Yoga

27 05 2007

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IN PRATICA


 

Chi desidera cominciare a Praticare Yoga deve innanzitutto sottoporsi alla disciplina dell’auto-rieducazione (o decondizionamento), cercando di rendersi conto il più sinceramente possibile delle proprie manchevolezze e delle proprie lacune e di vincere le cattive abitudini con alcuni accorgimenti tecnici. 

E’ consigliabile scegliere un’ora di buon mattino per la pratica dello Yoga. Se però non è possibile, si può iniziare la giornata con una breve pratica di 10 minuti (mantra, meditazione ecc.) e completare il resto in un’ora qualsiasi. Pochi movimenti, una posizione di meditazione, qualche esercizio respiratorio ed un attimo di rilassamento e di raccoglimento costituiscono già una buona pratica quotidiana. E’ necessario sviluppare costanza e regolarità imparando le pratiche gradualmente, senza mai sforzarsi oltre il proprio limite. Quando si avvertono dolori, si deve smettere. Lo Yoga non è una gara, nemmeno e soprattutto con sé stessi.

Sarebbe molto utile poter disporre di una stanza sempre disponibile solo per la pratica dello Yoga, almeno per il periodo della seduta. Se non è possibile cercate di eliminare eventuali distrazioni (staccate il telefono e il campanello della porta). Il locale dev’essere stato ben areato prima della seduta, poi si chiudano le finestre. D’estate si può anche praticare all’aperto, basta che si tratti di un luogo lontano da distrazioni.

Il controllo delle arie vitali comincia con una corretta respirazione, allenandosi con esercizi vari: respiri bassi, medi e alti, respiri completi e consapevoli nelle loro varie fasi, fino a imparare a realizzare un equilibrio stabile delle energie (”prana”).

In altri tempi (ma non solo in altri tempi) lo “Yogi” (praticante dello Yoga) stendeva una stuoia di fibre vegetali (di paglia “kusha”) e una pelle di tigre o di cervo, per tenere lontani i serpenti e poi una pezza di cotone pulita. Per le nostre necessità sono adattissimi anche tappeti e coperte, sui quali sarà steso un lenzuolo pulito.

Per quanto riguarda l’orientamento del corpo durante le posizioni, tenete presente che il corpo stesso ha nel suo insieme un proprio campo magnetico, prodotto dalle correnti elettriche portate dai nervi e dagli atomi stessi che lo compongono. E’ dunque saggio posizionare il corpo in modo che il campo magnetico terrestre (che ha i suoi poli presso i poli geografici) non interferisca con il campo magnetico del nostro corpo. Conviene orientare il nostro corpo, quando si trovi in posizione orizzontale, con la testa a nord e i piedi a sud, oppure con la testa volta ad oriente.

Lo stomaco deve essere vuoto: le pratiche di Yoga devono essere fatte tre ore dopo un pasto abbondante o mezz’ora dopo uno spuntino. Anche dopo la seduta di Yoga è consigliabile attendere qualche tempo prima di mangiare: dopo una lunga seduta è bene attendere una mezz’ora, dopo una breve pratica almeno cinque minuti. Si può digiunare ogni tanto ma non deve essere una mortificazione, ma una gioia derivante dal controllo di sé.

E’ sempre buona norma lavarsi con acqua fresca o tiepida prima di intraprendere le pratiche Yoga, per mantenere la pelle pulita e capace di assorbire aria e prana e di eliminare i rifiuti. Così deve essere anche per il riposo e il sonno: nessuna funzione del corpo deve essere esagerata fino alla spossatezza ed è necessario trovare un equilibrio di lavoro e di riposo, di sonno e di veglia, che permettano all’organismo di funzionare secondo il ritmo naturale.

L’abbigliamento deve essere il più possibile comodo e aderente, come ad esempio una tuta morbida o una calzamaglia che permettano il libero movimento dell’addome e del torace. Per quanto è possibile il “sadhaka”, cioè colui che pratica lo Yoga, dovrebbe lasciare dietro di sé tutto ciò che “possiede” –ornamenti, gioielli, capacità mentali e professionali, opinioni, punti di vista ecc. Bisogna Invece concentrare l’attenzione su ciò che si è realmente, senza preconcetti, consapevoli di sé, sereni e disponibili. E’ anche sconsigliato di discutere le pratiche dello Yoga con persone che non vi siano sinceramente interessate e comunque di darsi alle chiacchiere inutili.

