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4 04 2008Categorie : Comunicazioni / Servizio, ReMa2007, Wordpress
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Ingredienti per 4 tartine:
1 mazzetto di ravanelli tondi piccoli, affettati sottilmente
4 fette pane di segale o integrale
margarina vegetale non idrogenata (es Rapunzel, soja,ecc)bio
sale integrale
pepe.
Preparazione:
Abbrustolire in forno le fette i pane poi farle raffreddare.
Immargarinate le fette di pane con della margarina vegetale, aggiungete i ravanelli tagliati sottilmente poi finite con un po’ di sale e pepe. Potete aggiungere una foglia di ravanello tritata sottilmente.
di Renzo Samaritani
Certamente possiamo cercare di opporci alla marea, ma non possiamo
aspettarci di annullarla. Il problema e’ a monte.
Quando hai la casa allagata a causa di una falla nell’impianto idraulico,
asciugare l’acqua per terra e’ futile.
Le basi sulle quali si sostiene la guerra, qualunque guerra, sono
l’ignoranza, il sospetto, l’egoismo, la mancanza di comunicazione positiva,
la frustrazione, l’illusione.
Nella societa’ queste falle continuano a perdurare, a livello collettivo e a
livello individuale.
Dobbiamo chiudere queste falle cambiando a monte: come viviamo, cosa
compriamo, come ci relazioniamo con i “diversi”, con gli immigrati, con le
altre culture e con le altre religioni.
Molti stanno ripetendo che le guerre non hanno niente a che vedere con la
religione. In un certo senso e’ vero. Dipendono infatti dall’ignoranza e dal
materialismo. Ma una grossa fetta dell’ignoranza e del materialismo si
fondano su miti culturali, patriottici, “religiosi”, dei quali non possiamo
e non dobbiamo ignorare l’esistenza. Specialmente quando l’identificazione
religiosa e’ un’identificazione territoriale o etnica o culturale (”i
musulmani”, “i cristiani”, “gli ebrei”).
A che serve parlare di interessi petroliferi e di politica internazionale a
un ignorante accecato e confuso convinto di andare a combattere per Allah,
per la patria americana, per “difendere la civilta’”, per mettere fine
all’oppressione, per ristabilire le leggi divine? Non ci crederebbe mai. Ci
ammazzerebbe prima. Infatti continuiamo a dircele tra di noi, queste cose.
Per darci la sensazione di essere intelligenti, saggi, evoluti. Ci troviamo
tra noi, alle manifestazioni, al bar, sulle mailing list di internet.
Ma la percentuale di gente che fa parte del “noi” e’ ancora troppo piccola.
Bisogna uscire dal gruppo, bisogna parlare con i mattoni del muro. I Pink
Floyd parlavano con i mattoni del muro, attraverso la musica, attraverso la
comunicazione di massa.
La massa non capisce i discorsi pratici, reali, terra terra, intelligenti e
costruttivi. Essendo un’entita’ astratta, la massa capisce solo gli
argomenti astratti.
Le parole civilta’, liberta’, fedelta’ alla religione, progresso, sono armi
psicologiche di cui non percepiamo la potenza. Le guerre le fanno le masse,
le elezioni le decidono le masse. La demagogia funziona sulle masse. E alle
masse bisogna versare quintali di “ideali”, perche’ e’ di quello che si
nutrono. Cose che nessuno capisce perche’ sono cosi’ vaghe da poter essere
sovrapposte a qualsiasi idea abbia l’individuo ignorante sull’argomento. E
civilta’ e liberta’ diventano impunita’ nei confronti di inquinamento e
sfruttamento di ogni genere. Fedelta’ alla religione diventa fanatismo e
distruzione dei valori diversi e delle persone diverse, estremizzazione ed
etichettamento. Sta tutto nell’interpretazione di chi viene nutrito di
demagogia. E i demagoghi stanno sempre bene attenti a non precisare niente,
altrimenti il gioco si scopre e non riescono piu’ a catturare le greggi e le
mandrie. Senno’ il gioco non funziona piu’, la rete non tiene.
Se la folla viene scissa in individui, la folla impara a vedere
l’individualita’ delle persone - e il “nemico” impersonale diventa un essere
umano come te e come me, un individuo, con i suoi problemi, le sue
aspirazioni, le sue debolezze, i suoi sogni, i suoi amori, le sue
meschinita’ e le sue grandezze. Una persona, ne’ piu’ ne’ meno.
E allora la guerra non funziona piu’. Si “cade” nell’amicizia, nelle
relazioni personali, si vede che siamo davvero tutti uguali e tutti diversi.
Tutte le guerre devono instillare diffidenza, odio e incomunicabilita’
attraverso la propaganda, senno’ non stanno in piedi.
Cosi’ la propaganda di Al Jezeera non e’ diversa dalla propaganda del tiggi’
italiano o delle reti tv a stelle e strisce. Gioca sulle emozioni,
sull’adrenalina, sulle identificazioni di parte. Propina a flusso continuo
motivazioni astratte, ideologiche nel senso peggiore del termine, prive di
qualsiasi contatto con la realta’, ma la propaganda (in tutti i campi)
illude la gente che un’azione cosi’ stupida e distruttiva come la guerra sia
“santa” e “buona”. E naturalmente, che “Dio e’ con noi”, e “percio’
sicuramente vinceremo noi e distruggeremo tutti i nemici della vera
civilta’”.
Non c’e’ differenza tra le decine di migliaia di volontari della jihad,
sprovvisti di armi e di addestramento, arrivati a piedi e in autobus, che si
sono ammassati in Pakistan alla frontiera con l’Afghanistan chiedendo a gran
voce di essere lasciati andare a “combattere la jihad per Allah”, e i poveri
Rambo scaricati dagli aerei americani che dopo un’adeguata dose di
“hollywood movies”, hamburger e propaganda imperialista sono pronti a farsi
ammazzare pur di “difendere i valori della civilta’, la liberta’ eccetera
eccetera”.
