Stop al Degrado!

26 05 2007

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Diverse persone mi chiedono per quale motivo non scrivo più. Io, che scrivevo tanto.
Riferendomi al mio Blog che gestisco solo da poche settimane, per ora mi sono limitato ad attivarlo e metterlo in moto, farlo entrare nei motori di ricerca, ecc. Insomma, risolvere le questioni tecniche. Per cui  mi è mancato il tempo materiale di dedicarmi anche alla scrittura.
E’ vero, in passato ho scritto molto, ma poi alcuni avvenimenti della mia vita mi hanno allontanato non solo da rapporti umani che sarebbero essenziali nell’esistenza di una persona, ma anche da alcune mie autentiche passioni come - appunto - la scrittura. Non per nulla sono figlio di una nota scrittrice. Ma questo detto solo a margine.
Ora finalmente mi trovo di nuovo davanti a una tastiera e già questa novità é per me fonte di emozione; ma mi accorgo che, prima di ricominciare a scrivere seriamente, ho bisogno di un momento di riflessione.
Sono un quasi quarantenne e, se devo ammettere che in vent’anni non sono molto cambiato, adesso sto recuperando il tempo perduto. Finalmente guardo la vita da un’altra angolazione, più reale e realistica. Tutto é cambiato, le mie abitudini, i miei rapporti col prossimo, le mie priorità. E, insieme a me, anche il mondo che mi circonda é drasticamente mutato, forse soltanto tre o quattro anni fa non me ne sarei accorto. Vivevo quasi ad occhi chiusi in una sorta di cerchio dove camminavo in tondo.
Ora vedo questo mondo, questa società globale con maggiore lucidità e devo ammettere che mi fa anche un po’ paura. Ma é la realtà in cui viviamo e non possiamo lasciarci intimidire dai venti di guerra che soffiano in molte parti della terra, dal terrorismo che, appunto, terrorizza, dall’odio e dalla violenza che sembra voler governare sempre più l’universo umano. Ma fortunatamente, avendo la cosa più importante che possa esistere, l’amore di una persona, riesco a guardare con più forza e coraggio al futuro, a questa strana società che corre avanti con tutto il fiato che ha nei polmoni lasciando indietro i valori che contano.
Sono diventato un altro, sono diventato, forse un po’ in ritardo, un uomo. Un uomo che desidera trovare il proprio equilbrio e una vita serena fatta di onestà, sincerità e impegno al lavoro sebbene non sia facile. Un lavoro che si svolge in un locale bolognese che mi pone in una situazione di mediatore tra il diritto dei giovani di divertirsi e il diritto al riposo e alla tranquillità dei cittadini che abitano nei pressi. Come conciliare le due esigenze, tra l’altro legittime?
Comunque stanno le cose - non aveva detto il grande Voltaire che la nostra libertà finisce dove intacca quella degli altri?

