GALVA
9 03 2008
>Srila Rupa Govami (benedetto lui) dice che nella coscienza di Krishna
>esistono solo due principi regolatori:
>1. Ricordarsi sempre di Krishna
>2. Non dimenticarsi mai di Krishna
>
>Per aiutarsi ad arrivare a questo punto, esiste una milionata di
regole “di
>assistenza”, che pian piano ci portano al livello del puro amore per
Dio.
>Sempre Rupa Gosvami (benedetto, benedetto) dice che ci sono due cose
che ci
>fanno cadere dal ricordo di Krishna (cioe’ dalla COSCIENZA di
Krishna):
>1. Non seguire le regole
>2. Seguire le regole per le regole
>
>Infatti, non dobbiamo seguire le regole in modo stupido: Srila
Prabhupada
>(benedetto) diceva spessisimo, in un sacco di conversazioni con devoti
che
>gli chiedevano come “regolarsi”, che NON C’E’ NIENTE CHE POSSA
SOSTITUIRE
>IL BUON SENSO. E ne diede la dimostrazione pratica in un sacco di
esempi,
>piu’ o meno passati sotto silenzio dai biografi ufficiali. Ho letto da
>qualche parte l’episodio della zuppa di cipolle: Srila Prabhupada era
stato
>invitato a pranzo da un Life Member ed era naturalmente andato con i
suoi
>discepoli. Il poverino, a cui piaceva molto la zuppa di cipolle,
penso’
>bene di prepararla per i suoi onorati ospiti e i devoti, scandalizzati
e
>orripilati, fecero un mucchio di facce a tavola. Srila Prabhupada,
>imperturbabile, prese il cucchiaio e spazzolo’ la zuppa (che era piena
di
>amore e devozione) obbligando cosi’ i discepoli a seguire il suo
esempio, e
>in seguito spiego’ agli allibiti sannyasi che la crescita della
coscienza
>di Krishna di quell’anima sincera non doveva essere tarpata da
>considerazioni marginali come il non mangiare cipolle. Avranno capito?
Mah.
>
>Le regole, in altre parole, devono servire ad aiutarci nel nostro
sviluppo
>della coscienza di Krishna e nel mantenerci in forma per servire
>praticamente la missione di Krishna. Se vediamo che ci stanno portando
da
>un’altra parte o ci friggono il cervello e’ piu’ furbo mollarle
(magari
>anche solo temporaneamente) prima di violentare tutti i bambini della
>Gurukula o comunque di dare fuori di matto in altri modi pericolosi
(tipo
>farsi prendere da attacchi di mania di grandezza o avidita’ politica o
>complesso di Torquemada). L’idea e’ quella di guidare la barca secondo
le
>istruzioni personali del guru che ti conosce, sa com’e’ il percorso e
ti
>ripesca in caso di necessita’. Questo e’ il significato di guru e di
>iniziazione: iniziare una relazione molto personale in cui, tra
tentativi,
>fallimenti e successi, si serve sinceramente Krishna. Un altro motto
>favorito di Srila Prabhupada e’: “Il fallimento e’ la base del
successo.”
>Niente inferni eterni per chi sdrucciola, per carita’, senno’ chi fa
fatica
>preferisce fare la maria goretti (la morte piuttosto che il peccato)
>sprecando cosi’ il resto della preziosa vita umana e dovendo
ricominciare
>daccapo con anni di sofferenze nell’infanzia prima di poter essere in
grado
>di combinare qualcosa di buono.
>
>Nel capitolo 6 della Bhagavad gita, Krishna rassicura Arjuna, che fa
delle
>domande simili:
>
>2. Cio’ che viene chiamato sannyasa (rinuncia) non e’ differente dallo
yoga
>(la disciplina della consapevolezza), perche’ nessuno puo’ mai
diventare
>uno yogi se non rinuncia al desiderio per il piacere dei sensi.
>5. Bisogna usare la propria mente per liberarsi e non per degradarsi,
>perche’ la mente dell’anima condizionata puo’ essere la sua migliore
amica
>o la sua peggiore nemica. Non c’e’ migliore amico o peggiore nemico
del
>proprio se’ inferiore.
>6. Per chi ha conquistato il se’ inferiore, questo diventa il suo
migliore
>amico, ma per chi non e’ riuscito a vincerlo la mente e’ un nemico che
lo
>tormenta continuamente.
