del caso, o sulle trappole che la vita tende all´universale inconsapevolezza. È come se Romagnoli cercasse qui soprattutto delle definizioni morali o filosofiche, delle più alte chiavi di comprensione dell´esistenza, che forse ha persino pudore di nominare o di manifestare, ma la cui urgenza si rende comunque percepibile, nei toni di una secca malinconia, o talvolta in un giro stilistico che ha come involontariamente, distrattamente, del sapienziale. L´impressione, insomma, è questa: mentre i racconti dell´esordio sembravano i rivoli estremi e casuali sopravvissuti a una inarrestabile e velocissima desertificazione del narrabile, questi sono al contrario rivoli che partendo dalle sorgenti più lontane scorrono tutti verso uno stesso luogo, col destino di formare un fiume.

È vero che a un fiume l´autore era già arrivato nel 2004. Ma ora forse sente il bisogno di trovarne un altro, con un percorso e una portata diversi: posso immaginare che al prossimo romanzo voglia conferire un più solido spessore di pensiero; o che desideri complicarne l´intreccio, moltiplicando personaggi, storie e situazioni; o che magari aspiri a dargli un´ambientazione internazionale, vista la fantasmagoria di città e stati che i raccontini ci propongono. O forse non è vero niente, e l´autore non ha fatto altro che seguire liberamente il suo estro, le sue curiosità, le sue voglie. E anche in questo caso, visti i risultati, avrebbe fatto benissimo.

Kataweb | Libri




Il balcone dell’indipendenza « Riflessioni sul mondo. Idee per il mondo.

5 05 2008

 

copertina libro

Ecco l’ultimo libr(icin)o che ho letto: essenzialmente una mini guida all’autoproduzione sul balcone.

Marinella Correggia non delude mai.
Sintetico ma esaustivo questo libercolo che offre numerose dritte per sfruttare al massimo il balcone di casa, luogo spesso dimenticato e inutilizzato nelle nostre case o che, nei migliori dei casi, ospita gerani o altri fiori.
Perché invece non massimizzare anche questo luogo, magari per coltivare in vasi ortaggi e mini alberi da frutto, per essiccare frutti, verdure e il pane, per cuocere con il forno solare, per compostare gli scarti organici riducendo la mole di rifiuti prodotti e, infine, per fornire cibo e acqua agli uccelli in libertà?
Tutto ciò vi verrà spiegato abilmente in una quarantina di pagine, con tanto di istruzioni e disegni per costruire da soli un forno solare o una mangiatoia per uccelli.

Il balcone dell’indipendenza
di Marinella Correggia
Stampa Alternativa
2006
1 euro

Il balcone dell’indipendenza « Riflessioni sul mondo. Idee per il mondo.




Non è vero che tutto va peggio | Il Blog di Jacopo Fo

5 05 2008

 

Ed ora, per contribuire a risollevarti il morale di fronte alla prospettiva di 5 anni sotto Berlusconi eccoti un’anticipazione dal libro “Non è vero che tutto va peggio” di Michele Dotti e Jacopo Fo, edizioni Emi (Edizioni Missionarie Italiane).
I lavori iniziali per realizzare questo testo sono iniziati proprio con n laboratorio su questo blog.
E ringrazio tutti coloro che ci hanno appoggiato dandoci la spinta iniziale.
Ed è sempre grazie alla proposta sul blog che sono entrato in contatto con Michele Dotti che ha poi realizzato un mastodontico lavoro di ricerca.