Le manifestazioni in piazza non li impressioneranno. Gli articoli sui
giornali non li leggeranno nemmeno. Le proteste, le lettere ai politici non
li sfioreranno minimamente.
Come non saranno impressionati o sfiorati i politici dei nostri governi.
Perche’ sanno che lo stesso fanatismo, la stessa ignoranza, lo stesso
egoismo, la stessa mancanza di comunicazione e collaborazione sui quali
giocano i mass media, i partiti e i modellatori dell’opinione pubblica sono
le leve sulle quali possono facilmente giocare per vincere le prossime
elezioni.
La democrazia e’ uno strumento che funziona solo se serve per aiutare le
masse a superare ignoranza, odio, incomprensione, egoismo, sospetto,
ristrettezza mentale. Altrimenti e’ solo un amplificatore per l’ignoranza e
un canale per demagogie di qualsiasi colore. La vera democrazia non si fa in
parlamento o in piazza. Si fa nei centri sociali, si fa negli scambi
culturali e religiosi che non stanno avvenendo a sufficienza. Si fa con la
solidarieta’ tangibile tra gruppi, tra classi sociali, tra etnie, tra
comunita’ religiose, tra nazionalita’.
Se non siamo disposti a tendere una mano agli “stranieri” che hanno cercato
rifugio nel nostro paese per non appoggiare i fondamentalisti, e per vivere
nella liberta’ e nella democrazia, se continuiamo a trattarli come nemici e
come intrusi, non potremo avere pace.
Se non siamo disposti al dialogo inter-religioso e inter-culturale per
appianare le differenze e trovare dei punti di contatto, spirituali e
pratici, non potremo avere pace.
Se non siamo disposti a rivedere le nostre scelte consumiste quotidiane, le
nostre logiche di investimento, le nostre pretese sul lavoro, i nostri
“diritti” affermati con scioperi e sprechi, non potremo avere pace.
Se non siamo disposti a pagare di persona, a tirarci su’ le maniche, a
spalare via i rifiuti dell’intolleranza e della stupidita’, non potremo
avere pace.
Se non siamo disposti a metterci nei panni di quelli che soffrono - per
qualsiasi motivo - e a lavorare con compassione, amore e rispetto per
mettere fine alla sofferenza - in qualsiasi luogo - non potremo avere pace.
di Renzo Samaritani
2008: ancora e sempre di più collaborazione internazionale, globalizzazione, società multietnica, villaggio globale.
Internet, la Rete, è vero che ci aiuta mentalmente e spiritualmente ad ampliare la nostra visione, ma poi? Dimentichiamo le persone vere NON virtuali, il vicino di casa, il panettiere e chi può aver bisogno di essere aiutato fisicamente e non con un post, con belle parole… Trascuriamo la famiglia, le Persone a cui vogliamo bene, gli amici sul lavoro. Esagero? Forse; ma da accanito fan della Rete penso di potermelo permettere. Se qualcuno che sta leggendo queste righe usa molto internet, come il sottoscritto, faccia un esame di coscienza e mi dica se non è vero che, a volte, il virtuale tende ad avvolgerci. O, meglio, se capita di farsi avvolgere volentieri; come fuga da una realtà, il mondo non virtuale che ci circonda, che preoccupa sempre più.
Se non siamo fedeli al poco (e al piccolo) è difficile che possiamo essere fedeli al tanto (e al grande).
C’è “l’altra faccia della medaglia”: collaborazione, multi-etnia ed ogni allargamento dell’orizzonte a livello di Europa e mondiale favoriscono il sentirsi più vicini e la Rete non è più, sicuramente, solo un passatempo ma un serio strumento che può essere usato a favore della solidarietà, oltre che per connettere tra loro persone di ogni ceto sociale e razza, ovunque nel mondo si trovino, per ragionare positivamente su quanto possiamo fare. Ma, appunto, internet deve rimanere uno strumento e per quante ore possiamo passarci sopra, è nostro dovere fare qualcosa di pratico (a parte andare a lavorare per chi deve mantenere una Famiglia, che è già qualcosa di MOLTO pratico), ogni giorno, per noi stessi e per gli altri, con piccoli e grandi gesti nella nostra vita quotidiana. Altrimenti ci ritroveremo soli in casa, davanti alla tastiera del nostro computer, a ordinare la spesa a domicilio, lavorare da casa e non vedere più nessuno, amare e litigare con persone che, da un certo punto di vista, non esistono e comunque senza guardarle in occhi che non siano quelle di una cam; e scrivere tanti bei post consolando (o illudendosi di consolare) gente che il computer non ce l’ha (o che magari non ha neanche una casa).
(3 aprile 2008)
Un top manager della Telecom cerca di motivare i dipendenti. Ma inciampa su Napoleone e la battaglia di Waterloo. Il video
La notizia che viene dai recenti studi medici conferma che i licopeni, presenti in alcuni vegetali, sono in grado di bloccare i geni impazziti causa di tumori e aiutare quindi nella lotta al cancro già a tavola.
I pomodori ne sono particolarmente ricchi e dai licopeni, appartenenti al gruppo dei caroteni, prendono proprio il tipico colore rosso. Con il loro potere antiossidante combattono i temibili radicali liberi.
E se certo non basta, ahinoi, arricchire la dieta di pomodori per sconfiggere il cancro, è pur certo che non fa male aggiungere un aiutino naturale e gustoso alla lotta contro i radicali liberi, nemici giurati del nostro organismo.
Via | Vitonica
Foto | Flickr
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