>14. Tranquillo e libero dalla paura, osservando le regole del
brahmacharya,
>deve controllare le attivita’ della mente e concentrare la
consapevolezza
>in Me, perche’ Io sono lo scopo della meditazione.
>Arjuna disse:
>33. O Madhusudana (uccisore del demone Madhu), il metodo dello yoga
che mi
>hai descritto mi sembra difficile da praticare per lungo tempo,
perche’ la
>mente e’ instabile e irrequieta.
>34. O Krishna (che sei infinitamente affascinante e puoi affascinare
la mia
>mente), la mente e’ sempre attratta a correre qua e la’ in modo
insensato.
>Per di piu’ e’ estremamente forte e ostinata. Secondo me sarebbe piu’
>facile controllare il vento.
>
>(inserisco qui un’importante citazione dal capitolo 2:
>58. Chi e’ capace di distaccarsi completamente dalle sensazioni
esteriori,
>ritraendo i sensi dagli oggetti dei sensi come una tartaruga ritrae le
sue
>membra nel guscio, ha raggiunto una consapevolezza costante.
>59. L’anima incarnata puo’ praticare l’astensione dagli oggetti di
piacere,
>ma spesso non riesce a liberarsi dal desiderio per essi. Se pero’
>sperimenta qualcosa di superiore lascia facilmente i piaceri
inferiori.
>!!!!!
>60. O figlio di Kunti, i sensi possono agitare la mente con grande
forza,
>anche in un uomo che si sforza di controllarli con l’intelligenza e la
>discriminazione.
>61. Bisogna dunque tenere sotto controllo tutti i sensi, impegnandoli
in
>una disciplina spirituale in relazione a Me e meditando su di Me; in
questo
>modo i sensi possono essere stabillmente impegnati nella
consapevolezza.
>!!!!
>67. La mente che segue gli impulsi dei sensi viene trascinata da essi
e
>l’intelligenza ne viene travolta, cosi’ come una barca sull’acqua
viene
>trascinata via da un forte vento.
>70. L’oceano non trabocca mai nonostante vi affluiscano cosi’ tanti
fiumi;
>una persona che accoglie nello stesso modo equilibrato e indifferente
tutti
>i desideri diventa veramente tranquilla. Chi invece continua a
fantasticare
>sui desideri di piacere non potra’ mai ottenere la pace.
>71. Un uomo che ha abbandonato ogni desiderio di piacere dei sensi e
si
>muove libero, vivendo in modo distaccato, senza considerarsi padrone o
>proprietario di nulla, senza identificarsi con definizioni materiali,
>raggiunge la pace perfetta, il brahma-nirvana.
>72. O figlio di Pritha, questo e’ il livello spirituale. Chi l’ha
raggiunto
>non rimane mai confuso e al momento della morte si eleva alla
liberazione
>spirituale.
>
>si torna al capitolo 6)
>
>Il Signore disse:
>35. Senza dubbio, o guerriero dalle forti braccia, figlio di Kunti
(che e’
>un personaggio eccezionale, essendo anche Mia zia), la mente e’
difficile
>da vincere e irrequieta, ma puo’ venire controllata con la pratica
costante
>e il distacco.
>36. Secondo la Mia opinione e’ estremamente difficile raggiungere la
>realizzazione spirituale senza controllare e disciplinare la mente, ma
e’
>possibile applicare dei metodi pratici per raggiungere questo fine.
!!!!!!
>Arjuna disse:
>37. Caro Krishna, cosa accade a colui che pratica con fede il metodo
dello
>yoga ma per qualche motivo fallisce prima di raggiungere il successo,
a
>causa della turbolenza della mente?
>38. Una persona che si smarrisce sulla via della trascendenza non
resta
>forse senza appiglio, sradicata sia dalla vita materiale che da quella
>spirituale — avendo abbandonato entrambe — e ne viene lacerata come
una
>nuvola che si disperde nel cielo?
>39. Questo e’ il mio dubbio, Krishna. Ti prego di risolverlo
completamente,
>perche’ nessun altro all’infuori di Te e’ in grado di rispondere a
questa
>domanda.
>Il Signore disse:
>40. O figlio di Pritha (e’ un nome di Kunti, ma indica anche “la
Terra”),
>per chi si impegna in attivita’ positive non c’e’ mai distruzione ne’
in
>questa vita ne’ nella prossima. Amico mio, una persona che desidera
fare il
>bene non e’ mai sopraffatta dal male.
