Cinema: MATRIX

21 09 2007

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Eccomi qua…

Come già annunciato in quello che definirei Articolo zero, quest’oggi si parla di un film epocale: Matrix.

Molti si domanderanno: “Perché epocale?”. Vi ringrazio della domanda.

Epocale perché, per quanto riguarda gli effetti speciali, possiamo tranquillamente dire che esistono film prima e dopo Matrix. I fratelli Wachowski lanciano una fresca ed innovativa tecnica di riprese per le scene d’azione, il “bullet time” che rende le inquadrature un vero e proprio flash visivo.

Ma il film non è solo azione e tecniche diverse dall’ordinario. La storia di un mondo che non è reale, interamente creato per la nostra mente, con esseri umani completamente assoggettati alle macchine, riprende temi vecchi adattandoli alle nuove frontiere informatiche. Ma la visione, sia pure cinematografica, di “interi campi dove gli uomini non nascono…. vengono coltivati….” (Morpheus), crea realmente un groppo in gola.

Un film che parla dell’uomo, della sua connaturata indole a ricavare il maggior utile da quello che lo circonda, senza curarsi delle conseguenze. Infatti una delle scene forse più sconvolgenti riguarda uno degli agenti (Smith), nella quale spiega che quella che vedono non è la prima di versione di Matrix.

La prima era con i valori ideali di felicità e convivenza, ma non funzionò “interi raccolti andarono perduti…”. Quindi le macchine crearono un mondo più vicino alla realtà, “fatto di miseria…” e “all’apice della vostra civiltà…”. Ed infine paragona l’uomo ad un virus, che si insedia in una zona e sfrutta tutte le risorse esistenti, fino ad esaurimento, salvo poi spostarsi e ricominciare… gli si può dare torto?

Protagonista principale di Matrix è Keanu Reeves (Neo), l’eletto, colui il quale, con la sua forza mentale, riesce ad entrare in Matrix ed a modificarla a suo piacimento. Personalmente non ritengo sia un attore molto versatile, e proprio questo fa di lui la star ideale per questo personaggio. Neo, o il suo alter ego in Matrix Thomas Anderson, ha la faccia un pò da pesce lesso, monoespressiva, che rende perfettamente, però, la guerra interiore di dover diventare il salvatore del cosiddetto mondo libero dalle macchine, la città di Zion, che si trova nel sottosuolo.

Reeves è circondato da un brillante Laurence Fishburn nel ruolo di Morpheus, colui che cerca l’eletto in Matrix, e da Carrie-Ann Moss nel ruolo di Trinity, all’epoca non molto famosa, ma poi molto richiesta per i ruoli più diversi.

Da evidenziare i meravigliosi occhiali da sole di Fishburn, senza montatura, solo lenti e gli “abiti da combattimento” di Neo e Trinity (della costumista Kim Barrett) costituiti da spolverini di pelle nera, soprabiti completamente neri per lui, mentre lei è avvolta in pantaloni e corpetti di latex, ovviamente nero, che la rendono tremendamente sexy.

Alla fine l’amore, ovviamente, regna sovrano e farà in modo che Neo diventi l’eletto (altrimenti che film americano sarebbe…), ma non impedisce, dopo un successo forse imprevedibile, di produrre i due sequel, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions, di cui non avremmo sentito la mancanza. Ma tant’è….

Al prossimo film, ed alla prossima recensione.

Ciao

roberto2.jpg Pinky


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