R

La rabbia di via Petroni
Occupato il consiglio comunale
ARRIVANO alle 5 del pomeriggio, sono una cinquantina e nella sala del consiglio comunale inalberano striscioni e magliette con le scritte “Chiedo ospitalità” e “Ho pensato di dormire: dove?”. Con loro c´è anche Clementina Fiacconi, 84 anni, decana della protesta del comitato “Stop al degrado” di via Petroni. Ma “l´operazione-lenzuolo” a palazzo D´Accursio per protestare contro le notti insonni, il fracasso e lo spaccio ordinario al quartiere universitario, dopo tre ore di faccia a faccia coi consiglieri e il presidente Gianni Sofri, la minaccia di dormire a terra e l´intenzione - “ferma” - di passare la notte proprio lì, a palazzo comunale, alle 20,30 sfuma
di Carlo Gulotta
 I manifestanti accettano di tornare a casa, ma strappano una promessa al presidente Sofri che verificherà la proposta del consigliere di An Galeazzo Bignami di tenere un consiglio comunale straordinario “a tema” in piazza Verdi entro il 4 giugno. «Lunedì prossimo vi darò una risposta - promette Sofri - e mercoledì se ne parlerà anche nella riunione dei capigruppo. Avete ottenuto una vittoria sul piano politico, avete ottenuto visibilità, non sciupatela pretendendo di restare qui». Fair play, qualche sorriso, agenti della Digos e vigili urbani ripongono i taccuini. Ma ci sono volute due interruzioni dei lavori e la lettura di un documento del Comitato che accusa un po´ tutti: l´Università «che sfugge al doveroso impegno di fornire adeguati servizi d´accoglienza agli studenti», il Comune le forze dell´ordine. «Avendo ottenuto la lettura del vostro documento - ripete Sofri ai cinquanta che s´affacciano alla balaustra - e anche con la mia “complicità”, avete ottenuto un successo politico. Non guastatelo con un´escalation». Cofferati, col quale gli animatori di Stop al Degrado vorrebbero parlare, e al quale vorrebbero esprimere solidarietà per le minacce del Partito Comunista Combattente, supportati dal comitato al Crusel di via del Pratello e dai commercianti della Contrada delle Torri e delle Acque, non c´è. E la destra un po´ stempera gli animi e un po´ va all´attacco. «Convocare il consiglio in piazza Verdi - dice Bignami - è anche un modo per far capire il problema a Questura e Prefettura». La tua Bologna e Forza Italia s´accodano. Bignami cerca di stringere i tempi, vorrebbe che il consiglio “in notturna” fosse convocato già da lunedì prossimo. Altrimenti scatterà la convocazione delle commissioni Affari generali e Bilancio, entrambe controllate dal centro destra, che porterebbero comunque i consiglieri comunali in piazza Verdi.

Loro, i cinquanta “insonni forzati” guidati da Giuseppe Sisti e Loris Folegatti, accettano. «Ma sia chiaro, questo è l´unico modo per farci andare via». La polemica di sempre, quella contro le forze dell´ordine, accusate «di stare ferme in piazza Verdi e di non venire a vedere cosa succede sotto le nostre case. Il fracasso fino all´alba, la gente che vomita, i negozietti che continuano a vendere alcolici in barba alle regole, le zuffe, le minacce, i vigili che non arrivano mai». Parole. Ma anche un cd consegnato ai consiglieri comunali (s´intitola “Storie di ordinario degrado”) che raccoglie tutti i documenti e gli articoli di stampa messi assieme negli anni dal “popolo degli insonni”. Le pattuglie miste volute dal questore Cirillo non sembrano ancora aver sortito risultati apprezzabili. «E´ vero, adesso ci sono vigili urbani, poliziotti e carabinieri, ma non devono limitarsi a restare fermi in piazza Verdi. Qui bisogna insistere». Attesa, insomma. E un nuovo impegno delle istituzioni per cercare di alleggerire le tensioni in questa fetta di città dove fino ad ora nessuna amministrazione e strategie sembrano aver ottenuto risultati. «A noi del successo politico non ce ne frega niente - chiosa Loris Folegatti, “numero due” di Stop al Degrado - vogliamo un successo operativo sulle nostre vite». Rabbia per gli “interventi mancati” delle forze di polizia. E critiche, anche, agli amministratori. «Ci sentiamo proporre un inopportuno piano di pedonalizzazione che, nelle attuali condizioni, aggiungerebbe soltanto nuovi problemi a quelli che già esistono, oppure nuove figure istituzionali come il Town Center Manager che inevitabilmente provocherebbe un ulteriore rinvio di interventi ormai urgentissimi. Ancora una volta ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo e al confronto con tutti, con spirito di rispetto reciproco e di convivenza civile, contro la dilagante cultura dello sballo, dell´arroganza e
(22 maggio 2007)

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/La-rabbia-di-via-Petroni-Occupato-il-consiglio-comunale/1307505