>41. Chi fallisce sulla via dello yoga raggiungera’ dopo la morte il
>paradiso delle persone virtuose, dove potra’ risiedere per moltissimi
anni.
>In seguito rinascera’ nella casa di persone ricche o di animo nobile.
>42. Potra’ anche rinascere in una famiglia di yogi e spiritualisti,
come
>figlio di saggi che possiedono la conoscenza. Certamente e’ molto raro
>ottenere una simile nascita in questo mondo.
>43. Durante quella nuova vita sente risvegliarsi in se’ quella
>consapevolezza che aveva acquisito durante la vita precedente, e torna
>quindi a sforzarsi di raggiungere la perfezione, o gioia dei Kuru (tra
>tutti i Kuru, tu sei quello che tiene alto il livello).
>44. Cio’ che aveva gia’ realizzato con la pratica nella vita
precedente gli
>risulta estremamente facile e attraente e prova un intenso desiderio
di
>comprendere meglio la via spirituale dello yoga. La sua posizione e’
molto
>superiore ai principi rituali delle scritture, che ha gia’ lasciato
dietro
>di se’.
>45. E quando si impegna nella pratica della consapevolezza, ogni
impurita’
>e ogni errore viene spazzato via, finche’ dopo numerose vite (cioe’
>numerose dall’inizio della pratica, quindi magari anche una vita sola)
>raggiunge finalmente la destinazione suprema.
>46. Lo yogi che pratica la disciplina della consapevolezza (cioe’ la
>coscienza di Krishna) e’ superiore al tapasvi (l’asceta che si dedica
>all’austerita’), al jnani (il ricercatore che studia la conoscenza
>scientifica), al karmi (la persona virtuosa che compie buone azioni).
Non
>c’e’ nessuno che sia piu’ glorioso di chi pratica questa disciplina
dello
>yoga della consapevolezza: in ogni circostanza sii uno yogi, caro
Arjuna.
>
>Nel 12 capitolo della Bhagavad gita, Krishna da’ ad Arjuna delle
istruzioni
>molto precise sulla coscienza di Krishna. Riporto le citazioni (e ti
>spediro’ via email la mia traduzione letterale e veloce della Bhagavad
>gita, tipo “pronto soccorso”):
>
>2. Coloro che fissano la propria consapevolezza su di me e si
impegnano
>costantemente con fede trascendentale nella Mia adorazione sono
considerati
>da Me i piu’ perfetti nello yoga.
>8. Fissa la tua mente su di Me, applica la tua intelligenza al Mio
servizio
>e certamente vivrai sempre in Me in eterno.!!!!!!
>9. Se pero’ non risci a mantenere la consapevolezza sempre concentrata
su
>di Me con una perfetta pratica dello yoga, cerca almeno di desiderare
di
>raggiungerMi.
>10. Se in pratica non sei capace di fare nemmeno questo, dovresti
dedicarti
>al Mio servizio, perche’ potrai raggiungere la perfezione attraverso
>l’azione agendo per Me.
>11. Nel caso che tu non riuscissi a compiere le attivita’ del servizio
>devozionale offerto a Me, cerca di situarti nella consapevolezza del
se’
>rinunciando ai frutti delle tue azioni.
>12. Questa pratica e’ superiore alla ricerca della conoscenza, e la
pratica
>della conoscenza e’ superiore alla semplice meditazione (dhyana). Tale
>rinuncia ai frutti dell’azione puo’ darti la pace della mente.
>13. Chi non e’ ostile verso nessun essere vivente, anzi ha un
atteggiamento
>gentile e amichevole, privo di senso di possesso e false
identificazioni
>materiali, equilibrato nella sofferenza e nella gioia, pronto a
perdonare,
>14. sempre soddisfatto, disciplinato nello yoga e determinato nelle
sue
>attivita’, che impegna la mente e l’intelligenza al Mio servizio, e’
un Mio
>devoto e Mi e’ molto caro.
>
>Chiarimenti:
>
>A. Osservando le regole del brahmacarya. Stando in India ho avuto la
>fortuna di conoscere dei veri brahmacari, sono come i quattro Kumara,
che
>pur essendo i primogeniti di Brahma (e cioe’ abbastanza vecchi)
scelgono di
>mantenere sempre un corpo da bambini per non avere problemi. Chi non
ha
>molti poteri mistici magari non e’ in grado di arrestare la crescita
del
>corpo, ma si trovano qui molti deliziosi bambini con la mente pura. Ti
>ricordi da bambino? Ecco, Gesu’ diceva la stessa cosa. Bisogna essere
>sinceri, puliti ed entusiasti come bambini per poter fare i
brahmacari, e
>per poter vedere gli altri come persone e non come corpi da godere.