Prefazione
Quante volte hai sentito dire, con aria grave: “Non se ne può più! Le cose vanno sempre peggio! Abbiamo passato ogni limite!”
Lo dice il vecchio reazionario, lo dice il moralista. Ma lo dice spesso anche l’oratore di sinistra che vuol sollevare le folle e il giovane attivista.
Per una persona che desidera un mondo migliore dire tutto va peggio vuol dire utilizzare una figura retorica efficace per strappare un moto di sdegno nell’immediato, ma a lungo termine non è una mossa intelligente.
Infatti, l’idea che in 2000 anni non si sia riusciti a migliorare la situazione ha un grande potere demotivante. Porta a pensare: “Tanto è tutto inutile, perché mi dovrei impegnare?”
Molto più motivante sarebbe dire: “Da duemila anni stiamo migliorando il mondo, dacci una mano a migliorarlo ancor di più!”.
Ma affermare che il mondo peggiora non è solo disfattista, è anche falso.
La verità infatti è che il mondo sta migliorando irrefrenabilmente da secoli.
Non ci siamo bevuti il cervello, non stiamo sostenendo che questo mondo è il migliore possibile e tutto va bene.
La situazione è intollerabile.
Le guerre e la fame uccidono ogni anno milioni di persone, la violenza e l’ingiustizia distruggono ogni possibilità di una vita degna per milioni di individui. Si tratta di una situazione insopportabile, vergognosa. Ma una volta era peggio. Era peggio 20 anni fa, 50 anni fa. Per non parlare di mille anni fa!
Questo libro ha lo scopo di mostrare proprio questo: la situazione è migliorata, sta migliorando e abbiamo molti buoni motivi per sperare che continuerà a migliorare anche in futuro.
E cercheremo di mostrarlo senza ricorrere a complicate argomentazioni filosofiche ma semplicemente portando dati statistici provenienti da centinaia di studi.
E, a proposito dei dati che citeremo è da notare che per la maggior parte sono numeri sui quali tutti gli studiosi concordano Semplicemente si tratta di numeri poco conosciuti.
L’idea che il mondo vada a rotoli, insomma, non ha nessuna prova d’appoggio. E’ una convinzione basata esclusivamente su preconcetti e sulla totale mancanza di informazione.
Complici i media, che hanno scoperto che le cattive notizie fanno vendere più delle buone nuove e che quindi ci bombardano con bordate di angoscia allo stato puro, fobie e una scelta abile e spietata degli eventi più truculenti.
Sottoposti a un simile bombardamento negativo molti si convincono che stiamo precipitando, affondando, deragliando e che non ci sono più speranze.
E questa leggenda metropolitana si salda con una molto umana illusione percettiva: per una persona che non è più giovane è facile pensare che le cose fossero migliori quando aveva tutta la vita davanti, meno chili sui fianchi o più capelli in testa.
Quando eri giovane tutto andava meglio perché non eri vecchio.
E’ facile dimenticare com’era realmente la situazione una volta. Abbiamo generalmente un ricordo gradevole dell’infanzia e della gioventù e tendiamo a dipingere quegli anni con il rosa della nostalgia.
Ma le cose stanno decisamente in un altro modo.
Il mondo è migliorato nei secoli in modo consistente e questo miglioramento ha conosciuto una stupefacente accelerazione negli ultimi 40 anni.
In alcuni casi sembra impossibile.
Quando capita, ad esempio, di discutere dell’orrore della pedofilia molti sono disposti a giurare che il fenomeno si stia espandendo in modo notevole. Come vedremo si tratta anche in questo caso di un’illusione ottica.
Molte persone sono giustamente impressionate e disgustate dall’aumento esponenziale dei casi di pedofilia riportati dai giornali. Sicuramente oggi i giornali pubblicano notizie di crimini sessuali sui bambini 100 volte di più di 50 anni fa. E sui giornali di 70 anni fa non troviamo nessuna segnalazione di tali aberrazioni.
Ma questo non vuol dire che una volta non ci fossero crimini pedofili. Semplicemente i giornali non ne parlavano: erano un argomento sconveniente e di scarso interesse.
Ma il quadro si fa ancora più chiaro se compiamo una rapida osservazione degli aspetti più negativi e vergognosi della società umana e andiamo a vedere da quanto tempo sono diventati obsoleti.
Ancora tre secoli fa eravamo dominati da una casta che gestiva il potere per diritto di nascita. Due secoli fa lo schiavismo era legale nella maggior parte del mondo. 65 anni fa le donne non avevano il diritto di voto in nessuna nazione. 50 anni fa i mariti avevano in tutto il mondo il diritto legale di picchiare la moglie e di prenderla con la forza.50 anni fa la segregazione razziale era legale negli Usa. 30 anni fa la maggioranza degli esseri umani era convinta che masturbarsi portasse alla cecita’.25 anni fa in Italia potevi uccidere tua moglie se la scoprivi a letto con un altro senza rischiare la galera.11 anni fa lo stupro in Italia era un reato contro la morale e non contro la persona nonostante sia difficile stuprare una donna senza sequestrarla e senza farle violenza.