BOLOGNA,22 MAGGIO 2007 - “A CASA NOSTRA non possiamo più vivere . Per questo dormiremo in consiglio comunale». La resistenza dei residenti di via Petroni e piazza Verdi è stata lunga, ma alla fine non è bastata contro il degrado dilagante e la criminalità sempre più presente in tutta la zona. E ieri, come era stato annunciato, una cinquantina di cittadini si sono presentati in consiglio comunale per protestare e per denunciare ancora una volta la loro situazione. Ai consiglieri e ai giornalisti presenti è stato consegnato il dvd Storie di ordinario degrado: la cronistoria degli ultimi due anni e mezzo con anche immagini della Rai per testimoniare quanto sono costretti a subire ogni giorno. E soprattutto ogni notte. Un documento amatoriale realizzato dagli stessi cittadini. «LA NOSTRA FIDUCIA nelle istituzioni è definitivamente logorata ha detto Giuseppe Sisti del comitato Stop al degrado, promotore della manifestazione -: lelenco delle promesse disattese, degli annunci a effetto e dei piani non realizzati è troppo lungo. Si sono moltiplicati gli episodi di violenza e di aggressione, così come nuove forme di vandalismo. Adesso basta». Il consiglio comunale è stato sospeso a più riprese, mentre Daniele Carella, capogruppo di Forza Italia a Palazzo dAccursio, si è offerto come portavoce per leggere il loro comunicato di protesta. «Vergognatevi tutti ha urlato Valeria Giunchi : ci ricorderemo di voi quando andremo a votare. La prossima volta porteremo qui i bidoni di escrementi e urina in cui siamo costretti a vivere». «Cè uno sparuto gruppo di commercianti senza scrupoli ha sottolineato Loris Folegatti che tiene in ostaggio tutta la zona in barba a ogni regola e convenzione. Producono per loro ingenti profitti, per noi sporcizia, schiamazzi e caos». LALLUSIONE è ad alcuni negozi di alimentari che dopo le 22 non potrebbero più vendere alcolici da asporto neppure in lattina, secondo lordinanza anti alcol del Comune. E invece, a quanto sembra, vendono più di prima. Come niente fosse. A dare una mano ai cittadini esasperati ci ha pensato Carmelo Adagio, presidente di San Vitale: «Adesso è necessario salvaguardare i residenti con ordinanze particolari ha dichiarato , come fare chiudere questi negozi prima, per esempio alle 21. Così saranno impossibilitati a vendere sottobanco, perché è un dato di fatto che lo fanno. La famosa ordinanza anti alcol dellassessore Santandrea ha prodotto pochi effetti». La settimana prossima, fa sapere Adagio, ci sarà una tavola rotonda con prefetto e questore per cercare di risolvere i problemi. «Ci sono situazioni di disagio e di forte degrado ogni sera ha aggiunto Adagio , lunica soluzione possibile è trasformare piazza Verdi nel cuore culturale della città creando un tessuto diniziative ed eventi che stiamo programmando concretamente». «Queste parole sono di buon auspicio ha commentato in diretta Sisti , speriamo che siano seguite da fatti. Staremo a vedere». «Sono anni che non posso uscire dopo le 21 ha raccontato Francesco Rossi , non possiamo più vivere in una latrina a cielo aperto». TANTI I CITTADINI, molte anche le persone anziane, che hanno voglia di raccontare quello che subiscono e che vedono dalle loro finestre. «Quello che dà più fastidio ha spiegato Leonardo Dinoi è larroganza dellimpunità che hanno questi giovani. Sanno di farla franca e fanno quello che vogliono. La nostra è una protesta non violenta ma ferma». «Sono qua anchio ha detto Pietro Baldazzi , anche se la mia idea era una forma di protesta diversa. Ossia raccogliere i versamenti dellIci e consegnarli a un notaio che li avrebbe versati al Comune solo con la garanzia di interventi precisi». «È importante capire ha concluso Folegatti che noi siamo disponibili al dialogo e al confronto con tutti con spirito di reciproco rispetto e di civile convivenza. Diciamo no, però, alla dilagante cultura dello sballo, dellarroganza e della prevaricazione». La protesta è stata bocciata da Otello Ciavatti, portavoce del Comitato piazza Verdi: «Trovo eccentrico manifestare contro il degrado nel giorno del consiglio congiunto contro il terrorismo». Alla 20,30, dopo accese discussioni, i manifestanti hanno abbandonato il campo solo con la proposta del consigliere di An, Galeazzo Bignami, di fare un consiglio comunale in piazza Verdi entro il 4 giugno. Il presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri, ha detto che a livello tecnico non ci sono problemi e si è pronunciato favorevole. Bisognerà vedere cosa voterà la maggioranza.