>
>B. Controllo dei sensi. Significa che uno diventa in grado di decidere
cosa
>fare senza essere trascinato di qua e di la’ dai venti. Si tratta
della
>stella polare del nostro viaggio, che ci consente di avere un punto di
>riferimento costante anche in mezzo alle peggiori mareggiate. Le
burrasche
>in mare sono una cosa inevitabile, e se vogliamo attraversare l’oceano
>dobbiamo aspettarcele, tenendo la barca nelle migliori condizioni
possibili
>per non affondare. Con la pratica costante e il distacco (cioe’ non
>continuare a tormentarsi) si arriva a raggiungere lo scopo.
>
>C. IL GUSTO SUPERIORE
>Ecco la risposta a tutte le domande. Quando Srila Prabhupada comincio’
a
>predicare, non faceva del terrorismo spirituale dicendo alla gente che
non
>doveva fare questo e quello, che doveva alzarsi alle 3 di mattina e
via
>dicendo (come fanno invece i neofiti per impressionare il prossimo con
la
>loro grande austerita’). Chiedeva loro di:
>1. cantare Hare Krishna (in tutti i modi possibili) e ascoltare cio’
che
>riguarda Krishna
>2. prendere prasada (un prasada piu’ buono possibile)
>3. stare in compagnia dei devoti (scegliendo quelli che hanno lo
stesso
>tipo di mentalita’)
>4. fare qualcosa di bello per Krishna (offriva i servizi piu’
entusiasmanti
>e accettava quasi qualsiasi idea dei devoti)
>
>La strategia di Prabhupada era che quando uno aveva assaggiato il
gusto
>superiore, gli diventava piu’ facile mollare il resto. La cosa
funziona su
>vari livelli: piu’ si assaggia il gusto superiore, piu’ si riesce a
lasciar
>perdere gli altri gusti. Fino al gusto supremo.
>
>Per quanto riguarda le domande specifiche, noto anche problemi sulle
uova e
>sugli “intossicanti”. Secondo la mia esperienza, le uova sono
>sostituibilissime. Ampliando la gamma delle ricette che si conoscono e
si
>preparano e scegliendo quelle piu’ adatte al proprio gusto, si trovano
cibi
>molto piu’ soddisfacenti e le uova diventano semplicemente quello che
sono:
>ovulazioni di gallina piu’ o meno fecondate. (bleah!)
>Per gli intossicanti, credo che il problema sia simile. Con un gusto
>superiore (anche solo materiale) si puo’ facilmente smettere. Un sacco
di
>gente smette di bere alcolici e caffe’ e fumare sigarette senza
>sperimentare l’estasi spirituale.
>Come regola generale, quando si vuole smettere di fare qualcosa,
bisogna
>sempre chiedersi, “cosa mi da’ questa assuefazione per soddisfare i
miei
>bisogni?” Poi ci si regola di conseguenza, sostituendo con qualcosa di
piu’
>sano e innocuo.
>
>Mi riservo di proseguire la dissertazione in un prossimo messaggio,
perche’
>il file e’ diventato enorme e il sole sta sorgendo (e’ scaduto il mio
tempo
>da e-mail). Nel frattempo ti auguro ogni successo nella vita
spirituale
>(che e’ basata sulla sincerita’, quindi mi sembra che sei messo bene).
Se
>un devoto per un’intera vita rimane devoto nonostante non riesca a
passare
>alla fase successiva (dopo quella iniziale), torna a Krishna. A
Krishna
>tornano quelli che si ricordano di Lui al momento della morte, non
quelli
>che hanno il bollino blu delle banane.
>A presto,
>PK >Carissimo Renzo, Hare Krishna.
>Siccome l’argomento e’ estremamente importante, credo che sia
necessario
>procedere alla seconda parte della discussione per chiarire ancora
meglio i
>concetti.
>Nel messaggio precedente abbiamo visto che:
>
>1. La cosa piu’ importante nella coscienza di Krishna e’ ricordarsi di
>Krishna, e le regole devono servire ad aiutarci in questo senso.
