Sri Isopanisad

28 01 2008

iso_cover Trovai questo piccolo (ma in realta’ GRANDE, molto grande)
libro in casa, molti anni fa (ero appena un ragazzo, maggiorenne da poco), “per caso”. Chiesi a mia madre ed al mio papà, ma
nessuno ne sapeva niente: ufficialmente nessuno porto’ mai nella mia casa
quel libro. Gia’ di per sé il libro era curioso, ma questo mistero mi
incuriosii ancora di piu’. Iniziai a sfogliare questa edizione della Sri
Isopanisad e mi colpi’ subito una conferenza di un certo A.C. Bhaktivedanta
Swami Prabhupada tenutasi il 6 ottobre 1969 alla Conway Hall a Londra, il
cui testo era riportato a pagina VII. Cio’ che lessi mi fece molto
riflettere: a tutt’oggi ricordo quasi a memoria il contenuto verbale di
quella conferenza. L’autore parlava cosi’ chiaramente e cosi’ semplicemente
di Verita’ cosi’ alte, di concetti cosi’ filosofici eppure semplificati al
massimo, in un linguaggio a tutti comprensibile o almeno cosi’ io pensai.
Questo Bhaktivedanta diceva le cose che avevo sempre pensato, senza
chiamarle magari con i loro nomi specifici, ma le avevo sempre pensate!
Erano gia’ tutte dentro di me! Era incredibile. Eppure, il libro fini’ poi
in un cassetto e solo molti mesi dopo tornai “per caso” in contatto con una
associazione internazionale che si chiamava I.S.K.CON. Ma questo lo
raccontero’ un’altra volta.

Renzo Samaritani

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LO SCEC MEGLIO DELL’EURO ?

28 01 2008

 

Tratto da “Famiglia Cristiana”
n. 2 del 13 gennaio 2008, pag. 64 e pag. 66

Attualità/Economia
di Guglielmo Nardocci

Si stanno diffondendo le “monete locali
LO SCEC MEGLIO DELL’EURO?

  I primi sono stati i Napoletani, ma ben presto li hanno seguiti un pò in tutto il Paese. Tecnicamente, si tratta di buoni sconto per pagare parte della spesa. E FUNZIONANO.

A Napoli circolano già da tempo banconote locali, diverse dall’euro, con l’effigie del ribaldo Masaniello, mentre a Genova campeggia il Grifo, suo simbolo; e per le tante altre città che dalla primavera prossima lanceranno le proprie banconote sarà un bel vedersi fra le migliaia di simboli dell’Italia dei campanili.

Il primo esperimento l’hanno fatto a Napoli, città dove, come è noto, non circolano gli ingenui. Fabio Filippi, Luca  Vennetiello, Nello De Gennaro e Francesco Papa hanno inventato,  prendendolo in prestito da una battuta di Totò in Miseria e Nobiltà, lo “sconto che cammina”, poi sintetizzato in “Scec”.

Ed è esattamente uno “sconto che cammina” questa moneta che tecnicamente si definisce “buono locale”. Si fa così: si mettono insieme attività pubbliche, esercizi privati e iscritti, si stampano le banconote e si distribuiscono nel circuito territoriale. Chi va a comperare negli esercizi convenzionati tramuta lo sconto (dal 10 al 20 per cento, non oltre) in Scec, ovvero buoni di un euro con in quali si va in altri negozi convenzionati, fino a poter comperare senza spendere e poi via da capo. E lo sconto cammina veloce: il numero di associati fra privati, imprese e persino attività professionali o di servizio è in continuo aumento.

“La domanda che ci rivolgono più frequentemente”, spiega Pierluigi Paoletti, animatore e coordinatore, con Centrofondi, di numerose iniziative sparse in tutto il Paese, “è se queste iniziative siano legali o no. Sono legali e sono presenti ormai in altri Paesi europei, in Germania in particolare, dove quasi tutti i Land se ne sono dotati. Nel mondo si contano ormai 6.000 esperimenti in corso di questo tipo. Ma ho citato la Germania perché è l’altro Paese europeo che ha risentito come noi degli effetti peggiori dell’introduzione dell’euro, e cioè prezzi raddoppiati, perdita di potere d’acquisto, depauperamento delle economie locali e della piccola distribuzione”.

