I MITI DELL’ATOMO VERDE

7 03 2008

 

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  di SaraS n. 39 Ottobre/Dicembre 2007
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“… in tutto il mondo verranno costruite delle torri. E si dirà che nelle torri abiterà la vita, mentre saranno i castelli della morte. Alcuni di questi castelli saranno scrollati e dalle loro ferite uscirà sangue marcio che infetterà la terra e il cielo. Perché i grumi di sangue infettato voleranno come rapaci sulle nostre teste. E più di un rapace cadrà sulla terra e la terra dove cadrà diventerà deserta per sette generazioni”. Grigorji Rasputin (profezie).

I MITI DELL’ATOMO VERDE

I rischi per la salute dell’energia nucleare

“L’energia nucleare aiuta a salvare l’ambiente” ha tuonato il presidente Bush davanti alla centrale nucleare di Limerick vicino a Philadelphia il 24 Maggio 2006. “L’energia nucleare è sicura”. Nell’uditorio, composto di lavoratori della centrale, è scoppiato un applauso selvaggio.

Questa apodittica affermazione di sicurezza è la chiave della forte pressione e della campagna di pubbliche relazioni dell’industria nucleare attorno al primo ordinativo di un reattore atomico negli U.S.A. dal 1978, mentre i vecchi impianti restano operativi. Ma molti rischi per la salute pubblica vengono ignorati e numerosi miti sono riadattati per dipingere di verde l’energia nucleare.

MITO n° 1 - I REATTORI ATOMICI SONO SENZA EMISSIONI

Anche se i reattori atomici non emettono direttamente gas a effetto serra, emettono nel loro normale funzionamento oltre cento sostanze chimiche, ciascuna delle quali è radioattiva e cancerogena, con la sua specifica funzione biochimica: lo Stronzio 90 attacca le ossa e i denti, lo Iodio 131 finisce nella tiroide e il Cesio 137 si fissa nei tessuti molli.
Queste sostanze chimiche entrano nel corpo umano con la respirazione e la catena alimentare e danneggiano in modo particolare il feto e i bambini piccoli. Nel 2005, una commissione dell’Accademia nazionale Americana delle Scienze ha stabilito che anche basse dosi di radiazioni sono dannose, evidenze crescenti documentano inoltre che le popolazioni che abitano vicino a centrali nucleari hanno subito danni. Una rivista medica del 2005 ha mostrato la concomitanza fra la presenza di Stronzio 90 nei denti dei bambini e i tassi di cancro infantile vicino agli impianti nucleari della stato di New York e del New Jersey.

MITO n° 2 - NON VI SARANNO INCIDENTI GRAVI

Guasti meccanici hanno più volte portata dei reattori nucleari vicino ai livelli di fusione del nocciolo dell’incidente di Chernobyl. La U.S. Nuclear Regulatory Commission ha testimoniato davanti al Congresso nel 1985 l’esistenza di un 45% di possibilità di una fusione totale del nocciolo in un reattore nucleare degli U.S.A. nell’arco di 20 anni.

MITO n° 3 - I VECCHI REATTORI SONO SICURI

I 103 reattori U.S.A. attuali hanno lavorato in media 27 anni, mentre nel 1980 la vita media dei reattori operativi allora era di 6 anni. L’invecchiamento, la corrosione di componenti del reattore e l’inabilità umana a individuare potenziali guasti aumentano col passare del tempo. Negli ultimi 20 anni, 27 reattori U.S.A. sono rimasti chiusi per riparazioni almeno un anno, mentre altri 14 sono stati chiusi per sempre. Ma i controlli federali hanno concesso ampi contratti di lavoro dai 40 ai 60 anni per quasi la metà di tutte le centrali nucleari americane e sono attese ulteriori estensioni.

MITO n° 4 - GLI IMPIANTI NUCLEARI SONO SICURI DA ATTACCHI TERRORISTICI

Fin dall’11 Settembre 2001, gli operatori degli impianti nucleari hanno dichiarato che nessun tipo di attacco terroristico poteva avere successo, e ciò mentre confondevano le carte per migliorare i provvedimenti di sicurezza. Comunque le relazioni del 2005 da parte della Commissione dell’11 Settembre e dell’Accademia Nazionale delle Scienze concludono che le centrali nucleari U.S.A. sono vulnerabili ad attacchi terroristici e non ben preparate.