Ma non solo alcuni degli aspetti peggiori della società sono spariti.
4000 anni fa la vita media sul pianeta era al di sotto dei 30 anni. La durata dell’esistenza umana ha continuato ad allungarsi e negli ultimi 100 anni questo aumento è stato enorme.
Ed è aumentata notevolmente anche l’aspettativa di vita nel Terzo Mondo, nonostante le guerre, le carestie, le epidemie, le rapine delle Multinazionali e la spietata corruzione dei governi.
Negli ultimi 40 anni ha continuato a diminuire perfino il numero dei morti in guerra.
Tutti gli indicatori di benessere sono migliorati in modo notevole: istruzione, disponibilità di acqua corrente ed elettricità, salari, abbandoni scolastici, numero di poveri, assistenza medica, pensioni, protezione degli orfani, dei disabili, dei malati di mente, delle minoranze.
E se guardiamo all’Italia scopriamo che da noi c’è stato un miglioramento addirittura più rapido che altrove.
In realtà la situazione in Italia 50 anni fa era pazzesca. Se realmente confrontiamo i dati quasi non riusciamo a crederci. L’Italia degli anni ’50 era in condizioni simili, per molti versi, a quelle dell’Albania o del Marocco di oggi.
A partire dal 1800 milioni di italiani sono stati costretti a emigrare. In Italia si soffriva la fame e a centinaia di migliaia morivano di denutrizione e pellagra e per la mancanza di cure e igiene.
Oggi è raro trovare un immigrato proveniente dal Terzo Mondo che non sappia leggere e scrivere. Anzi spesso ci accorgiamo che gli extracomunitari che arrivano da noi sono diplomati o laureati. I nostri immigrati erano invece in maggioranza analfabeti . E ancora negli anni ‘50 più del 10% della popolazione era analfabeta e più del 20% non aveva finito le elementari.
Se poi prendiamo in considerazione la situazione dei poveri scopriamo che a quei tempi anche da noi esistevano vere e proprie favelas con migliaia di baracche di lamiere e cartoni, niente fogne e servizi igienici. Nessuna scuola, nessun asilo, nessun poliziotto che facesse rispettare la legge.
Analizzando il livello di benessere medio scopriamo che anche qui ci sono stati cambiamenti positivi. Certo, poi siamo caduti nel consumismo ma è indiscutibile che oggi la maggioranza delle donne non siano più costrette a passare ore e ore a lavare i panni perché la lavatrice è entrata nell’uso comune. Sono decine i beni che semplificano la vita di tutti i giorni dando più tempo alle persone per occuparsi d’altro.
Cinquant’anni fa, le otto ore lavorative erano per la maggioranza dei lavoratori un obiettivo ancora da conquistare. Il sabato di riposo era un miraggio. Idem il pulmino che ti viene a prendere i bambini a casa. Nelle campagne i ragazzini andavano a scuola a piedi, a volte camminando per chilometri a piedi nudi, per non consumare le scarpe.
La percezione del livello di povertà oggi è completamente cambiata, e questo è un bene, ma se vogliamo giudicare il percorso della storia dobbiamo accorgerci che il tenore di vita di un operaio è enormemente migliore anche perché le moderne tecnologie hanno fatto crollare il prezzo di molti beni di consumo essenziali. Nel 1950 un paio di scarpe costava parecchio e il cappotto era uno status symbol. Dalle biro, agli accendini, dalle lamette da barba ai libri, alle radio, alle automobili tutto costa in proporzione molto meno e spesso la qualità è superiore.
A quei tempi, in tutto il mondo, nel suo insieme la vita sociale era molto più dura e ingiusta. Se una malattia ti lasciava infermo, se subivi un’ingiustizia o eri discriminato, avevi ben poche possibilità di trovare aiuto. Non esistevano le organizzazioni del volontariato, le associazioni in difesa di disabili, donne, bambini e persone affette da particolari malattie. Non esistevano associazioni di tutela dei malati, dei consumatori, degli omosessuali. Essere in qualche modo diverso significava affrontare il disagio e l’emarginazione in totale solitudine.
E’ degli anni ‘60 il caso Braibanti, stimato intellettuale omosessuale condannato al carcere per aver “plagiato” un ragazzo, peraltro maggiorenne. Esisteva proprio il reato di plagio. Praticamente la tua famiglia, lo psicologo e il giudice potevano decidere che l’omosessualità era una malattia e potevano condannare alla prigione chi ti aveva contagiato.
Quando si dice che tutto va peggio bisognerebbe sprecare due minuti a pensare che cosa volesse dire realmente vivere 50 anni fa.
Vorrei proprio vedere chi sarebbe disposto a far cambio e tornare a vivere allora.
Credo che sarebbe sufficiente mostrare la foto di un trapano per dentista di quei tempi per convincere chiunque a cambiare idea.

