Quando arrivarono gli Hare Krishna

23 04 2008


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www.ClaudioRocchi.com/homepage.html

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Gli Hare Krishna sbarcano in Italia! La storia dei primi anni, in sette parti.

Dagli archivi Rai e Canale5.

 




Helga Schneider news

23 04 2008

 

MareDiLibri, Rimini 20-21-22 giugno

È nato MARE DI LIBRI, il primo festival letteratura dedicato agli adolescenti.

Gli ospiti che, finora, hanno confermato la loro presenza alla prima edizione di Mare di Libri sono:

Alessandro Baronciani, Marta Barone, Robin Benway, Aidan Chambers, Andrea Cotti, Silvana De Mari, Dorotea De Spirito, Loredana Frescura, Paolo Giordano, Randa Ghazy, Francesco Gungui, Jyoti e Suresh Guptara, Valerio Massimo Manfredi, Luisa Mattia, Marie-Aude Murail, Helga Schneider, Mattia Signorini, Marco Tomatis, Licia Troisi, Pina Varriale

Fiera di Torino, 11 maggio

Fiera Internazionale del Libro di Torino - dal 08/05/2008 al 12/05/2008 11 maggio ore 15.30 - Spazio incontri Book: Helga Schneider presenta il suo libro “Heike riprende a respirare” Editore Salani

Savigno, 6 maggio

06/05/2008, 10.30, Savigno, Biblioteca Presentazione di Heike riprende a respirare di Helga Schneider Salani Editore

Helga Schneider news




IN VIAGGIO CON ALICE - BORNATE SESIA (VC), 17.5.2008

23 04 2008

 

Info: Fulvio Boca
Email: fulvio.boca@alice.it
Cell.: 328.1503456
Cell.: 347.2572003
Cena Indiana: 25,00 euro
Incasso devoluto a: aliceproject.org
Prenotazioni: entro il 12 maggio 08
[Progetto Alice]


[
Locandina QUI ]
[Progetto Alice]

“BHARATANATYAM”
La danza “BHARATANATYAM” è uno dei gioielli della cultura indiana, in questo caso del Sud dell’India. E’ una sintesi tra varie discipline artistiche: danza, teatro, poesia, ritmo e musica, sorta di preghiera in movimento, il “Bharatanatyam” raffigura il gioco degli dei e la loro interazione con il mondo umano, esprimendo al contempo i nove sentimenti fondamentali dell’anima: l’amore, la gioia, la pena, la collera, l’eroismo, la paura, l’indignazione, lo stupore e la pace.
NURIA SALA GRAU    Teatro/danza classica indiana

Nuria SALA GRAU nasce a Barcellona in Spagna, interpreta e danza con bravura e fascino la Danza Indiana Bharatanatyam. Studia a Losanna le tecniche di danza moderna e successivamente in Francia a Lione e a Parigi, danza Classica e Contemporanea. Nel 1988 a Parigi, inizia gli studi di Teatro-Danza-Classico Indiana Bharatanatyam per proseguirli in India, con un lungo soggiorno, sotto la guida della maestra K.Lakshmanan. Dal 1989 si dedica all’insegnamento della danza, svolgendo  parallelamente una notevole attività nei teatri e in diversi progetti  artistici e culturali come danzatrice e coreografa. Integra nel lavoro creativo i diversi linguaggi e culture. La sua danza è stata rappresentata in teatri europei e internazionali.
FEDERICO SANESI    Tablas/Mrudangam

Federico Sanesi studia in giovane età percussione. Nel 1980 intraprende lo studio delle Tabla con il maestro Shri Sankha Catterjee (Rabindra Bharati University e I.I.M.C. a Berlino e Venezia). Il suo lavoro di musicista si volge all’integrazione di diverse culture e linguaggi musicali ed extra musicali come: Teatro, Danza, Cinema, Arti Visive, Poesia.Svolge un’intensa attività concertistica e discografica sia in  Italia sia all’estero. Insegna Tabla al Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza.

LiberaMenteServo - IN VIAGGIO CON ALICE - BORNATE SESIA (VC), 17.5.2008




Pesto Super - Vegan Blog

23 04 2008

 

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La mia amica di origine pugliese dopo la sua visita pasquale ai genitori, è ritornata con un regalo meraviglioso un mattarello di metallo rigato per fare gli spaghetti fatti in casa. Assatanata di novità come sono ora, l’ho subito sperimentato il risultato una cosa sublime veramente!!!!!!!!!!