MITO n° 5 - GLI EFFETTI DI UNA FUSIONE DI UN REATTORE SONO MINIMI

Nel 1982, i Sandia National Laboratories riferirono al Congresso le loro stime sul numero di conseguenza di una fusione del nocciolo del reattore nucleare vicino a ciascuna centrale degli U.S.A. La previsione di danni più alta era proprio quella relativa all’impianto di Limerick vicino a Philadelphia, con 674.000 casi di avvelenamento acuto da radiazioni -di cui 74.000 mortali- oltre a 34.000 morti nel tempo per cancro. Le stime sono vecchie e per difetto a causa della successiva crescita della popolazione, dell’esclusione della previsione di fusione nei bacini di stoccaggio delle scorie e della scelta arbitraria di piccole radiazioni nel calcolo degli incidenti.

MITO n° 6 - LE SCORIE RADIOATTIVE POSSONO ESSERE STOCCATE IN CONDIZIONI DI SICUREZZA

Lo Yucca Mountain in Nevada può darsi che non diventerà mai un cimitero permanente per le immense quantità di scorie altamente radioattive e questo sia a causa delle numerose sensibilità per la protezione del luogo, sia per i rischi legati al trasporto di enormi quantità di scorie per le strade degli Stati Uniti. Non avere una struttura permanente per il deposito delle scorie vuol dire che ogni centrale nucleare deve avere un proprio deposito di scorie, in gran parte profonde piscine d’acqua continuamente raffreddata.
Se un guasto meccanico o un attacco terroristico fermassero il continuo flusso d’acqua fredda, si verificherebbe una fusione devastante. Le piscine, come del resto molti impianti, si stanno riempendo e gli operatori stanno trasferendo le scorie in contenitori asciutti sopra il terreno, anch’essi vulnerabili a catastrofi su larga scala. I rifiuti di una normale centrale nucleare americana contengono centinaia di volte più radioattività di quella della bomba di Hiroshima.

MITO n° 7 - IL RIPROCESSAMENTO DEL COMBUSTIBILE NUCLEARE E’ UN’ATTIVITA’ SICURA

Gli esperti pro-nucleare vogliono riprocessare i combustibili nucleari usati, invece di abbandonarl come rifiuti radioattivi. Si è proclamata l’esistenza di una “nuova tecnologia” che renderebbe sicuro un processo del genere. Ma una tecnologia del genere non esiste e la speranza di riprocessare il combustibile è ancora fondata sul metodo poco sicuro riconosciuto come tale dalle amministrazioni Ford e Carter degli anni ‘70.

MITO n° 8 - L’ENERGIA NUCLEARE E’ UN MODO EFFICACE DI RIDURRE I LIVELLI DI GAS SERRA CHE PROVOCANO IL RISCALDAMENTO DEL PIANETA.

Esistono altri modi, più fattibili, per ridurre il riscaldamento del pianeta, compreso l’aumento dell’autonomia dei veicoli, con l’aumento dei chilometri percorribili con ogni litro di benzina. L’approvazione di recenti proposte di legge, come quella presentata dal Senatore Richard Durbun e dal deputato della Camera dei Rappresentanti Chrisopher Shays, imponendo di raddoppiare a 30, come media nazionale, i chilometri percorsi con un litro di benzina in un decennio avrebbe conseguenze molto più forti di ogni programma spinto di costruzione di reattori nucleari.

MITO n° 9 - L’ENERGIA NUCLEARE RIDUCE LA DIPENDENZA DA PETROLIO

Si imputa all’energia nucleare di essere un modo per ridurre la dipendenza americana dai prodotti petroliferi inquinanti, quando il petrolio fornisce solo il 2% dell’energia elettrica della Nazione.

Il punto cruciale degli argomenti contro l’industria nucleare è la minaccia che essa costituisce per la salute pubblica. Agli americani si dovrebbero fornire informazioni concrete sui rischi dei reattori nucleari, permettendo loro di distinguere i miti dalla realtà e prendere decisioni informate nella scelta delle fonti di energia elettrica. Si dovrebbe perciò dare la massima considerazione alle forme non tossiche di energia come il solare, il vento e la geotermia.

Efficienza, sobrietà e autoproduzione energetica. I problemi posti dalla crescita forono poratiper la prima volta all’attenzione dell’opinione pubblica nel 1972 dal libro “I limiti dello sviluppo”, in cui venivano pubblicati i risultati di una ricerca commissionata dal Club di Roma a un gruppo di studiosi del Massachusetts Institute of Technology. In relazione alla crescita dei consumi energetici il rapporto metteva in evidenza la possibilità che le fonti fossili non fossero in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale dopo il 2010 e denunciava l’aggravarsi dell’inquinamento atmosferico causato dai processi di combustione. Di conseguenza poneva all’ordine del giorno la necessità di ridurne l’uso. Ma come fare, senza compromettere la crescita economica e produttiva delle società industriali? Come fare, senza impedire ai paesi poveri di raggiungere maggiori livelli di benessere?

