Adnkronos - Ign - Alimentazione: lo studio, dieta vegana salva-cuore e cervello

19 03 2008

 

Milano, 18 mar. (Adnkronos Salute) - Proteggere il cuore e difendersi dal rischio di ictus impugnando forchetta e coltello. E soprattutto mettendo al bando bistecche, salmone, uova, latte e formaggi. La dieta vegana ‘dura e pura’, per di più priva di glutine, sembra infatti l’ideale almeno per chi soffre di artrite reumatoide. Fra i principali rischi letali per questi pazienti figurano infatti infarto e ictus, dal momento che l’infiammazione causata dalla malattia ha un pesante impatto sulla salute delle arterie. Secondo gli autori di uno studio pubblicato su ‘Arthritis Research and Therapy’, però, chi si converte a un regime vegano dopo un po’ di tempo si ritrova con meno colesterolo ‘cattivo’, fattore di rischio ‘chiave’ per la salute di cuore e vasi.
I ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma hanno scoperto che la ricetta salva-arterie prevede una dieta priva di proteine animali e glutine. Il team ha imposto a 28 volontari sani un regime particolare: il 10% dell’apporto quotidiano di energia arrivava dalle proteine, il 60% dai carboidrati e il 30% di grassi. Nel menù ‘vegano’ erano ammessi in quantità noci, semi di girasole, frutta e verdura, miglio e granturco. Il latte di sesamo forniva ai volontari la dose quotidiana di calcio. Altre 28 persone hanno seguito, invece, una ’semplice’ dieta sana con la stessa proporzione di proteine, carboidrati e grassi, che privilegiava l’assunzione di prodotti integrali e limitava i grassi saturi a non più del 10% dell’apporto quotidiano di energia.
Così si è visto che i primi mostravano un calo del livello di colesterolo totale e una specifica riduzione dell’Ldl (il colesterolo cattivo). Al contrario, nei ’seguaci’ del semplice menù sano non si è avuta una variazione significativa di questi elementi. I ricercatori sottolineano che sono molte le prove - nella letteratura scientifica - del fatto che simili modificazioni siano benefiche per prevenire l’ostruzione delle arterie e le malattie cardiovascolari. In più i vegani si sono ritrovati anche, in media, con un più basso indice di massa corporea alla fine dei 12 mesi di studio, mentre il valore del gruppo di controllo era rimasto invariato. Occhio però, avverte il portavoce dell’Arthritis Research Campaign britannica, impegnata nello studio della riduzione dei rischi cardiovascolari per questi pazienti. “Sappiamo infatti che l’olio di pesce può ridurre l’infiammazione. E se una dieta vegana può aiutare a contrastare il colesterolo - dice alla Bbc online - è arduo riuscire ad assumere ogni giorno la quantità sufficiente di importanti nutrienti con questo regime alimentare”.

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