Quanto sono buoni!!! mia madre quando li ha visti si è quasi commossa (li faceva anche sua madre, in toscana si chiamano gli strozzapreti!!!) Per chi volesse cimentarsi nel farli consiglio di aggiungere nell’acqua di cottura un filino d’olio affinchè non si attacchino oppure un mestolo di acqua fredda prima di scolarli. Ho provato questo nuovo tipo di pesto (che poi pesto non è perché è un tritato),la combinazione è veramente vincente!!!

Ingredienti :

3 piante di basilico fresco (circa 50gr.)
1 etto di pinoli
1 etto di pistacchi sgusciati tostati e salati
3 o 4 spicchi di aglio
1/2 cucchiaino di sale fino
olio extravergine d’oliva quanto basta .

Preparazione : tritare tutti gli ingredienti aiutandosi con il tritatutto e nell’ordine di : primo i pinoli e i pistacchi e poi l’aglio e il basilico (dopo essere stato lavato, asciugato e liberato dai gambi.). Mescolare molto bene tutti gli ingredienti dopo aver aggiunto anche il sale e l’olio. Ho capito che il segreto per farlo buono è proprio la pazienza, perchè va mescolato molto bene e a lungo affinchè il sale si possa amalgamare alla perfezione con il tutto.

Pesto Super - Vegan Blog




Uva di monte

23 04 2008

 

Decotto di uva di monte Versare 1 cucchiaino di foglie di uva di monte essiccate e tagliare finemente in 150 ml d’acqua e far bollire per alcuni minuti. Lasciare raffreddare e quindi filtrare. In caso di cistite, berne 1-2 tazze al giorno.

Tintura di uva di monte Fare macerare 20 g di frutti in 100 ml d’alcol all’80%. Lasciare riposare in un contenitore chiuso per 2 settimane e scuotere di tanto in tanto, infine filtrare. Per praticare sciacqui e tinture preparare una miscela aggiungendo 20-40 gocce di questa tintura a un bicchiere d’acqua.

Estratto a freddo Lasciare a bagno 1 cucchiaino di foglie di uva di monte essiccate e tagliate finemente per circa 6-12 ore. Dopo aver filtrato, riscaldare e bere. Così facendo l’estratto è più digeribile, perché povero di tannini.

Frutti In caso di dissenteria e mancanza d’appetito masticare lentamente 1 cucchiaino di frutti essiccati.

Uva di monte




Is Your Temple Green? | ISKCON News

23 04 2008

 

Devotees at the Bhaktivedanta Manor (UK) initiate a recycling program.

Environmentalism has certainly been on people’s minds lately. Governments around the globe are teaching their constituents about the need to conserve resources. School children are taught the three R’s – reduce, reuse, recycle. And of course advertisers are keen to tout the environmental benefits of whatever product they are trying to peddle.

Information on energy conservation that was once considered insightful and forward thinking is now common knowledge. In many circles it could be seen as inane to not be conversant with at least some basic ecological facts.

Whether or not the public are interested in the metaphysical depth of what it means to respect and sustain a relationship with our Mother Earth, surely we can appreciate that the sentiment is in the right direction. We might even be able to learn a thing or two about how to conserve energy, given the modern and usually urban settings where most members of ISKCON live.

Most of these tips just make good sense. Not only do they conserve natural resources; they save money by reducing the amount of energy required to run a household or a temple. Personally I feel that if temples could implement some or all of these methods we could educate our visitors in practical urban conservation skills. ISKCON’s founder, Srila Prabhupada, set such an example himself.

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Salone del Mobile 2008: in Fiera le originali cucine Lago

23 04 2008

 


Quest’anno al Salone grande fermento intorno al pianeta cucina: dopo la proficua collaborazione tra Valcucine e Alessi, ecco che un’altra azienda italiana, la Lago, che propone delle cucine dall’allure davvero originale.

In perfetto stile Lago, queste colorate cucine propongono geometrie che creano effetti di grande impatto visivo e, oltre ad essere caratterizzate da una grande qualità sono in grado di arredare un ambiente con creatività ed uno stile davvero originale.

Dato un occhio alla gallery dopo il salto per godervi altri prodotti della collezione Lago Cucine.