Non è vero che tutto va peggio | Il Blog di Jacopo Fo: podcast audio mp3 - video - notizie




Scusate ci siamo sbagliati. Il pianeta sara’ piu’ freddo. | Il Blog di Jacopo Fo

5 05 2008

 

E’ scattata l’ora B.
Proprio come avevano previsto gli Atzechi.
Praticamente e’ come se si fosse invertito l’asse terrestre. Il nord e’ diventato sud e viceversa. Solo che questo fenomeno non ha rovesciato gli equilibri planetari ma quelli mentali.
Siamo usciti dalla tragedia per entrare nella commedia. Da qui in avanti ci divertiremo come pazzi. I prossimi anni saranno incredibili!
Apri il giornale di oggi e sei gia’ in un altro mondo. Repubblica annuncia in un paginone che grandi scienziati e insigni studi di ricerca prevedono 10 anni di abbassamento della temperatura. Oibo’!
Ma non ci dicevano fino a ieri sera, che il clima si stava scaldando e che i prossimi dieci anni dovevano essere i piu’ caldi del millennio?
Si sono sbagliati.
Ma non dicono che si sono sbagliati.
Il riscaldamento ci sara’, pero’ dopo, intanto recupereremo 2 decimi di grado di freddo. Cioe’ piu’ dell’incremento di calore che c’e’ stato negli ultimi 20 anni.
Il fatto e’ che, come ripetiamo da tempo, la storia dell’aumento del clima e’ stata gonfiata e riportata in modo caotico e incompleto. Si preferisce parlare del clima che dell’avvelenamento di milioni di persone a causa delle sostanze tossiche disperse nell’aria. L’allarme sul clima e’ piu’ digeribile.
E poi i giornalisti quando gli parli di cose scientifiche mediamente non capiscono.
E finisce che il Nobel lo danno a Gore anche se anche lui ha fatto un po’ di confusione.
(vedi: Anche gli ecologisti raccontano bugie http://www.jacopofo.com/?q=node/51).

