CARNE CLONATA: QUESTO NON E’ PROGRESSO MA REGRESSO

21 01 2008

 

  Fonte: Vegetariani.it
  AVI Associazione Vegetariana Italiana,
  Via XXV Aprile, 41
  20026 Novate Milanese (Mi)
  ccp n. 17124207

CARNE CLONATA: QUESTO NON E’ PROGRESSO MA REGRESSO
17 gennaio 2008 - Carmen Somaschi (presidente A.V.I.)
Anche se come vegetariani non siamo consumatori di carne, siamo ugualmente preoccupati dall’autorizzazione al commercio della carne clonata data negli Usa dalla Fda (Food and Drug Administration) o meglio, siamo indignati.
Come vegetariani due cose sopra le altre ci indignano: la mancanza di informazione verso il consumatore e la non considerazione degli animali.

Questo ci fa retrocedere di anni e anni svilendo le grandi conquiste del movimento dei consumatori e del movimento animalista e vegetariano!
Questa approvazione, infatti, considera la carne clonata un alimento naturale e per tutto identico alla carne proveniente da allevamenti “normali” e pertanto non richiede alcuna differenziazione di etichettaggio quando viene inserita sul mercato.
Così il consumatore non è in grado di sapere se la carne che acquista e mangia è clonata oppure no.
Preoccupante è vedere come ancora una volta si offrano ai consumatori prodotti di cui solo dopo anni si potrà realmente comprendere se sono pericolosi o meno, senza dare al contempo la possibilità di scelta.
Tutto ciò a vantaggio di un ristretto numero di persone che pone il proprio profitto e la propria fama davanti a ogni altra considerazione etica e sociale.

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L’ACQUEDOTTO DEL MONFERRATO CONTAMINATO DALLA RADIOATTIVITA’

21 01 2008

 


L’acquedotto del Monferrato contaminato dalla radioattività
di Elena Valdetara Canale

L’acquedotto del Monferrato che serve 101 comuni, nel territorio compreso fra Casale, Asti ed Alessandria (città escluse) in provincia di Alessandria corre un rischio di contaminazione radioattiva. Nei pozzi di tale acquedotto, che si trovano a poche centinaia di metri dal deposito di scorie nucleari di Saluggia (VC), dove sono convogliate ben l’80% delle scorie nucleari italiane, è stata riscontrata una (seppur minima) presenza di radioattività (come dimostrano le analisi effettuate dall’Arpa e scaricabili dal sito www.arpa.piemonte.it).

Le vasche dove sono contenute queste scorie perdono acqua radioattiva pare dal 2004. Ora stanno cercando di spostare le scorie in un altro contenitore (Avogadro) ma pare perda anche quello. A rischio la Dora Baltea che confluisce nel Po (dunque tutta la pianura padana… Vogliamo una nuova Chernobyl?). Ora l’idea che le istituzioni hanno avuto è di spostare queste scorie in treno e di inviarle in Francia dove ritorneranno tra forse quindici anni sotto forma di scorie solide. Il primo treno da Caorso (Piacenza) è già partito. Il problema è che questi treni attraversano parte della pianura padana e tutto il Piemonte, zone ad alta densità di popolazione, senza alcuna comunicazione ufficiale alle popolazioni e senza dunque che sia predisposto alcun piano di sicurezza in caso d’incidente. Altri treni partiranno si presume nei prossimi mesi. Questo è quello che succede ormai su questo pianeta di ignavi.
Noi siamo un piccolo gruppo di semplici cittadini che si sono informati su quali possono essere gli effetti di una tale contaminazione e che tentano di sorvegliare l’operato delle istituzioni.
Prossimamente ci sarà un incontro tra presidente della Provincia, tecnici e, per la prima volta, sono stati invitati anche una rappresentanza dei cittadini interessati a prendervi parte. Esiste un volenteroso di qualche comitato scientifico ambientale che potrebbe presenziare a questo incontro e dare una mano dal punto di vista tecnico? (visto che ormai il comune buon senso è una specie estinta anch’esso). O siamo tutti fritti davanti al grill della tv per cui quello che non accade lì non accade da nessun’altra parte?

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Torta del contadino

21 01 2008
tortino-di-zucca.jpgUna saporita torta rustica a base di zucca, patate, cipolle e pomodori.

Preparazione:

Tagliate la zucca a fette alte circa un centimetro, Pelate le patate e tagliatele a fette alte circa mezzo centimetro, ed infine pulite la cipolla e tagliatela a fette.

In una teglia unta d’olio disponete uno strato di patate con sopra le fette di zucca e le cipolle tagliate.

Tagliate a fette i pomodori, mettendo qualche fetta sopra a tutto e versate abbondante olio.

Distribuite sopra un pò di basilico tritato e cuocete in forno caldo per un’ora circa.

Servite guarnendo con una fogliolina di basilico in ogni piatto.

Il piatto è ottimo anche riscaldato (anzi probabilmente il sapore acquista maggiore personalità qualche ora dopo la preparazione), va comunque consumato nell’arco delle 24 ore.