>2. Per arrivare a pensare sempre a Krishna bisogna diventare capaci di
>controllare la mente e i sensi, altrimenti continueremo a pensare ad
altre
>cose; questa pratica della meditazione attiva su Krishna e’ un
processo
>graduale nel quale e’ normale attraversare dei momenti di debolezza e
>persino dei fallimenti (o lunghe fasi preparatorie prima di riuscire a
>situarsi su un livello di controllo dei sensi sufficiente), perche’ la
>potenza della mente e dei sensi (che sono emanazioni di Maya, che e’
>un’energia divina) non e’ da sottovalutare. Per ampliare il concetto
di
>come mente e sensi sono emanazioni di Maya, cliccare (??) cioe’ fare
la
>domanda.
>3. E’ necessario mantenersi ben saldi nel buon senso e
nell’intelligenza,
>usando il fallimento come pilastro del successo.
>4. Per controllare i sensi e la mente l’unico sistema e’ quello di
>concentrarli su un gusto superiore e impegnarli nel servizio attivo
>(kirtana, prasada, servizio ecc.). Cioe’ quando Maya viene impegnata
nel
>servizio a Krishna diventa YOGA-MAYA (yoga significa unire,
impegnare).
>Fantastico, eh? Bello il sanscrito, gia’ imparando il sanscrito si
puo’
>capire molto piu’ facilmente la filosofia.
>
>Possiamo ora procedere con la dimostrazione dei punti seguenti:
>
>5. E’ meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece che
>stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi.
>6. Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per
uscire
>dall’ignoranza, e la virtu’ per uscire dalla passione.
>7. Quando si offre a Krishna tutto cio’ che si fa, le nostre azioni
vengono
>purificate (diventa tutto prasada).
>8. Il primo passo nel controllo dei sensi e’ il controllo della
lingua,
>attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada.
>
>
>E’ meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece che
>stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi
>
>La Bhagavad gita raccomanda nel capitolo 3:
>4. Non e’ semplicemente astenendosi dall’agire che l’uomo puo’
liberarsi
>dall’azione, ne’ la pura rinuncia puo’ portare al successo.
>6. Chi si astiene dalle azioni sensoriali (di occhi, lingua, naso,
tatto e
>genitali) ma continua ancora a pensare agli oggetti dei sensi e’
certamente
>uno sciocco che cerca di imbrogliare se stesso.
>7. O Arjuna, molto piu’ apprezzabile di questo impostore e’ colui che
>comincia a controllare la mente e i sensi impegnando questi stessi
organi
>(vedi sopra) in attivita’ regolate cercando di superare l’attacamento.
*
>11. I deva, signori dell’universo, saranno compiaciuti dal compimento
del
>sacrificio (azione sacra, cioe’ diffusione della coscienza di Krishna)
e vi
>ricambieranno dispensandovi ogni benedizione e felicita’.
>12. Soddisfatti dal vostro lavoro spirituale, certamente i deva vi
>concederanno i piaceri che desiderate e di cui avete bisogno per
vivere.
>29. Coloro che sono confusi dalle influenze della natura materiale si
>impegnano in azioni materiali; poiche’ si tratta di persone ignoranti
e
>tendenzialmente pigre, non vanno distolte dall’azione. Il saggio fa
>attenzione a non turbare tali persone.
>33. Persino il saggio che conosce la verita’ tende ad agire seguendo
le
>proprie caratteristiche naturali. A che serve reprimere la propria
natura?
>
>Bisogna dunque procedere gradualmente (gradualmente non significa
sempre
>lentamente, bensi’ “in modo sicuro”) cercando di migliorare sempre,
senza
>pero’ scoppiare. Cercare di strafare, quando costituisce
un’imposizione
>artificiale e non un impeto spontaneo (come nelle maratone o quando si
e’
>in estasi), porta sofferenza e distrugge il servizio devozionale. Chi
si
>ingozza si regole poi finisce per vomitare, il progresso spirituale
deve
>essere digerito bene.
>* Se vuoi smettere di fumare e non riesci a smettere in un giorno
solo,
>diminuisci gradualmente e sostituisci.