http://it.news.yahoo.com/22052007/284/i-residenti-piazza-verdi-non-viviamo-3.html

(7 maggio 2007) Piazza Verdi: la sfida va in Consiglio
Si riaccende lo scontro su Piazza Verdi, con i comitati dei residenti di nuovo sul piede di guerra dopo l´ennesima notte di “caos” urbano, e la maggioranza spaccata sul progetto del city manager per la cittadella universitaria. L´idea di un manager unico per Piazza Verdi infatti, oltre a non andare giù a Carmelo Adagio, presidente del Quartiere S. Vitale, provoca parecchi mal di pancia anche fra i membri dell´Altra Sinistra e della sinistra Ds.
di Silvia Bignami
 ”Serve collegialità. Il manager non è la parola magica che risolve ogni problema” avverte Gian Guido Naldi, Ds, che porterà oggi in consiglio comunale il suo odg per bloccare la proliferazione di rivenditori di alcol in zona universitaria.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, per i comitati, è scoccata la scorsa notte, quando Loris Folegatti, di Stop al Degrado, è stato pesantemente minacciato da alcuni occupanti della piazza. “Non è che l´ultimo episodio. Va sempre peggio. Servono più forze dell´ordine, più polizia, non iniziative culturali” attacca Sisti. E sul progetto del Town Centre Management, l´organismo misto pubblico-privato coordinato da un city manager che l´assessore al commercio Maria Cristina Santandrea vorrebbe licenziare a settembre, la mette giù ancora più dura: “Può essere la risposta ai problemi urgenti di oggi? No. Se funziona, funzionerà chissà quando. Non hanno nemmeno i soldi per metterlo in piedi: con i 40mila euro stanziati finora che ci si fa?”.
Ma il cosiddetto Tcm ha parecchi detrattori anche nella maggioranza. Soprattutto quando si parla di un ipotetico “manager” che dovrebbe stare a capo del comitato dei soggetti presenti in Piazza Verdi (dal Comune, all´Università, alle associazioni di categoria). “Sono contrario alla figura di questo coordinatore unico” spiega Adagio, “meglio sarebbe un organismo collegiale”. Critica anche Milena Naldi, consigliere comunale Ds, che ammette: “Non mi convince questa concezione verticistica. Sembra quasi un municipio nel municipio”. Mentre Paolo Natali, consigliere Dl, chiede un “approfondimento sul tema di questo manager privato, che non è affatto opportuno”.
Un fuoco di fila cui si aggiunge anche Gian Guido Naldi, della sinistra Ds, che porterà oggi in consiglio comunale il suo odg su Piazza Verdi: “Nella zona serve una funzione di coordinamento. Il manager, soprattutto se privato, non è la panacea di tutti i mali”. “Oltretutto a fare da punto di raccordo tra le varie realtà della zona c´è già il quartiere, che ha svolto finora un ottimo lavoro, anche nel sociale” sottolinea Roberto Panzacchi, capogruppo dei Verdi. Intanto, sempre per oggi, è attesa proprio da vicolo Bolognetti la decisione sulla festa della Sinistra Universitaria, in programma dal 10 al 18 in Piazza Verdi. Restano in allerta i comitati. Se qualcosa dovesse andare storto in quei dieci giorni, possono sempre giocare la carta della dormita di protesta a Palazzo d´Accursio: “Magari durante un consiglio comunale”.