Scusate ci siamo sbagliati. Il pianeta sara’ piu’ freddo. | Il Blog di Jacopo Fo: podcast audio mp3 - video - notizie




MILANO - INCONTRI CON LA SALUTE

5 05 2008

 

Fonte: sviluppocultura.net
Info: 348.7224236 - www.sviluppocultura.net - info@sviluppocultura.net
MILANO, Via Argonne, 35
Spazio Cultura
VOLANTINO E INFO: QUI

INCONTRI CON LA SALUTE
Sabato 24 maggio 2008 - Dalle ore 10,30 alle ore 17,00

LiberaMenteServo - MILANO - INCONTRI CON LA SALUTE




MILANO - IL MISTERO DEL TESCHIO DEL DESTINO

5 05 2008

 

  Fonte: sviluppocultura.net
  Info: 348.7224236
www.sviluppocultura.net
info@sviluppocultura.net
CONFERENZA INTERNAZIONALE DAL TITOLO:
“IL MISTERO DEL TESCHIO DEL DESTINO”

     [Info e volantino QUI]

SABATO 5 LUGLIO 2008 - A MILANO
Per la prima volta in Italia il vero teschio trovato da Frederick Albert Mitchell-Hedges nel sito maya di Lubaantum. Relatori: Bill Homann nuovo custode del Teschio del Destino affidatogli da Anne Mitchell-Hedges scomparsa nel novembre 2007. Patricia Cori sciamana e scrittrice di fama mondiale, con la sua collezione di teschi ed Estrella : teschio in una pietra unica affidatogli dagli anziani maya del Messico. Joshua Shapiro e Desy Mozes scrittori e ricercatori, con la loro collezione di teschi.

LiberaMenteServo - MILANO - IL MISTERO DEL TESCHIO DEL DESTINO




YOGA & SALUTE: STRESS E PLASTICITA’ MENTALE

5 05 2008

 

La flessibilità mentale è agevolata dalla flessibilità del corpo, specie della schiena ed è per questo che lo Yoga ritiene indispensabile eseguire quotidiamente esercizi fisici adeguati come le asanas che riequilibrano e regolano il sistema endocrino e nervoso.

” La struttura cerebrale non è del tutto stabile, ma ha una forte capacita di essere modificata durante tutta la vita. L’apprendimento cambia i processi di integrazione che avvengono tra le varie aree cerebrali, e pertanto si creano nuovi circuiti di integrazione tra sensi, sensazioni e cognizioni . Inevitabilmente cambiamenti profondi generano stress (parola che viene da“sforzo mentale”) che viene placato da una nuova possibilità di significazione, la quale modula la risposta fisiologica al cambiamento provocata dallo stress determinando una crescita di conoscenze apprese e promuove nuove capacita intellettive che nell’ uomo sono molteplici. Pertanto notiamo come l’apprendimento sia tanto naturale nei bambini che ricercano la sua azione metabolica attiva nel sistema neuronale, allo stesso modo con cui si ricerca il cibo per saziare lo stress provocato dalla fame.

La struttura del cervello diviene più flessibile con l’apprendimento qualora quest’ultimo persegua un processo fisiologico equilibrato e progressivo nel rispetto delle possibilità personali di adattamento biologico del cervello allo stress. Va notato che in particolare in un contesto di forte mutabilità storico-sociale, la rottura di questi equilibri può avvenire proprio quando si oppone una resistenza cognitiva al cambiamento, così che la tensione mentale causata dallo stress aumenta ogni qual volta che, come suggeriva Galilei, si voglia inopportunamente interpretare con rigide ed obsolete e conservative concezioni, il necessario mutamento interpretativo dei fatti e degli eventi nei quali siamo immersi nel procedere della nostra vita.

Un livello sempre più elevato di stress si trasforma gradualmente, ma inesorabilmente in “angoscia”, che si affaccia allora sinuosamente nel nostro sistema inconscio e tende a scolpire il cervello in modo rigido e permanente, incapace di sopportare ulteriori approcci di apprendimento flessibile, che se acquisiti generano tranquillità e danno sviluppo ad un naturale atteggiamento creativo. ”

“Cibo per la mente ”

Data articolo: aprile 2008

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA”

– University of Florence Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE

– Italy Phone: +39 055-288754 Fax: +39 055-2756702 Mobil +39 335-6760004

E-mail: LRE@UNIFI.IT E-mail: manzelli@invisibilmente.it

Università degli Studi di Firenze

YOGA & SALUTE: STRESS E PLASTICITA’ MENTALE