Nel dibattito che seguì la pubblicazione del rapporto si delinearono due posizioni alternative in forte polemica tra loro. I fautori della prima sostenevano che la riduzione dei consumi di fonti fossili poteva essere ampiamente compensata dalla fissione nucleare, una tecnologia evoluta e sperimentata, in grado di soddisfare in tempi brevi una quota consistente della domanda di energia elettrica, per di più senza emettere CO2 e ossidi di zolfo. I fautori della seconda sostenevano che occorreva invece puntare sull’energia solare.

Il sole -dicevano- invia ogni giorno sulla terra una quantità di chilowattora tuttora in grado di soddisfare 10mila volte il fabbisoglio energetico di tutta l’umanità, gratis e in maniera pulita. Per utilizzare questa risorsa era necessario accellerare con investimenti di denaro pubblico lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie capaci di trasformarla in energia elettrica e calore, in particolare i pannelli fotovoltaici, che avevano già raggiunto un’efficienza di trasformaione così elevata da essere quasi competitivi sul mercato con le centrali termoelettriche. La tecnologia nucleare, invece, era molto pericolosa e i rischi di incidenti con fuoriuscita e diffusione nell’ambiente di sostanze radioattive erano molto alti. Ma anche se tutto fosse filato liscio, le scorie del combustibile atomico mantengono la loro radioattività fino a centomila anni e non si sa come inertizzarle. Lo stesso problema viene posto dalle centrali, che dopo trenta anni di attività devono essere smantellate in conseguenza delle radiazioni assorbite dalle loro strutture. Non potendo negare questi problemi, i sostenitori del nucleare ribattevano che lo sviluppo scientifico e tecnologico futuro avrebbe consentito di risolverli, come era sempre successo in passato. L’importante era realizzare al più presto un’alternativa alle fonti fossili.

Questo il solare non lo consentiva, nonostante le ottimistiche previsioni dei suoi sostenitori, perché il suo rendimento era talmente basso da offrire un contributo poco più che simbolico. Perché diventasse significativo sarebbe occorso ancora qualche decennio di sperimentazione e ricerca, mentre l’alternativa al petrolio non poteva essere rimandata.

Posizioni più distanti non ci sarebbero potute essere. Eppure, nonostante le loro divergenze, entrambe erano accomunate dalla stessa impostazione metodologica, poiché individuavano nello svilupo di una fonte energetica alternativa la soluzione dei problemi posti dalla necessità di ridure il consumo di fonti fossili. Davanti alla prospettiva di un deficit di offerta, per esaurimento della risorsa e/o per l’aggravarsi dei problemi ambientali posti dal suo uso, una prospettiva che la crisi scoppiata nell’autunno 1973 rese drammaticamente concreta appena un anno dopo la pubblicazione del Club di Roma, i sostenitori di entrambe le posizioni, pur non escludendo l’utilità di una diminuzione della domanda mediante una riduzione degli sprechi, ritenevano che non se ne potesse ottenere molto e che la soluzione del problema consistesse fondamentalmente nell’incremento dell’offerta di una fonte alternativa. L’impianto concettuale di entrambe le proposte era autentico. La divergenza si sviluppava sulla fonte che potesse svolgere questa funzione. I fatti avrebbero dimostrato che avevano torto entrambi a sostenere la propria e ragione entrambi a criticare l’altra.

La prima fase del confronto si concluse con la provvisoria vittoria dei nuclearisti. Il piano energetico nazionale approvato dal parlamento italiano del 1977 prevedeva la costruzione di sei centrali atomiche da 2000 megawatt cadauna.
SEGUE SU LMS: TORNA IL NUCLEARE? LE CENTRALI NUCLEARI NON SONO SICURE
PER NON DIMENTICARE:

- http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Chernobyl
- http://it.wikipedia.org/wiki/Chernobyl
- FOTO CHERNOBYL
- BAMBINI DI CHERNOBYL
- IMMAGINI DI CHERNOBYL




Nota:

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PENSIAMOCI MOLTO BENE, PRIMA DI VOTARE I POLITICI CHE INTENDONO RILANCIARE IL NUCLEARE! IL FUTURO LO SCEGLIAMO NOI ADESSO, CIO’ CHE AVREMO DOMANI SARANNO I FRUTTI DELLA NOSTRA SEMINA DI OGGI.

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