- Ma come fa una moneta per così dire “parallela”, come questa di cui parliamo, a ridurre tutti gli effetti nefasti dell’introduzione dell’euro?

“La chiave della risposta è nella natura di questa moneta che nasce localmente fra gente comune, piccolo commercio, artigiani, agricoltori, professionisti ed enti locali. Questo tipo di ricchezza nel luogo nasce e nel luogo resta e si reinveste; al contrario di quanto accade quando il denaro transita attraverso le banche nazionali e internazionali o le grandi catene commerciali, le quali prelevano soldi nel tuo luogo e spesso lo reinvestono a duemila chilometri di distanza”.

- Qual è la convenienza per le famiglie e i commercianti?

“Per il consumatore è conveniente accumulare gratuitamente moneta parallela, perché ha maggiore capacità di spesa, di solito scarsa quando si arriva al 20 del mese. La convenienza per il commerciante è conseguente, perché la moneta locale può essere spesa solo negli esercizi commerciali aderenti al circuito e quindi incrementerà il suo giro di affari. Ma inoltre il commerciante potrà usare moneta locale a sua volta raccolta per comperare materia prima presso i produttori. E’ ovvio che la convenienza sale se si adottano strategie intelligenti. Per esempio, stiamo mettendo insieme una serie di raccordi per ridurre la filiera, e cioè stiamo accorciando i passaggi dal produttore al consumatore per ridurre il prezzo finale. Anche i grossisti potranno continuare ad avere un loro ruolo, ma organizzando i loro clienti commercianti in gruppi di acquisto”.

- Scusi la malizia, ma se un’organizzazione locale di questo tipo finisce che succede?

“Nulla. I buoni potranno essere scambiati con altri buoni locali degli aderenti al nostro circuito Arcipelago”.

- Gli economisti dicono che stampando una quantità maggiore di moneta si crea inflazione. Non si corre questo rischio?

“Questa particolare moneta, che abbiamo denominato Buono locale di solidarietà, viene spesa solo in una percentuale del prezzo, la parte restante continua a essere pagata in euro e quindi tutte le problematiche  relative all’inflazione e ai riflessi sui prezzi sono lasciate, per fortuna, alla Banca centrale europea. I buoni sono ovviamente un piccolo strumento per aumentare il potere di acquisto delle famiglie e per venire incontro alle economie locali spesso disastrate dalla logica della globalizzazione. Non è un caso che molti vescovi, cito per tutti monsignor Domenico Graziani di Crotone, ma anche i parroci che sono più vicini ai drammi delle famiglie, ci danno un grande aiuto per realizzare questo progetto. Aggiungo che se aderiranno anche gli enti locali sarà possibile in questa maniera pagare anche le tasse. E vi pare poco?”!.

Guglielmo Nardocci

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UFO, ESISTONO?

28 01 2008

 

ODEON TV

  REBUS, Questioni di conoscenza
  21 giugno 2007 - Ore 21:10
  Ufo, esistono?

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Puntate monotematiche - 21 giugno 2007

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sommario
prima parte
seconda parte
terza parte
quarta parte

Giovedì  21 giugno 2007 ore 21:10

Era il 24 giugno del 1947 quando Kenneth Arnold, un pilota civile americano, coniò per la prima volta il termine “dischi volanti”. Da allora il mondo si interroga sull’esistenza di forme di vita extraterrestre e sulla possibilità di un contatto con la nostra razza umana. Una storia che, secondo alcuni, sarebbe costellata da segreti e menzogne.

Rebus, questioni di conoscenza” si interroga sul fenomeno Ufo: esistono? E’ già avvenuto un contatto ufficiale tra noi e loro? Perché molti fatti vengono taciuti all’opinione pubblica? Di cosa si ha paura?

In studio con Maurizio Decollanz: Maurizio Baiata, direttore di “Area51”, Marco Morocutti, studioso del Cicap, e Rino Di Stefano, scrittore. Alla trasmissione parteciperà anche Pier Fortuna Zanfretta che, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, sarebbe stato rapito 11 volte dagli alieni.

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