Ferrara. Scrivere di guerra per una cultura di pace

10 04 2008

 

Helga Schneider

Helga Schneider

Notizia inserita il 10/4/2008

La scrittrice Helga Schneider racconta la sua esperienza durante il secondo conflitto mondiale

Scrivere di guerra per una cultura di pace

Ostellato. Cercare e raccontare la pace attraverso straordinarie e commoventi esperienze personali ed umane vissute durante la Seconda guerra mondiale. Questo il filo conduttore dei numerosi libri di Helga Schneider che verrà intervistata dal giornalista e scrittore Davide Bregola questa sera alle 21 in biblioteca, nel corso del Festival di letteratura di Ostellato. Nel corso della serata la scrittrice di origini polacche - ma dal 1963, dopo aver vissuto in Germania ed Austria, residente a Bologna - ripercorrerà, attraverso i suoi scritti, la storia particolare di una bambina vittima della dittatura nazista e della sua ideologia che le strappò, in giovanissima età, i suoi affetti più cari. Si può forse dire che la vita da “adulta” di Helga Schneider inizia all’età di quattro anni, nel 1941 a Berlino, quando la madre abbandona lei e il fratellino di due anni per diventare prima ausiliaria delle SS e poi guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Bierkenau. Da questa esperienza traumatica nascono i suoi primi lavori, “Il rogo di Berlino” , “Porta di Brandeburgo”, che raccontano, senza retorica, i mesi terribili passati nelle cantine del palazzo dove viveva a Berlino, una città completamente distrutta dalle bombe, la visita nel bunker di Hitler voluto dalla zia , collaboratrice di Goebbels e la caotica fine della guerra. Nei suoi romanzi autobiografici l’autrice racconta dunque la guerra, la distruzione, la morte, ma anche la voglia, la necessità, nonostante tutto, di esserci e di sopravvivere, per raccontarlo. Solo nel 1971 l’autrice scopre che la sua vera madre è ancora viva ed abita a Vienna. Decide così di andarla a trovare insieme al figlio, ma si trova di fronte ad una realtà molto amara: la donna, per nulla pentita della sua esperienza nazista, non rinnega il passato ma arriva, anzi, a mostrare orgogliosamente la sua divisa cercando addirittura di farla indossare alla figlia. Da questo incontro traumatizzante - e da quello successivo avvenuto nel 1988 – nasce il libro “Lasciami andare, madre” del 2001, nel quale Helga Schneider si chiede e cerca di capire come può un essere umano abbandonare due figli piccoli per inseguire un sogno di morte. Oltre ai libri sulla guerra Helga Schneider ha scritto nel 2002 “Stelle di cannella”, un bellissimo racconto per ragazzi, mentre nel 2004 sono stati pubblicati per Adelphi “L’usignolo di Linke” e per Salani “L’albero di Goethe”.

Ferrara. Scrivere di guerra per una cultura di pace


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