Helga Schneider ieri sera da Fabio Fazio
17 03 2008Categorie : Helga Schneider, ReMa2007, Writers
Helga Schneider non l’ho letta, ma ho visto la sua intervista a Fazio, questa sera, tanto da avere voglia di colmare subito questa mancanza. Perché in una domenica sonnacchiosa, in cui continuo a chiedermi la ragione per cui certe cose non tornano e cosa succede quando le vai a cercare, ho trovato un margine di risposta da una signora che pare saperne un bel po’ della vita e delle catastrofi. Mica poco.
“Salimmo in fretta le scale del vecchio palazzo viennese e il cuore mi batteva così forte che non fui capace di suonare il campanello. Lo fece Renzo, mio figlio. L’avevo cercata a lungo e ora, a distanza di trent’anni da quando mi aveva abbandonata in una Berlino già molto scossa dalla guerra, avevo ritrovato mia madre; viveva a Vienna, nella sua città. lo, invece, nata in Polonia, vissuta nella Germania nazista e rimpatriata in Austria (paese natio anche di mio padre), ormai mi ero stabilita in Italia; avevo un marito e un figlio. Quando la porta si aprì, vidi una donna che mi somigliava in modo impressionante. L’abbracciai piangendo, sopraffatta da un’incredula felicità e pronta a comprendere, a perdonare, a mettere una pietra sul passato. Lei iniziò subito a parlare, a parlare di sé. Nessun tentativo di giustificare il suo abbandono, nessuna spiegazione.Raccontava. Molti anni addietro l’avevano arrestata nel campo di concentramento di Birkenau, dove faceva la guardiana. Vestiva un’impeccabile uniforme “che le stava così bene”. Non erano ancora passati venti minuti che già apriva un maledetto armadio per mostrarmi, nostalgica, quella stessa uniforme. “Perché non te la provi? Mi piacerebbe vedertela addosso”. Non la provai, ero confusa e turbata. Ma ciò che disse subito dopo fu anche più grave dell’aver rinnegato il proprio ruolo di madre. “Sono stata condannata dal Tribunale di Norimberga a sei anni di carcere come criminale di guerra, ma ormai non ha più nessuna importanza. Col nazismo ero qualcuno, dopo non sono stata più niente”
Helga Schneider, Il rogo di Berlino, Adelphi, Milano 1995
Roma, 17 marzo 2008 - Il principe Carlo d’Inghilterra aprirà un negozio di frutta e verdura bio, bevande, miele e utensili da cucina nella sua dimora di campagna, Highgrove nel Gloucestershire. I profitti di questa nuova attività verranno devoluti agli istituti di beneficenza sostenuti dall’erede al trono. La notizia viene riportata dai principali siti web britannici.
Il principe Carlo da tempo mostra interesse nella produzione e preparazione di alimenti bio e di recente ha anche pubblicato un libro di ricette. Ma i suoi prodotti sono stati bocciati dalla famosa catena di supermercati Sainsbury’s perché non raggiungevano gli standard previsti, scrive la Bbc on line.
Quotidiano Net - Il principe Carlo eco-fruttivendolo E i profitti? Vanno in beneficenza
Da quando sono diventata vegana il complimento migliore me lo ha fatto mio figlio di 16 anni (vegetariano), quando dopo aver mangiato questa pasta mi ha detto ” a ma’ mi sa tanto che se vai avanti così diventerò presto anch’io vegano” gli ho risposto solo con un sorriso, ma dentro di me mi sono detta “magari”!!!!!Ingredienti x 3 persone :
350gr. di pennette
1 cipolla media
80gr. di pistacchi non salati e né tostati (di cui 10gr. tritati grossolanamente)
100gr. di panna di soia
50ml di olio extravergine d’oliva
sale.Preparazione :
Tritare la cipolla e soffriggerla con l’olio in una padella grande,si aggiunge un pizzico di sale e si mescola delicatamente; nel frattempo avremo messo su l’acqua per la pasta e dopo averla salata si saranno messe a cuocere le pennette. Si prepara poi una salsina con 70gr. di pistacchi tritati molto finemente tipo farina e la panna con l’aggiunta di un pizzico di sale. Si mescola bene e poi questa salsina verrà aggiunta al soffritto di cipolla. Si scola la pasta al dente (non troppo deve rimanere un po’ umida) si mescola bene in padella con il composto, e si serve nei piatti dove prima sopra ci si sarà messa una spolverata di pistacchi (rimasti) tritati grossolanamente e poi….mamma mia la prossima volta ne faccio un po’ di più!!!!!!!!!!
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