>Tanto che, mi dicono, molti seguaci di Mahaprabhu (Narottama das
Thakur,
>Syamananda Prabhu ecc.) sono andati a predicare in Bengala e stati del
Nord
>est India chiedendo alla gente semplicemente di cantare Hare Krishna,
senza
>nemmeno aspettarsi che seguissero delle regole (prova a convincere un
>Bengali o un Oriya a smettere di mangiare pesce, se ci riesci). Chi
segue
>tutte le regole qui di solito vive in una Math e ti assicuro che ce ne
sono
>pochissimi, le Math sono quasi deserte. Come “ricompensa” del seguire
tutte
>le regole, i residenti si sentono autorizzati a farsi mantenere dalla
Math
>senza fare un tubo (tranne poche anime veramente sincere) e quindi la
Math
>diventa semplicemente un albergo (di quindicesima categoria, ma tanto
loro
>prima vivevano uguale se non peggio) aggratis per mangiare e dormire e
>spaziare tutto il giorno. Prabhupada aveva altre idee in mente, come
ben
>sai.
>
>
>Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per uscire
>dall’ignoranza, e la virtu’ per uscire dalla passione
>
>C’e’ una tecnica specifica per arrivare a controllare i sensi e la
mente,
>che consiste nell’utilizzare i guna come una scala per poi passare
anche al
>di la’ della scala. Quando siamo immersi nell’ignoranza e nella
passione,
>e’ assurdo cercare di fare i trascendentali austeri o i brahmacari di
ferro
>(che quando piove si arrugginiscono).
>Dall’ignoranza (irresponsabilita’, illusione, pazzia, ignoranza,
sonno,
>perdita di tempo, ubriachezza ecc.) dobbiamo passare alla passione
(azione,
>lavoro, costruzione, impegno, responsabilita’, matrimonio, sviluppo
delle
>relazioni, ecc.)
>Dalla passione (attaccamento, possesso, lussuria) dobbiamo passare
alla
>virtu’ (pulizia, onesta’, scopo superiore, desiderio di fare il bene
degli
>altri, altruismo, dedizione, purezza, nobilta’ d’animo, distacco,
ecc.)
>Dalla virtu’ possiamo facilmente passare alla pura virtu’, che e’ la
>posizione trascendentale.
>
>Quando si offre a Krishna tutto cio’ che si fa, le nostre azioni
vengono
>purificate (diventa tutto prasada)
>
>Come passare alla posizione trascendentale? Offrendo a Krishna tutto
cio’
>che facciamo (cioe’ agendo in ogni circostanza considerandoci
servitori di
>Krishna e persone impegnate nella vita spirituale). Se leggi il libro
di
>Krishna nel finalino del capitolo sul brahmana Sudama (da povero
diventato
>ricchissimo) c’e’ scritto ben chiaro. Sudama visse per il resto dei
suoi
>giorni gratificandosi con i regali di Krishna e accettandoli come
prasada.
>In altre parole:
>
>a. si puo’ mangiare per Krishna> si mangia pensando: il mio corpo e la
mia
>mente hanno bisogno di questo nutrimento, di questi sapori e di questa
>soddisfazione (cioe’ gratificazione) per funzionare bene e svolgere il
>servizio a Krishna che e’ la mia missione in questa vita; devo fare in
modo
>da scegliere i cibi piu’ adatti e mangiare la giusta quantita’ nel
modo
>giusto e nell’ambiente giusto per stare meglio in salute e mantenere
la mia
>mente soddisfatta. Questo e’ il passo successivo (e separato) del
fatto di
>offrire il cibo a Krishna prima di mangiare, che e’ tutto un altro
discorso
>su cui si puo’ dire moltissimo.
>b. si puo’ dormire per Krishna> si va a dormire pensando: il mio corpo
e la
>mia mente hanno bisogno di dormire per recuperare le energie,
altrimenti
>non saro’ in grado di fare un buon servizio a Krishna; se e’
necessario per
>la tranquillita’ e l’efficacia del riposo devo usare un buon letto con
>buone lenzuola ecc. E desiderare di sognare Krishna (magari se
leggiamo
>qualche cosa di adatto prima di andare a dormire la cosa aiuta).
>c. si puo’ persino andare al gabinetto per Krishna> si pensa: ora devo
>prendermi cura delle esigenze del mio corpo in modo da mantenerlo in
buona
>salute ed evitare che la pressione e le tossine mi offuschino il
cervello e
>quindi ostacolino la mia meditazione e il mio servizio. Il mio corpo
svolge
>queste funzioni automaticamente e in modo meraviglioso, secondo il
piano di
>Krishna che e’ il piu’ grande scienziato e ha progettato questa
macchina
>meravigliosa. Che meraviglia, osservare in che modo le sostanze di
scarto
>vengono eliminate per tenere pulito l’organismo. Krishna e’ davvero
>insuperabile.