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Salone del Mobile 2008: in Fiera le originali cucine Lago




Se Maometto non va alla montagna… | Il Blog di Jacopo Fo

23 04 2008

 

Solo che in questo caso sono i ragazzi di Trasacco (L’Aquila) a non andare piu’ in Chiesa. E cosi’ il parroco, don Duilio Testa, 78enne, ex missionario in Congo, per avvicinare i giovani si e’ presentato una sera nella sala giochi del paese per officiare li’ la Messa. Dopo un primo momento di sorpresa, i presenti hanno smesso di giocare, hanno dato una mano ad allestire l’altare e si sono proposti per le letture del Vangelo. Don Duilio, che non intende trasformare la sua idea in un’esperienza stabile, si e’ detto molto soddisfatto: “La Santa Messa e’ stata seguita con grande partecipazione, in un silenzio irreale”. Non esitiamo a crederlo.

Se Maometto non va alla montagna… | Il Blog di Jacopo Fo: podcast audio mp3 - video - notizie




La nuova speranza dei non vedenti Con l’occhio bionico torna la vista

23 04 2008

 

<B>La nuova speranza dei non vedenti<br>Con l'occhio bionico torna la vista</B>

Il servizio del Daily Mail

LONDRA - L’aspetto è quello di un normale paio di occhiali da sole, magari un po’ vistosi, collegati a un auricolare, come per ascoltare un iPod. Le lenti scure e l’apparecchio che vi è attaccato, invece, nascondono il primo, vero “occhio bionico”, capace di restituire la vista, per ora parzialmente ma forse in un lontano futuro totalmente, ai non vedenti. La rivoluzionaria tecnologia è stata applicata nei giorni scorsi a due uomini da una squadra di oculisti britannici al Moorsfield’s Eye Hospital di Londra, una delle migliori cliniche di questa specialità: in entrambi casi con ottimi risultati. Completamente ciechi perché sofferenti di retinite pigmentosa, una malattia ereditaria degenerativa che colpisce la retina, i due pazienti saranno ora in grado di camminare senza alcun aiuto e di distinguere oggetti. Se la fase sperimentale, che proseguirà presto con altri interventi, continuerà ad avere successo, la nuova tecnica, chiamata “Second Sight Argus II”, potrebbe diventare di uso comune nel giro di tre anni.
La delicata operazione chirurgica funziona così. Una sottile placca di metallo, guarnita di elettrodi, viene impiantata nel retro dell’occhio. Una piccola videocamera montata su un paio di occhiali irradia le immagini agli elettrodi, che sono connessi a loro volta attraverso il nervo ottico al cervello. Il paziente deve portare con sé, appesa al fianco, una minuscola strumentazione che serve per alimentare la videocamera e analizzarne le immagini. L’Argus II, spiegano i ricercatori britannici, non è in grado al momento di restituire una visuale perfetta, ma può ripristinare una visione di base: la differenza tra la luce e il buio, per esempio, e quanto basta per mettere a fuoco oggetti elementari. Si tratta del miglioramento di un prototipo, l’Argus I, impiantato per la prima volta nel 2002, in una donna di 64 anni, Linda Morfoot, negli Stati Uniti, anch’essa malata di retinite pigmentosa da quando aveva 21 anni e quasi del tutto cieca dall’età di 50. “Adesso riesco a tirare a canestro insieme a mio nipote, a passeggiare da sola al centro di un viale, trovo la porta d’uscita da una stanza”, racconta la donna. “Quando sono andata a visitare New York ho visto quanto è grande la Statua della Libertà. E a Parigi sono salita sulla Torre Eiffel e ho visto le luci della città sotto di me. Mi sento più vicina a tutto quello che accade intorno a me”. Quel prototipo era dotato soltanto di 16 elettrodi; la nuova versione, prodotta dalla medesima azienda americana, la Second Sight (Seconda Vista), ha 60 elettrodi, che consentono di vedere molti dettagli in più.

I due pazienti operati nel Regno Unito non hanno ancora fatto dichiarazioni, ma per loro parla il dottor Lyndon da Cruz, uno dei chirurghi oculisti che hanno effettuato l’intervento: “Questo strumento è per persone non vedenti che, per muoversi, dipendono da un bastone, da un cane o da un’altra persona. Può dare loro un qualche livello di visione rudimentale, di cui potranno giovarsi per acquistare maggiore indipendenza”. Gli fa eco Greg Cosendai, direttore della Second Sight: “Non recupereranno del tutto la vista, ma è certamente un passo avanti straordinario”. L’ospedale londinese conta di operare nel prossimo futuro altri tre pazienti e, se non ci saranno complicazioni, subito dopo altri cinque. Occorrono vari mesi perché, dopo l’impianto dell’occhio bionico, il paziente impari ad usarlo correttamente.

La nuova speranza dei non vedenti Con l’occhio bionico torna la vista - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it