http://bologna.repubblica.it/dettaglio/Piazza-Verdi:-la-sfida-va-in-Consiglio/1297186

BOLOGNA, 23 FEBBRAIO 2006 - Siccome non riescono a dormire, i residenti di via Petroni (a due passi da piazza Verdi), che si dicono ormai “stanchi e incattiviti”, hanno deciso di utilizzare le notti in bianco per esprimere la loro rabbia e il loro disagio per il degrado della zona. Invocano il diritto alla salute, alla decenza, all’igiene, alla dignita’, alla sicurezza, al riposo, alla pacifica e cordiale convivenza fra cittadini. E invece si ritrovano a lamentare “traffico selvaggio, inquinamento acustico, tessuto commerciale fuori controllo”, sporcizia e paura; insomma, degrado.

Proprio all’indomani dell’”uscita dal cassetto” del dossier Pavarini (che prevede parecchi problemi per piazza Verdi), il comitato “Stop al Degrado” torna dunque alla carica contro il Comune dicendo che “poco o nulla di quanto da noi proposto e’ stato preso in considerazione ed accolto. Sono state messe in campo solo misure inadeguate e velleitarie, annunciati improbabili piani di riqualificazione”, elencano Giuseppe Sisti e Loris Folegatti del comitato in una lettera inviata al sindaco Cofferati.

“E’ stato inoltre dato per scontato il coordinamento delle forze dell’ordine e per realizzato il ripristino della video sorveglianza, mentre in effetti nessuna delle due cose e’ effettivamente entrata in vigore”. A conti fatti, protesta il comitato, “nulla di concreto ed efficace e’ stato fatto ed ancora una volta assisteremo, nelle prossime settimane primaverili, al dilagare nelle nostre strade e nelle nostre piazze di tutte quelle forme di degrado e di incivilta’ che abbiamo da anni puntualmente denunciato e documentato”.

A rendere piu’ amaro il boccone da mandar giu’ c’e’ il fatto che “abbiamo dovuto subire lo sberleffo di alcune sedicenti associazioni culturali che hanno realizzato vergognose campagne di sostegno dell’abuso di alcool e dello sballo incondizionato, irridendo le nostre sacrosante denunce e lamentele”.

Visto che le deleghe per la sicurezza sono in mano al sindaco, il comitato chiede a Cofferati di dire “quali impegni intende assumere e quali programmi realizzare. Con quali forze crede di poter affrontare la situazione? Con quanti uomini e con quanti mezzi? Come puo’ pensare di avere il sostegno della Polizia Municipale dopo le assurde dichiarazioni dei suoi rappresentanti sindacali?”.

In attesa di risposte Folegatti e Sisti avanzano alcuni suggerimenti per “alcune situazioni che potrebbero essere risolte con interventi di pochissimo costo se solo ce ne fosse la volonta’”. Ad esempio il negozietto che vende alcolici e raduna “decine di clienti, ubriachi e schiamazzanti che impediscono il riposo di decine di famiglie circostanti”; un bar i cui avventori intasano una strada, un altro che tiene la musica ad alto volume e altri che richiamano frequentatori poi dediti a usare i portici come wc. Stop al degrado segnala anche il problema dei “cani di grossa taglia, quelli che mordono i vigi li, liberi e senza museruola che oltre a terrorizzare i passanti lasciano ovunque voluminosi ‘ricordini’”.

Partendo da qui,Folegatti e Sisti propongono il ripristino del divieto di vendita di alcolici dopo un certo orario, di impedire ai locali “fracassoni” di stare aperti fino alle 3 di notte e di impedire “il bivacco incontrollato sotto i portici e per le strade, alla faccia”. Quindi la conclusione: “Siamo stanchi signor sindaco, stanchi ed incattiviti, questa situazione ci rende cittadini peggiori, meno disponibili e tolleranti, e prima o poi si verifichera’ qualche grave episodio che ci fara’ rimpiangere di non aver affrontato adeguatamente le situazione”.

http://qn1.quotidiano.net/chan/bologna:5404754:/2006/02/23:


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