>Eccetera. (ah, si puo’ anche pulire il gabinetto per Krishna, pensando
che
>si sta mantenendo la pulizia per aumentare il livello di vibrazioni
>sattviche nel luogo dove si vive)
>
>d. si puo’ guardare la televisione per Krishna> si pensa: questo
programma
>e’ utile e interessante, e mi puo’ dare buone informazioni che poi
usero’
>per il mio lavoro di predica, devo guardarlo e mettere a buon uso le
>risorse dell’energia materiale, che appartiene a Krishna. Quando c’e’
>qualche programma che invece mi puo’ appesantire la mente (orrore,
>stupidita’, ecc.) metto la televisione al servizio di Krishna
spegnendola
>(un atto di predica come protesta politica, se vogliamo, dato che ci
sono i
>Grandi Fratelli che guardano quanta gente sceglie quali programmi, si
>chiama indice di ascolto).
>e. si possono prendere delle medicine per Krishna> anche se non e’
>necessario offrirle in modo rituale, diventano prasada se si pensa:
queste
>medicine (anche se possono contenere sostanze intossicanti o che
comunque
>non si possono offrire a Krishna direttamente) sono necessarie per la
mia
>salute, in modo che io possa continuare a fare un buon servizio a
Krishna,
>desidero che Krishna benedica questa mia intenzione e questo mio
sforzo di
>prendermi cura di questo corpo, che e’ Sua proprieta’. Idem dicasi se
>invece di prendere la medicina sotto forma di pillola la si prende
sotto
>altra forma; esempio la caffeina e’ la cura migliore per i dolori
>mestruali. Invece di inghiottire pillole di Antalgil (98% caffeina, 2%
>eccipienti) e bucarsi lo stomaco, e’ meglio bere una cocacola o un
caffe’
>poco prima del e durante il periodo mestruale. Garantito, funziona.
>A volte l’alcol viene usato per aiutare la digestione, ci sono molti
devoti
>che prendono un preparato ayurvedico per la digestione che contiene
una
>piccola percentuale di alcol. Questo non significa che va bene
sbronzarsi o
>diventare assuefatti al bicchiere di vino; si puo’ mantenere la dose
al
>minimo “medicinale”.
>La stessa cosa vale per il te’ (Prabhupada lo dimostro’ direttamente
nei
>primi anni a Mukunda Mj, credo, il quale racconta come un giorno lo
>sorprese mentre stava bevendo del te’ e Prabhupada commento’ che si
puo’
>bere se uno ne ha bisogno come medicina).
>Per le sigarette e’ un po’ piu’ difficile, perche’ sappiamo bene che
il
>tabacco porta una grave assuefazione in men che non si dica, e la sua
>utilita’ medicinale non e’ un granche’ (oltre a far venire il cancro
ai
>polmoni e un cifra di altri problemi se uno volesse morire alla
svelta). Ti
>parla una che fumava due pacchetti al giorno (cercando inutilmente di
>smettere per diverso tempo) e ha smesso di colpo trasferendosi
all’ashram
>di Gaurakrishna a Milano nel 78, sostituendo la sigaretta con il japa.
>Funziona, tiene impegnata la bocca e le dita allo stesso tempo.
>f. si possono lavare e stirare i propri panni per Krishna> si pensa:
se io
>mi presento alla gente con vestiti puliti e in ordine, mi sara’ piu’
facile
>convincerla ad apprezzare la bonta’ della coscienza di Krishna e ad
>ascoltare il Suo messaggio, inoltre la sensazione di benessere
sattvico dei
>vestiti puliti e in ordine mi aiutera’ a mantenere pulita e in ordine
la
>mia mente cosi’ che io possa ricordarmi piu’ facilmente di Krishna e
del
>Suo servizio, mentre faccio servizio diretto (pujari o cucina) o
indiretto
>(qualsiasi altro servizio).
>g. si puo’ fare la spesa per Krishna> si pensa: per facilitare il mio
>servizio a Krishna ho bisogno di andare a radunare degli oggetti e
degli
>ingredienti, nello stesso tempo devo assicurarmi di usare nel modo
migliore
>l’energia di Krishna (il denaro) non spendendo piu’ del necessario e
non
>facendomi imbrogliare (cioe’ devo evitare che i Ravana materialisti
>approfittino di Laksmidevi).