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TRE CASI DI REINCARNAZIONE

21 01 2008

 

L’autore di questo lavoro, TITUS RIVAS della Athanasia Foundation, Darrenhof 9, 6533 RT Nijmegen,Olanda,ritiene che questi tre casi di possibile reincarnazione siano molto simili a quelli descritti dal Dr. Stevensons dell’Univ. della Virginia. Uno in particolare sembra mostrare caratteristiche paranormali compatibili con l’ipotesi reincarnazionistica.

1) CERUNNE, IL MARINAIO

La ragazza da questo strano nome aveva 7 anni quando fu intervistata. Quando era in attesa, Christine, la madre, pur non avendo eseguito un’ecografia, aveva la certezza che si trattasse di una bambina poiché uno strano sogno premonitore gliel’aveva annunziato sotto forma di una donna, una Sciamana vestita di pelli d’animali ed a piedi nudi, che le aveva rivelato che la bimba che portava in grembo si sarebbe dovuta chiamare “Deer” (daino, cervo). Le disse pure che la nascitura aveva avuto una vita passata molto difficile e fu così che quando la bimba nacque le fu imposto il nome Cerunne, una divinità dell’olimpo Celtico associata ai cervi ed alla rinascita.
Cerunne era una bambina taciturna ma molto precoce dal punto di vista delle capacità motorie ed appariva un pò mascolina nel carattere.
A DUE-TRE ANNI D’ETA’, CERUNNE DISSE AI SUOI GENITORI DI RICORDARE UNA VITA PRECEDENTE VISSUTA COME MARINAIO.
Un giorno, indicando le piccole onde che si formavano sulla superficie di una piscina, commentò: “Le onde che io vedevo erano molto più alte di una casa”. Aggiunse che il mare era molto strano perché da infuriato diventava improvvisamente calmo nell’arco di poche ore. Spesso disegnava una nave dal nome “VURK” su cui avrebbe viaggiato svolgendo numerosi compiti, fra cui stare di vedetta, accudire le vele, ma anche prendersi cura dei passeggeri.
A tal proposito descrisse accuratamente le pessime condizioni igieniche dell’imbarcazione ed il fatto che a bordo non esistessero letti o amache, per cui tutti dormivano a terra coperti da rozzi canovacci. Si mangiava carne cruda ed i servizi igienici, inesistenti, costringevano i passeggeri ad urinare sul pavimento; le liti e le lotte fra i membri dell’equipaggio  erano molto comuni, ma Cerunne ricorda di aver sempre odiato queste manifestazioni violente. A conferma dei racconti legati alla vita da marinaio su un veliero, Cerunne mostrò un’incredibile, innata, capacità di arrampicarsi sugli alberi e la mancanza di paura del vuoto. Anche il ricordo di un’incidente in cui un suo compagno perse l’uso degli arti per una caduta dalla tolda, era molto vivido nella memoria della bambina, come quello del grande timone e del “moekille”, un lungo bastone appuntito, usato anche come arma di difesa. Il suo nome, in quella vita era “Peer”, un uomo smilzo con una lunga barba nera:  viaggiava verso un’isola piena di palme trasportando povera gente che andava colà per lavorare, ma non si trattava di schiavi. A sette anni i ricordi di Cerunne non si erano affatto sbiaditi e, durante l’ intervista, fu in grado di aggiungere altri dettagli sulla sua vita precedente, che si sarebbe conclusa alla veneranda età di 95 anni:”Eravamo uomini pieni di salute, anche se mangiavamo poco e male“, é stato il suo commento.
Nel racconto, esaminato da uno storico, vi sono molte affermazioni che collimano con luoghi e fatti appartenenti alla storia delle prime emigrazioni di massa fra Spagna ed isole Caraibiche, avvenute fra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900. La Corugna, che suona foneticamente simile al fonema inglese “Karoonya”, era proprio uno di questi porti Spagnoli e l’isola ricca di palme potrebbe essere stata Cuba che,a quei tempi insieme alle altre isole vicine, veniva chiamata “Las Indias” , mentre il “moekille” sarebbe simile alla parola “makhila”, un bastone-arma della Galizia. Il nome “Peer” potrebbe essere “Pedro” e “Voork” corrispondere a “Barco”, ovvero barca in Spagnolo. Tutte queste “coincidenze” sono altamente indicative di reali ricordi trasmessi da una vita ad un’altra e non appaiono legate a semplici casualità, mentre il sogno premonitore della madre di Cerunne, aggiunge significati altamente probanti sull’ origine celtica dello spirito reincarnatosi nel corpo di questa bambina Olandese.

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Centro Studi Bhaktivedanta

21 01 2008

EXPGANESH

Domenica 27 gennaio ore 16 -18,30
Incontro introduttivo al seminario di Visualizzazione Meditativa
Sede CSB Via Irma Bandiera 3/2 a Bologna – Ingresso Libero

Domenica 3 febbraio, 24 febbraio, 9 marzo, 30 marzo, 13 aprile, 4 maggio Ore 10,30-12 Introduzione alla Bhagavad-gita - Sede CSB Via Irma Bandiera 3/2 a Bologna – Ingresso Libero
Celebre testo sacro indiano, narra il dialogo tra il principe Arjuna e Krishna, sintesi della più antica tradizione filosofica indiana. In esso sono illustrati i diversi cammini di conoscenza, le regole dell’agire spirituale, il fervore del mistico, la disciplina dell’asceta e l’ordine cosmico universale.

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