Una delle tecniche di sviluppo dello Yoga è il silenzio (”mauna”). Imparare a “stare zitti” significa non soltanto riuscire a non parlare quando non è necessario, ma anche diventare consapevoli e attenti di ciò che accade all’esterno e all’interno di noi e a diventare coscienti anche delle funzioni involontarie o semi-volontarie come la circolazione, la respirazione, le immagini mentali, le emozioni eccetera.

Prima di cominciare la seduta dello Yoga, si deve offrire Il proprio rispetto al maestro, al Signore Supremo e rivolgendosi ai quattro punti cardinali, augurare ogni bene a tutti gli esseri viventi (“loko samasto sukhino bhavanti”). Bisogna poi fissare la propria attenzione sul movimenti del corpo e della mente (immagini mentali, emozioni, impulsi motori, movimenti istintivi … ) nel momento presente (non ricordare il passato né proiettarsi nel futuro e, se ciò accade, bisogna subito tornare al presente).

  


Si comincia a concentrare l’attenzione sul plesso solare (nella zona dell’ombelico), si uniscono le emozioni e l’intelletto con il corpo, in ogni posizione statica e dinamica. La prima consapevolezza è quella dei movimenti, tensioni e vibrazioni del corpo, la seconda è quella delle impressioni sensoriali, la terza è quella delle emozioni e la quarta è la coscienza della coscienza.

Negli esercizi bisogna rispettare un certo andamento ritmico, che diventerà poi parte dei nostri movimenti e un’abitudine armoniosa nella nostra vita. Bisogna evitare i movimenti bruschi, sforzandosi piuttosto di eseguire le asana con facilità, grazia ed accuratezza. Lo Yoga non è un esercizio ginnico che mira allo sviluppo muscolare (anche se, direttamente e/o indirettamente, trarrete anche benefici di quel tipo). L’armonia che deriva dalla corretta pratica dello Yoga diventa poi un’abitudine anche nel nostro lavoro.

Osservatevi mentre lavorate, pensate, leggete o scrivete. Forse le dita dei piedi si agitano nervosamente, forse i muscoli della faccia si contraggono in smorfie o tic nervosi, oppure stando in piedi si ondeggia da un’anca all’altra, oppure camminando si posano male i piedi o si dimenano i fianchi, oppure si tengono rigidi come se fossero ingessati. Queste cattive abitudini tolgono equilibrio ed energia alla nostra vita. La pratica di questi esercizi di auto-rieducazione (movimenti e riposo ritmici, basati sulle proporzioni naturali) è più difficile che prendere tranquillanti, o eccitanti, ma è un rimedio molto più sicuro, privo di nefasti effetti collaterali.

Stando in piedi conviene tenere le gambe vicine e tese e il peso bilanciato sulle due gambe. Stando seduti è necessario tenere la spina dorsale diritta, affinché i muscoli del corpo non siano sottoposti a una tensione eccessiva, appoggiando la schiena non si deve compromettere la respirazione né comprimere l’addome. I muscoli lasciati flaccidi diventano deboli, peggiorando la respirazione e il funzionamento del diaframma e persino arrivando a lasciar scendere le viscere nella cavità addominale.

Le posizioni statiche e dinamiche del corpo intero agiscono sul sistema endocrino, sulla circolazione e permettono di imparare a controllare i muscoli involontari. Imparando a praticare le asana anche il nostro portamento, i nostri movimenti e la canalizzazione delle nostre energie fisiche troveranno una nuova armonia. Anche la posizione delle mani (“mudra”) è importante per il flusso delle energie. Imparare a usare le mani e a tenerle in posizione corretta è una pratica preliminare alla meditazione.

I bambini devono limitarsi agli esercizi più facili, mentre gli adulti dovrebbero osservare delle limitazioni in caso di gravi malattie e comunque sotto controllo medico e consultando sempre l’istruttore competente. Le donne in periodo mestruale o in gravidanza avanzata si devono limitare a posizioni semplici, a tecniche leggere di respirazione, di rilassamento e di meditazione.


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Una risposta a “Yoga”

29 11 2007
glenda (13:41:49) :

Che bello! sono proprio curiosa di metterlo in prattica, l’ho sperimentato una lezione con Barbara Petinatti domenica scorsa dopo un lungo stage e mi sentivo come nuova e sopratutto carica di positividad y energia incredibile… e poi e vero che con chi non lo conosce sperimenta ed interessa si parla inutimente con loro…

grazie!

N.B. spero di trovare un maestro (a) che mi sapia aiutare come Barbara….

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