>Eccetera.
>
>
>Il primo passo nel controllo dei sensi e’ il controllo della lingua,
>attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada
>
>Seguendo il principio filosofico di cui sopra, e’ possibile essere
devoti e
>coscienti di Krishna senza venire ossessionati e strangolati dalle
regole.
>In fondo, molta gente sceglie di appartenere a una chiesa o a un
gruppo
>solo come segno di distinzione sociale (tipo quelli che vogliono
prendere
>l’iniziazione solo per avere il nome spirituale ed essere
“rispettabili”),
>e ne segue le regole come seguisse le regole di un club, stabilite a
>capriccio dai fondatori, senza apprezzarne il significato. Tipo gli
ebrei
>che non mangiano carne con il latte (kosher), invece di evitare di
mangiare
>la carne del tutto si arrampicano sui vetri per seguire la regola alla
>lettera tenendosi ben lontani dallo spirito perche’ e’ troppo
difficile.
>Idem dicasi per la storia di “non mangiare carne col sangue”. Com’e’
>possibile non mangiare sangue quando si mangia carne, che e’ fatta di
>sangue?
>
>Lo scopo del predicatore della coscienza di Krishna e del guru (come
>dimostro’ ampiamente Srila Prabhupada) consiste nel rendere la
coscienza di
>Krishna piu’ facile e attraente per tutti, in modo che la gente possa
>tornare a Krishna felicemente e senza alcuna fatica (susukham kartum
>avyayam), senza paranoie e senza falso orgoglio. Benvenuto nel club. I
guru
>che non fanno questo lavoro non sono all’altezza delle descrizioni
degli
>shastra, oppure si occupano di un certo gruppo di persone soltanto
>(bigotti, chiesaioli, ecc.) e saranno responsabili delle loro azioni e
del
>(mancato) progresso spirituale reale dei loro discepoli.
>
>Per quanto riguarda il controllo dei sensi in generale, l’istruzione
>fondamentale e’ quella di controllare per prima cosa la lingua
attraverso
>la vibrazione sonora spirituale (la recitazione del japa, il canto, la
>recitazione di preghiere e mantra vari, la predica, lo scambio di
opinioni
>tra devoti, la discussione su come sviluppare la coscienza di Krishna
e
>diffonderla il piu’ possibile) e il prasada (piu’ buono possibile);
anche
>la distribuzione di questi due fondamentali strumenti e’ di grande
aiuto
>per la nostra personale sadhana. In altre parole, se distribuisci
prasada e
>fai in modo che gli altri lo apprezzino, anche la tua lingua verra’
>controllata, insieme agli altri sensi, dal Maestro dei sensi
(Hrishikesha).
>Bello, no?
>
>Per quanto riguarda la domanda “quando si deve ritenere conclusa la
fase
>iniziale”, non e’ mai conclusa, siamo tutti principianti. Srila
Pabhupada
>stesso diceva ai suoi discepoli: prego sempre Krishna che non mi
faccia
>cadere perche’ in questo mondo dimenticarsi di Krishna e’ molto
facile.
>Come abbiamo visto, anche i grandi guroni possono trovarsi in serie
>difficolta’, tanto piu’ serie quanto per “mantenere la facciata”
vogliono
>far finta di non avere mai problemi. Se tengono ben chiuso il
coperchio
>della pentola a pressione e otturano la valvola perche’ nessuno la
senta
>fischiare, prima o poi ci sara’ un bel botto. Tutti sbagliano, tutti
>falliscono, tutti hanno dei limiti che si stanno sforzando di
superare.
>Anche i guru, perfino se non lo dicono, devono andare al gabinetto, si
>ammalano, si dimenticano delle cose, si confondono le citazioni degli
>shastra. Non per questo un devoto sincero deve essere considerato un
>fallito (api cet suduracaro bhajate mam ananya bhak, sadhur eva sa
>mantavyah samyag vyavasthito hi sah). Se tu sei situato nella “bhajate
mam
>ananya bhak”, cioe’ servi Krishna in modo sincero, non devi
preoccuparti di
>niente, sei un santo, anche se e’ sempre bene mantentere umilmente la
>visione della propria vera posizione per evitare di perdere la testa.
>La “fase successiva” e’ semplicemente quella di ricordarsi sempre un
po’ di
>piu’ di Krishna e impegnarsi di piu’ nel Suo servizio.










Commenti Recenti