Nel 2008 ricorre il 60esimo anniversario della dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu il 10 Dicembre del 1948, è il primo atto internazionale contenente, nei suoi trenta articoli, un elenco organico di diritti fondamentali.
Questa dichiarazione universale è un documento di straordinaria importanza che parla della dignità e del valore di ogni persona e definisce con parole chiare e semplici i lori diritti.
Vediamo insieme alcune parti.
Dichiarazione universale dei diritti umani
Il 10 Dicembre 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal uopo, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali della Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue gli fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.
L’Assemblea Generale proclamò la dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiugersi da tutti i popoli e da tutte le nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo riconoscimneto e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto tra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.
Vediamo alcuni articoli:
Art. 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Art. 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Art. 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Art. 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Art. 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto alla tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
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Ho citato solo i primi 5 articoli perchè sono tra i piu importanti secondo me. In totale sono 30 e sono diritti economici, sociali e culturali.
Sono diritti individuali, universali e indivisibili.
Ogni bambino, ogni anziano, ogni uomo o donna, ogni persona ha gli stessi diritti enunciati nella Dichiarazione.
Soffermiamoci a capire cosa è una persona innanzi tutto e da lì potremo applicare questi diritti in maniera veramente universale e indivisibile.
Una persona è un individuo che nasce, che cresce, che si riproduce, che invecchia, che si ammala, che muore.
Una persona è un individuo che vive quindi.
Nei tempi Vedici si intendeva per persona ogni cittadino e un cittadino era un abitante del posto e come tale aveva i diritti di protezione e di tutela da parte del re o dei governanti.
Gli animali erano considerati quindi praja (abitanti) e come tali venivano trattati.
Infatti, se ampliamo la nostra visione dal concetto di individuo visto solo come essere umano al concetto di individuo visto come essere vivente, non avremo problemi ad applicare veramente in maniera universale questa Dichiarizione di diritti.
In questa maniera potremo ben applicare per esempio, il reale concetto di fratellanza enunciato nell’articolo numero 1, eliminando così anche gli ultimi residui di “distinzione”, enunciati nell’articolo 2.
Avanzeremo quindi oltre le distinzioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica, di ricchezza, di nascita, per andare oltre, a una visione che va addirittura al di là del corpo umano.
Una visione che trascende queste designazioni per andare a conservare i diritti della vita di tutti i corpi e non solo di quella dei corpi umani.
Quella vita enunciata nell’articolo 3 che dichiara che TUTTI ne hanno il diritto, insieme alla libertà e alla sicurezza.
Che dire dell’articolo 4 e dell’articolo 5? che dichiarano che nessun individuo deve essere tenuto in servitù, torturato, maltrattato……….pensiamo un attimo alla vivisezione, ai macelli, alle corride, alle pellicce, alla caccia, alle gare tra galli, tra cani………..
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